Nel Maggio 2008 l’amministratore delegato dell’ENI effettua una visita a Washington per avere colloqui con alcuni rappresentanti del governo americano per spiegare le strategie della sua azienda nei vari scenari petroliferi mondiali. Secondo l’Ambasciatore Spogli, tale visita ha lo scopo “di misurare la temperatura di Washington ed assicurarsi di aver capito dove fossero le nostre “linee rosse” riguardo alle operazioni iraniane della sua azienda“, oltre agli investimenti in Russia e Venezuela. L’ambasciatore critica fortemente i funzionari ENI perchè vede l’azienda “prendere molte decisioni commerciali miopi. Troviamo particolarmente inquietante che queste posizioni vengono prese da una società che è 1/3 di proprietà del governo italiano“. E oltre alla criticità del rapporto diretto Berlusconi-Putin che potrebbe condizionare le strategie dell’azienda, l’ambasciatore “avverte” i propri funzionari che la figura di Paolo Scaroni e le attività dell’ENI non sono sempre cristalline: “i funzionari che incontreranno Scaroni dovrebbero anche sapere che secondo la stampa, nel 1992 egli si dichiarò colpevole di corruzione (tangente) in relazione ad un progetto di una centrale elettrica a Brindisi. Questo faceva parte del massiccio scandalo di “Tangentopoli” che si è abbattuto sui partiti politici italiani del dopoguerra. Scaroni è stato condannato ad un anno e quattro mesi di prigione, ma a quanto pare non ha scontato la pena. Altri rapporti di corruzione da parte di Eni sono molto più recenti: Eni possiede il 25 percento di quote nel consorzio TSKJ. TSKJ è sotto inchiesta da parte della SEC a causa di presunti pagamenti impropri a funzionari nigeriani. Inoltre, nel marzo 2008, le autorità britanniche e italiane hanno lanciato un’indagine per corruzione riguardante la vendita di un grande sistema di telefonia mobile in Italia. Funzionari dell’ente parastatale italiano dell’energia ENEL avrebbero ricevuto tangenti dalla ditta egiziana a cui è stato permesso di acquistare il sistema. Scaroni era amministratore delegato di ENEL al momento della vendita”.

Reference ID Created Released Classification Origin
08ROME525 2008-04-24 14:28 2011-06-26 00:00 CONFIDENTIAL Embassy Rome
C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 04 ROME 000525SIPDISDEPARTMENT FOR EUR DAS BRYZA

DEPARTMENT FOR E EURASIAN ENERGY COORDINATOR STEVEN MANN

NSC FOR DEPUTY NSA JEFFREY

DEPARTMENT FOR P STAFF

USEU FOR SPECIAL ENVOY GRAY

E.O. 12958: …

SUBJECT: (C) DELIVERING TOUGH MESSAGES TO ENI CEO PAOLO SCARONI ON RUSSIA AND IRAN

REF: A) ROME 451 B) 07 STATE 16018

Classified By: ECONOMIC MINISTER COUNSELOR TOM DELARE

FOR REASONS 1.4 B AND D

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 04 ROME 000525SIPDISDEPARTMENT FOR EUR DAS BRYZA

DEPARTMENT FOR E EURASIAN ENERGY COORDINATOR STEVEN MANN

NSC FOR DEPUTY NSA JEFFREY

DEPARTMENT FOR P STAFF

USEU FOR SPECIAL ENVOY GRAY

E.O. 12958: …

OGGETTO: (C) Mandare forti messaggi all’Amministratore Delegato dell’Eni Paolo
Scaroni su Russia e Iran

