Il processo a Saddam Hussein

nelle carte FBI

(da: FBI – the Vault)

 

AL-MAHAWIL MASS GRAVE SITE

Le fosse comuni di AL-MAHAWIL

According to the HRW Report of May 2003, Vol. 15, No. 5, while many of those buried in the Al-Mahawil mass graves remain unidentified, remains that have been identified by relatives establish that the bodies are those of Iraqis arrested during the 1991 uprisings and killed while in Iraq Government custody. HRW interviewed many of the relatives of those identified in the mass grave, making the crucial link between their disappearance in 1991 and the discovery of their remains in the Al-Mahawil mass graves. Secondo il Rapporto dell’HRW Vol. 15, n. 5 del maggio 2003, sebbene molti di quelli sepolti nelle fosse comuni di Al-Mahawil restano non identificati, i resti di coloro che sono stati identificati dai parenti stabiliscono che i corpi sono quelli di iracheni arrestati durante le sommosse del 1991 e uccisi mentre erano sotto custodia del governo dell’Iraq. L’HRW ha intervistato molti dei parenti di quelli individuati nella fossa comune, facendo il cruciale legame tra la loro scomparsa nel 1991 e la scoperta dei loro resti nelle fosse comuni di Al-Mahawil.
KAMIL MUHAMMAD DAWUD (hereinafter DAWUD), a Baghdad lawyer, age 74 (all ages are given as of the time of their disappearance), and his son KHALID, a 29 year-old university student, drove from Baghdad to Al-Hillah around March 9 or 10, 1991, searching for DAWUD’s older son, then a soldier in the Iraqi army. While the older brother soon returned home, KAMIL and KHALID disappeared. Their family found KAMIL’s half-looted car near the Al-Mahawil Army Base sometime later, but received no information regarding their fate. On May 17, 2003, their family identified their bodies at the large Al-Mahawil mass grave site based on the presence of DAWUD’s watch and Khalid’s identification document. DAWUD was blindfolded and both men had their hands bound.

[HRW interview with RASHID KAMILM UHAMMAD, Baghdad, May 18, 2003]

KAMIL MUHAMMAD Dawud (di seguito Dawud), un avvocato di Baghdad, di 74 anni (tutte le età sono relative al momento della loro scomparsa), e suo figlio Khalid, uno studente universitario di 29 anni, guidavano da Baghdad ad Hilla verso il 9 o 10 Marzo 1991, alla ricerca di figlio maggiore Dawud, poi soldato dell’esercito iracheno. Mentre il fratello maggiore tornò a casa, Kamil e Khalid scomparvero. La loro famiglia trovarono l’auto di Kamil mezza saccheggiata vicino alla Base dell’esercito di Al-Mahawil qualche tempo dopo, ma non ricevettero informazioni sulla loro sorte. Il 17 maggio 2003, la loro famiglia individuò i loro corpi al grande sito di fossa comune di Al-Mahawil in base alla presenza dell’orologio di Dawud e al documento di identificazione di Khalid. Dawud era bendato ed entrambi gli uomini avevano le mani legate.

[Intervista HRW con Rashid KAMILM UHAMMAD, Baghdad, 18 maggio 2003]

XXXXX (hereinafter XXXXX age 42, was at the Al-Mahawil grave site looking for five relatives who were missing from a rural village in the Al-Madhatiyya district located approximately 20 kilometers southwest of Al-Hillah. According to XXXXX three of his brothers were arrested on March 23, 1991, when local Ba’ath officials demanded that all local villagers attend a meeting at the local Ba’ath party headquarters and arrested approximately fifteen people. His brothers, SUBHAN, age 54, XXXXX age 44, and XXXXX age 36, all farmers, were arrested and never seen again. XXXXX himself was briefly arrested with the other three but was released just as they were taken to Al-Mahawil military base because he was a soldier on active military duty who had not abandoned his post during the war. XXXXX identified the remains of his brother, SUBHAN, among the bodies recovered from the Al-Mahawil mass grave based upon the identity documents he found on the remains. Two other relatives of XXXXX were also arrested around the same time. XXXXX the 21 year-old son of his brother XXXXX and XXXXX age 22, were soldiers returning to duty. A person who said he was an eyewitness to their arrest told XXXXX on their way to their military division.

[HRW interview with XXXXX Mahawil, May 16, 2003]

XXXXX (di seguito XXXXX di 42 anni, andò al sito delle fosse comuni di Al-Mahawil in cerca di cinque parenti che erano scomparsi da un villaggio rurale nel distretto di Al-Madhatiyya che si trova a circa 20 chilometri a sud ovest di Hilla. Secondo XXXXX tre dei suoi fratelli furono arrestati il 23 marzo 1991, quando i funzionari locali Ba’th chiesero che tutti gli abitanti dei villaggi locali partecipassero ad un incontro presso la locale sede del partito Ba’th e arrestarono una quindicina di persone. I suoi fratelli, Subhan, 54 anni, XXXXX di 44 anni, e XXXXX di 36 anni, tutti agricoltori, furono arrestati e non furono mai più visti. XXXXX stesso fu arrestato per breve tempo con gli altri tre, ma venne rilasciato non appena furono portati alla base militare di Al-Mahawil perché era un soldato in servizio attivo militare che non aveva abbandonato il suo posto durante la guerra. XXXXX ha identificato i resti di suo fratello, Subhan, tra i corpi recuperati dalla fossa comune di Al-Mahawil sulla base dei documenti di identità trovati sui resti. Altri due parenti di XXXXX furono arrestati nello stesso periodo. XXXXX figlio di 21 anni di suo fratello XXXXX e XXXXX di 22 anni, erano soldati richiamati in servizio. Lo disse a XXXXX una persona che aasieme a lui faceva ritorno verso loro divisione militare, il quale aveva detto essere testimone oculare del loro arresto.

[intervista HRW con XXXXX Mahawil, 16 Maggio 2003]

XXXXX two cousins remain missing, but as they were arrested around the same time as relatives whose remains have been identified in the mass grave, the family believes they were likely executed and buried around the same time. I due cugini di XXXXX risultano dispersi, ma poiché essi furono arrestati circa nello stesso periodo in cui i resti di parenti furono identificati nella fossa comune, la famiglia ritiene che probabilmente furono giustiziati e sepolti nello stesso periodo.
XXXXX a 40 year-old teacher, described for HRW what happened when loyalist Iraqi forces entered his district in March, 1991:

the military entered Al-Shamali [the northern part] on March 15 and the cleansing operation started in the villages. They destroyed many houses in the villages using bulldozers. They cut down the palm trees and the orchards. They chased and traced all the sons of my tribe. They arrested many people who were on the street, even people just passing through the area. They distributed checkpoints all over and controled roads.

[HRW interview with XXXXX May 16, 2003]

XXXXX, un insegnante di 40 anni, ha descritto per l’HRW cosa accadde quando le