REF: A) ROME 451 B) 07 STATE 16018

Classified By: ECONOMIC MINISTER COUNSELOR TOM DELARE

FOR REASONS 1.4 B AND D

¶1. (C) SUMMARY: During his May 5-6 visit to Washington, Post believes it would be helpful to U.S. interests if Eni CEO Paolo Scaroni is told very clearly of serious USG concerns about 1) his company’s close collaboration with Russia’s Gazprom and 2) his company’s continuing involvement in Iran. Eni is now a major collaborator in what many see as Gazprom’s efforts to dominate the European energy market; Eni hopes to build Gazprom’s South Stream pipeline, a project that threatens to scuttle the USG- and EU-supported Nabucco project. Eni recently gave Gazprom increased access to North African natural gas fields. Eni maintains long-standing investments in Iran. Post is preparing to push the new Berlusconi government to use its equity stake in Eni and moral suasion to force Eni to make major changes in its involvement with Gazprom and Iran.  Scaroni has returned from previous visits to Washington with the impression that Eni’s business activities were not matters of grave concern for us. It would be very useful if he returns from this trip with raised awareness about USG unhappiness with his company. Scaroni has appointments with U/S Jeffery and U/S Levey, and tentative appointments with Acting U/S Fried, and Deputy NSA Jeffrey — Embassy Rome recommends that these tentative appointments be confirmed.  END SUMMARY. ¶ 1. (C) SOMMARIO: Durante la sua visita del 5-6 Maggio a Washington, Post (Ambasciatore, ndr) ritiene che sarebbe utile negli interessi degli Stati Uniti se all’Amministratore Delegato dell’Eni Paolo Scaroni vengano riferite molto chiaramente le gravi preoccupazioni del governo americano (USG) circa 1) la stretta collaborazione della sua azienda con la Russa Gazprom e 2) il coinvolgimento della sua azienda in Iran. Eni è oggi uno dei collaboratori più importanti in quelli che molti vedono come gli sforzi di Gazprom per dominare il mercato europeo dell’energia; Eni spera di costruire il gasdotto South Stream della Gazprom, un progetto che minaccia di affondare il progetto Nabucco sostenuto dagli Stati Uniti e dalla UE. Eni ha recentemente dato un maggiore accesso a Gazprom verso i giacimenti di gas naturale del Nord-Africa. Eni mantiene da tempo in piedi investimenti in Iran. Post si prepara a spingere il nuovo Governo Berlusconi ad usare la sua partecipazione in Eni e la dissuasione morale
per costringere l’Eni a fare grandi cambiamenti nel suo coinvolgimento con Gazprom e Iran. Scaroni è tornato dalle precedenti visite a Washington con l’impressione che le attività commerciali dell’ENI non fossero materia di grave preoccupazione per noi. Sarebbe molto utile se tornasse da questo viaggio avendo accresciuto la consapevolezza di insoddisfazione del governo americano verso la sua compagnia. Scaroni ha appuntamenti con i sottosegretari Jeffery e Levey, e appuntamenti possibili con il sottosegretario d’Azione Fried e il Vice NSA Jeffrey – L’Ambasciata di Roma raccomanda di confermare tali appuntamenti. FINE SOMMARIO.

SCARONI HOPES TO “”MAKE ENI’S CASE”” IN WASHINGTON

¶2. (SBU) On March 4, 2007, Ambassador Spogli spoke on energy security to a group led by Giulio Tremonti, the man widely expected to be Silvio Berlusconi’s Economy Minister.  The Ambassador spoke of the dangers of over-reliance on Gazprom and of the need to diversify Europe’s sources of energy. The Italian energy giant (and parastatal) Eni, was not mentioned explicitly in the speech, but Eni knew we were talking about them.  Eni reps contacted us immediately,  asking for the chance to “”clarify misunderstandings”” about their relationship with the Russians. REF A reports on the briefing an ENI Vice President gave to Econ Counselor. Eni CEO Scaroni later called the Ambassador and asked for help in getting Washington meetings for May 5-6.  Scaroni traveled to Brussels April 16 as part of the same effort to “”clear up misunderstandings.””

Scaroni spera di “gestire il caso ENI” a Washington

¶ 2. (SBU) Il 4 marzo 2007, l’Ambasciatore Spogli ha parlato di sicurezza energetica ad un gruppo guidato da Giulio Tremonti, l’uomo che molto probabilmente dovrebbe diventare il ministro dell’economia di Silvio Berlusconi. L’Ambasciatore ha parlato dei pericoli di un eccesso di dipendenza dalla Gazprom e della necessità di diversificare le fonti di energia. Il colosso energetico italiano (e parastatale) Eni, non è stato menzionato esplicitamente nel discorso, ma l’Eni sapeva che stavamo parlando di loro. Referenti Eni ci hanno contattato subito, chiedendo la possibilità di “chiarire le incomprensioni” sul loro rapporto con i russi. Il Rif A fa un resoconto del briefing che un Vice Presidente dell’ENI ha dato al consigliere Economico. L’Amministratore Delegato di Eni Scaroni ha in seguito chiamato l’ambasciatore e chiesto un aiuto per avere incontri a Washington per il 5-6 Maggio. Scaroni si è recato a Bruxelles, il 16 aprile, come parte dello stesso sforzo stesso per “chiarire malintesi”.

WHAT SCARONI NEEDS TO HEAR: USG UNHAPPY WITH GAZPROM COLLABORATION, AND IRAN SUPPORT

¶3. (C) Post would like to push the new Berlusconi government to force Eni to act less as a stalking horse for Gazprom interests.  Eni (which is 30 percent owned by the Government of Italy) seems to be working in support of Gazprom’s efforts to dominate Europe’s energy supply, and against U.S.-supported EU efforts to diversify energy supply. We think we have a chance of turning that around. Giulio Tremonti has told Ambassador Spogli that “”Eni has gone too far”” in its collaboration with Gazprom.

Cosa Scaroni è necesssario che senta: il governo americano non felice per la collaborazione con Gazprom, ed il supporto all’Iran

¶ 3. (C) Post vorrebbe spingere il nuovo governo Berlusconi a costringere l’Eni ad agire meno come un cavallo di stalking per gli interessi di Gazprom. Eni (che è del 30 per cento di proprietà del Governo Italiano) sembra operare a sostegno degli sforzi di Gazprom nel dominare l’approvvigionamento energetico dell’Europa, e contro gli sforzi sostenuti da USA ed UE per diversificare l’approvvigionamento energetico. Noi pensiamo di avere una una possibilità per girare la questione. Giulio Tremonti ha detto l’ambasciatore Spogli che “Eni è andata troppo lontano” nella sua collaborazione con Gazprom.

IMMEDIATE CONCERNS

¶4. (C) Of immediate concern is Eni’s proposed construction of Gazprom’s South Stream Black Sea pipeline, a project that threatens to scuttle Nabucco, the USG- and EU- supported effort to bring Caspian gas to Europe. Eni is much more than a mere contractor on this project — on South Stream it is a 50/50 equity partner with Gazprom. A senior Eni official recently told us that due to difficulty in reaching agreements with Serbia and Romania, Eni thinks there is now only a 60 percent chance that South Stream will actually be built (see REF A). We think that a strong statement of USG unhappiness with the project might further increase the odds against Eni building this pipeline.

Preoccupazioni immediate

¶ 4. (C) Una preoccupazione immediata è la costruzione proposta da ENI del Gasdotto di Gazprom South Stream del Mar Nero, un progetto che rischia di affossare Nabucco, la sforzo sostenuto dal governo americano e dalla UE per per portare il gas del Caspio verso l’Europa. In questo progetto Eni è molto di più un semplice appaltatore -su South Stream vi è un partnership 50/50 con Gazprom. Un alto funzionario dell’Eni recentemente ci ha detto che a causa della difficoltà di raggiungere
accordi con la Serbia e la Romania, Eni pensa che ci sia ora solo una probabilità del 60 per cento che il South Stream sarà effettivamente costruito (vedi RIF A). Pensiamo che una forte dichiarazione del governo americano di infelicità verso il progetto potrebbe ulteriormente aumentare le probabilità
contro la costruzione di questo gasdotto da parte di ENI.

¶5. (SBU) Eni will argue that South Stream does not threaten Nabucco.  We have pointed out to Eni that Putin himself seems to think that it does. (See Eurasia Daily Monitor, 5 March 2008). Also, Gazprom CEO Alexi Miller stated on February 25, 2008 that South Stream “”obviates”” the need for Nabucco.  Our position on South Stream’s impact on European energy diversification was clearly stated by DAS Bryza on February 26, 2008: “”South Stream definitely does not strengthen diversification. It strengthens dependence on one supplier.”” (See interview with DAS Bryza on USEU web page.) ¶ 5. (SBU) Eni sosterrà che South Stream non minaccia Nabucco. Abbiamo segnalato ad Eni che Putin stesso sembra pensare che lo diventi. (Vedi Eurasia Daily Monitor, 5 marzo 2008). Inoltre, il CEO di Gazprom, Alexi Miller, ha dichiarato il 25 febbraio 2008 che South Stream “elimina” la necessità del Nabucco. La nostro posizione sull’impatto del South Stream in materia di diversificazione dell’energia europea è stato chiaramente affermato dal DAS (Deputy Assistant Secretary, Vice Assistente Segretario) Bryza il 26 febbraio, 2008: “Il South Stream certamente non rafforza la diversificazione. Si rafforza la dipendenza da un unico fornitore”. (Vedi intervista a DAS Bryza sulla pagina web dell’USEU – United States Mission to the European Union).
¶6. (SBU) Eni recently announced an agreement with Gazprom under which Eni would give the Russians access to natural gas fields in North Africa in exchange for increased Eni access to gas fields in Russia. COMMENT:  North African natural gas is often seen as an opportunity for Italy and Europe to diversify away from dependence on Russian gas.  Giving Gazprom control of North African fields clearly does damage to EU energy diversification efforts. ¶ 6. (SBU) Eni ha recentemente annunciato un accordo con Gazprom in base al quale l’Eni avrebbe dato ai russi l’accesso ai campi di gas naturale in Nord Africa in cambio di un maggiore accesso dell’ENI ai giacimenti di gas in Russia. COMMENTO: il gas naturale nordafricano è spesso visto come un’opportunità per l’Italia e l’Europa per diversificare la dipendenza dal gas russo. Dare a Gazprom il controllo dei campi del Nord Africa chiaramente significa danneggiare gli sforzi di diversificazione energetica dell’UE.

AND THEN THERE IS IRAN….

¶7. (C) Eni has been in Iran for decades.  It currently provides natural gas that is used to pressurize Iranian petroleum wells.  Eni has escaped U.S. Iran Sanctions Act punishment because of a U.S.-EU understanding that in effect exempted countries with “”old”” investments in Iran that do not expand their operations.  Eni’s continued presence in Iran has been an irritant in the U.S.-Italian relationship, and without doubt helps the Iranian regime.  We would like to see Eni leave Iran. Scaroni is likely to say that one of the alternatives to Russia as an energy supplier is Iran. A firm expression of USG unhappiness with Eni’s current relationship with Iran is thus very important.

E poi c’è l’Iran….

¶ 7. (C) Eni è in Iran da decenni. E attualmente fornisce gas naturale che viene utilizzato per pressurizzare i pozzi di petrolio iraniani. Eni è sfuggita alla punizione dell’Atto delle sanzioni all’Iran americane a causa di un accordo USA-UE capire che in effetti esentava i paesi con “vecchi” investimenti in Iran a non espandere le loro operazioni. La continua presenza dell’Eni in Iran è un punto irritante nel rapporto USA-Italia, e senza dubbio aiuta il regime iraniano. Vorremmo vedere Eni lasciare l’Iran. Scaroni potrebbe dire che una delle alternative alla Russia come fornitore di energia è l’Iran. Una ferma espressione di infelicità del governo americano sull’attuale relazione di Eni con l’Iran è quindi molto importante.

SCARONI IS TAKING WASHINGTON’S TEMPERATURE

¶8. (C) Scaroni traveled to Washington February 2007 and met with officials at State and Treasury, including DEPSEC Kimmitt (see Ref B). Most of the discussions during this visit were focused on Iran. We have heard from contacts here that the purpose of Scaroni’s trip was essentially to take Washington’s temperature and to make sure he had an understanding of where our “”red lines”” were regarding his company’s Iranian operations. Scaroni reportedly came back from that trip convinced that his company was in no danger of crossing any U.S. red-lines. He almost certainly has a similar purpose in this upcoming visit; his staff tells us he wants to talk about Russia, Iran, and about Eni’s recent deal with Venezuela.

Scaroni sta prendendo la temperatura di Washington

¶ 8. (C) Scaroni si è recato a Washington nel febbraio 2007 e ha incontrato i funzionari di Stato e del Tesoro, tra cui il DEPSEC (Vicesegretario, ndr) Kimmitt (vedi Rif. B). La maggior parte delle discussioni nel corso di questa visita si è concentrata sull’Iran. Abbiamo sentito da informatori locali che lo scopo del viaggio di Scaroni era essenzialmente di misurare la temperatura di Washington ed assicurarsi di aver capito dove fossero le nostre “linee rosse” riguardo alle operazioni iraniane della sua azienda. Si dice che Scaroni sia tornato da quel viaggio convinto che la sua azienda non corresse il pericolo di attraversare nessuna delle linee rosse americane. Quasi certamente questa prossima visita ha uno scopo simile; il suo staff ci dice che vuole parlare di Russia, Iran, e del recente accordo di Eni con il Venezuela.

¶9. (C) Eni clearly has been trying to monitor USG reactions to its moves. On January 30, 2008, Eni VP for international affairs Enzo Viscuzi asked a senior USG official about USG reaction to Eni’s involvement in the South Stream project, and asked if the USG is “”mad at Eni.””  We expect Scaroni to pose similar questions during this trip. ¶ 9. (C) Eni ha chiaramente sta cercando di monitorare le reazioni del governo americano alle sue mosse. Il 30 gennaio 2008, il Vice Presidente per gli affari internazionali Enzo Viscuzi ha chiesto ad un alto funzionario del governo americano circa la reazione americana al coinvolgimento di Eni nel progetto South Stream, e ha chiesto se il governo americano fosse “arrabbiato con Eni”. Ci aspettiamo che Scaroni ponga domande simili durante questo viaggio.

SCARONI, BERLUSCONI…AND RUSSIA

¶10. (C) Paolo Scaroni was made head of Eni in 2005 by then-Prime Minister Silvio Berlusconi, so there is a good chance he will remain head of Eni after Berlusconi again becomes Prime Minister in May.  But Tremonti’s comment about Eni having “”gone too far”” may indicate discontent about Scaroni at high levels in the Berlusconi camp. Recent press reports indicate that Scaroni will stay on after the change in government, but this has not been confirmed.  Whether or not he stays, our work on this issue will be complicated by Silvio Berlusconi’s close relationship with Vladimir Putin. Putin stopped off in Italy to visit Berlusconi on April 17, 2008 (en route home from Libya).  Contacts in the Foreign Ministry tell us that they expect Berlusconi to take direct control of most important aspects of the Italy-Russian relationship.

Scaroni, Berlusconi … e la Russia

¶ 10. (C) Paolo Scaroni è stato messo a capo di Eni nel 2005 dall’allora primo ministro Silvio Berlusconi, per cui vi è un buona probabilità che egli rimarrà a capo di Eni dopo che Berlusconi ancora una volta diventerà Primo Ministro nel mese di maggio. Ma il commento di Tremonti sul fatto che Eni abbia “esagerato” può indicare il malcontento verso Scaroni degli alti livelli nel campo di Berlusconi. I recenti rapporti della stampa indicano che Scaroni resterà dopo il cambiamento nel governo, ma questo non è stato confermato. Se non dovesse rimanere, il nostro lavoro su questo tema sarà complicato dallo stretto rapporto di Silvio Berlusconi con Vladimir Putin. Putin ha fatto tappa in Italia per la visita di Berlusconi il 17 aprile 2008 (sul percorso di ritorno dalla Libia). Contatti nel Ministero degli Esteri ci dicono che si aspettano che Berlusconi assuma il controllo diretto della maggior parte degli aspetti importanti delle relazioni Italia-Russia.

SCARONI — CORRUPTION ALLEGATIONS

¶11. (U) Scaroni’s bio is available on the Eni web site, but officials meeting with Scaroni should also know that according to press reports, in 1992 he pleaded guilty to bribery (kickback) charges in connection with an electrical power station project in Brindisi. This was part of the massive “”Tangentopoli”” scandal that brought down Italy’s post-war political parties. Scaroni was reportedly sentenced to one year and four months in prison, but apparently served no time.

Scaroni – Accuse di corruzione

¶ 11. (U) Le note biografiche di Scaroni sono disponibili sul sito web di Eni, ma i funzionari che incontreranno Scaroni dovrebbero anche sapere che secondo la stampa, nel 1992 egli si dichiarò colpevole di corruzione (tangente) in relazione ad un progetto di una centrale elettrica a Brindisi. Questo faceva parte del massiccio scandalo di “Tangentopoli” che si è abbattuto sui partiti politici italiani del dopoguerra. Scaroni è stato condannato ad un anno e quattro mesi di prigione, ma a quanto pare non ha scontato la pena.

¶12. (SBU) Other reports of Eni corruption are much more recent: Eni owns a 25 percent share in the TSKJ consortium. TSKJ is under investigation by the SEC  due to alleged improper payments to Nigerian officials.  Also, in March 2008,  British and Italian authorities launched a corruption probe regarding the sale of a large mobile phone system in Italy. Officers of the Italian energy parastatal ENEL allegedly received kickbacks from the Egyptian firm that was allowed to buy the system. Scaroni was CEO of ENEL at the time of this sale. ¶ 12. (SBU) Altri rapporti di corruzione da parte di Eni sono molto più recenti: Eni possiede il 25 percento di quote nel consorzio TSKJ. TSKJ è sotto inchiesta da parte della SEC a causa di presunti pagamenti impropri a funzionari nigeriani. Inoltre, nel marzo 2008, le autorità britanniche e italiane hanno lanciato un’indagine per corruzione riguardante la vendita di un grande sistema di telefonia mobile in Italia. Funzionari dell’ente parastatale italiano dell’energia ENEL avrebbero ricevuto tangenti dalla ditta egiziana a cui è stato permesso di acquistare il sistema. Scaroni era amministratore delegato di ENEL al momento della vendita.

SUGGESTED TALKING POINTS

¶13. (U) Post suggest the following talking points for use with Eni CEO Paolo Scaroni:

— The U.S. government remains deeply concerned about Eni’s involvement in Iran.

— Our displeasure with Eni has been intensified in recent months by the way in which your company is collaborating with Gazprom’s efforts to obtain a dominating position on the EU’s energy supply.

— The USG strongly supports EU efforts to diversify the EU’s sources of energy supply. We are encouraging the development of the Nabucco pipeline, a project that will bring Caspian gas to the EU.  But your company is poised to build Gazprom’s

South Stream pipeline, a project seen by many as a Russian effort to scuttle Nabucco.

— We are also concerned about your role in giving Gazprom greater access to North African natural gas fields; along with Caspian gas, these fields are among the only other major alternative sources of natural gas for Europe.

— You should understand that on two of our most important Eurasian security issues, we see your company as taking very short-sighted commercial decisions. We find it particularly disturbing that these positions are being taken by a company that is 1/3 owned by the Italian government.

— We strongly urge Eni to re-consider its participation in the South Stream project, and, in a broader sense, we urge Eni to align its policy’s and programs with EU efforts to diversify sources of energy supply. We also strongly recommend that you end your collaboration with the Iranian regime.

— You should not interpret our concerns as being anti-Russian. However, we think Europe should diversify its sources of energy, and we are concerned that in its partnership with Gazprom (a firm that often seems to be an arm of government action) your company is not working in support of this objective.

— You should know that we have similar concerns about other powerful market actors that, like Gazprom, do not have transparent decision processes.

Punti di discussione consigliati

¶ 13. (U) Post suggerisce i seguenti punti di discussione da usarsi con l’Amministratore Delegato di Eni Paolo Scaroni:

– Il governo americano rimane profondamente preoccupato per il coinvolgimento di ENI in Iran.

– Il nostro disappunto con l’Eni si è intensificato negli ultimi mesi dal modo in cui l’azienda sta collaborando con gli sforzi di Gazprom per ottenere una posizione dominante sull’approvvigionamento energetico dell’UE.

– Il governo degli USA appoggia fermamente gli sforzi dell’UE per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico dell’UE. Stiamo incoraggiando lo sviluppo del gasdotto Nabucco, un progetto che porterà il gas del Caspio verso l’UE. Ma la vostra azienda è pronta a costruire il Gasdotto South Stream della Gazprom, un progetto visto da molti come un tentativo russo di affossare Nabucco.

– Siamo anche preoccupati per il suo ruolo nel dare a Gazprom un maggiore accesso ai campi di gas naturale del Nord Africa; dopo il gas del Caspio, questi campi sono tra le sole altre più importanti fonti alternative di gas naturale per l’Europa.

– Dovreste capire che su due dei nostri più importanti problemi eurasiatici in tema di sicurezza, vediamo la vostra azienda prendere molte decisioni commerciali miopi. Troviamo particolarmente inquietante che queste posizioni vengono prese da una società che è 1/3 di proprietà del governo italiano.

– Spingiamo vivamente Eni a riconsiderare la sua partecipazione nel progetto South Stream, e, in senso più ampio, sollecitiamo Eni ad allineare la sua politica e i suoi programmi con gli sforzi dell’UE per
diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Inoltre fortemente consigliamo di terminare la collaborazione con il regime iraniano.

– Non si devono interpretare le nostre preoccupazioni come anti-russe. Tuttavia, pensiamo che l’Europa dovrebbe diversificare le proprie fonti di energia, e siamo preoccupati che nella sua partnership con Gazprom (una società che spesso sembra essere un braccio di azione del governo) la vostra azienda non stia lavorando a sostegno di questo obiettivo.

– Dovete sapere che abbiamo preoccupazioni simili su altri attori del mercato potenti che, come Gazprom, non hanno processi decisionali trasparenti.

COMMENT

¶13. (C) The current South Stream vs. Nabucco situation is eerily reminiscent of a similar struggle during the 1990s: In an effort to delay or prevent the construction of a trans-Caspian pipeline that could have helped bring Caspian gas to Europe, the Russians pushed forward their Blue Stream project (under the Black Sea). The Russians built Blue Stream not for commercial reasons (it always seemed like a money loser) but for strategic reasons (to stop the trans-Caspian pipeline). The Russians succeeded: Eni built Blue Stream, and the Trans-Caspian pipeline has never been built.   Eni is now preparing to play a very similar role in another Russian strategic pipeline project, this time as an equity partner with Gazprom in the South Stream effort aimed at stopping Nabucco.

COMMENTO

¶ 13. (C) L’attuale situazione del South Stream contro Nabucco stranamente ricorda una lotta simile durante il 1990: Nel tentativo di ritardare o impedire la costruzione di un gasdotto trans-caspico che avrebbe potuto contribuire a portare il gas caspico verso l’Europa, i russi portarono avanti il loro progetto Blue Stream (sotto il Mar Nero). I russi costruirono il Blue Stream non per ragioni commerciali (è sempre sembrata una perdita di soldi), ma per motivi strategici (per fermare il gasdotto trans-Caspico). I russi ci riuscirono: Eni costruì il Blue Stream, e il gasdottto Trans-Caspico non venne mai stato costruito. Eni si sta ora preparando a svolgere un ruolo molto simile in un altro progetto di gasdotto strategico russo, questa volta come partner alla pari con Gazprom nello sforzo di South Stream nel mirare a bloccare il Nabucco.

¶14. (C) Ambassador Spogli has made energy security one of Embassy Rome’s top priorities.  The election of the new Italian government, along with Eni’s parastatal status, presents us with an opportunity to address what is clearly the most important Italian piece of the European energy security puzzle:  Eni’s role as facilitator for Gazprom’s efforts to gain a semi-monopolistic and politically influential position in the European energy market. We would like to try to use our influence with the GOI (and with Eni) to change that, and to induce Eni to cooperate (not counteract) EU energy security efforts. ¶ 14. (C) l’Ambasciatore Spogli ha fatto della sicurezza energetica una priorità dell’Ambasciata di Roma. L’elezione del nuovo Governo italiano, insieme con lo status parastatale di Eni, ci presenta l’opportunità di affrontare ciò che è chiaramente il pezzo più importante italiano del puzzle della sicurezza energetica europea: il ruolo di Eni come facilitatore degli sforzi di Gazprom per ottenere una posizione semi-monopolistica e politicamente influente nel mercato europeo dell’energia. Ci piacerebbe cercare di usare la nostra influenza sul governo italiano (e sull’Eni) per cambiare la situazione, e per indurre l’Eni a collaborare (e non a
contrastare) gli sforzi dell’Unione europea in tema di sicurezza energetica.
¶15. (C) We are still between governments in Italy, and many decision makers are not yet in place, Nevertheless, we have some reasons to think we might have some success in pushing a cautionary approach on Eni and Gazprom when we engage with the new Berlusconi team. Berlusconi is close to Putin, and that may be a problem, However, Berlusconi’s people have been talking quite a bit about energy security, and this may provide an opening.  Tremonti seems especially seized with this issue, and (as noted) has expressed unhappiness with Scaroni’s approach to Gazprom.  We were surprised to find Eni itself so uncertain about whether South Stream would actually be built. They seem to be “”on the fence”” regarding this project — perhaps we can make them even more uncertain about it, and about the wisdom of their alliance with Gazprom. Eni also seems deeply concerned about the consequences of angering us — the company has significant investments in the United States. It would be very helpful if Scaroni hears of our deep dissatisfaction (as outlined above). ¶ 15. (C) Siamo ancora tra due governi in Italia, e molti responsabili delle decisioni non sono ancora in azione; tuttavia, abbiamo alcune ragioni per pensare che potremmo avere un certo successo nello spingere un approccio prudenziale su Eni e Gazprom quando ci impegneremo con la nuova squadra di Berlusconi. Berlusconi è vicino a Putin, il che può essere un problema; però, le persone di Berlusconi stanno parlando un po’ di più di sicurezza energetica, e questo potrebbe fornire un’apertura. Tremonti sembra particolarmente preso da questo problema, e (come detto) ha espresso infelicità con l’approccio di Scaroni verso Gazprom. Siamo stati sorpresi di trovare Eni così incerta sul fatto che il South Stream si sarebbe realmente costruito. Sembrano essere “alla finestra” riguardo a questo progetto – forse possiamo render ancora più incerto esso e la saggezza della loro alleanza con Gazprom. Eni sembra anche profondamente preoccupata per le conseguenze nel farci arrabbiare – la società ha importanti investimenti negli Stati Uniti. Sarebbe molto utile se Scaroni sentisse la nostra profonda insoddisfazione (come riportato sopra).
¶16. (U) We understand Scaroni has a confirmed appointment with U/S Jeffery and U/S Levy,  and tentative appointments with Acting U/S Fried and Deputy NSA Jeffrey.  Post strongly recommends that these appointments be confirmed.SPOGLI ¶ 16. (U) Sappiamo che Scaroni ha confermato un appuntamento con i sottosegretari Jeffery e Levy, e gli appuntamenti provvisori con il sottosegretario d’azione Fried e il Vice NSA Jeffrey. Post raccomanda fortemente che tali appuntamenti siano confermata.Spogli

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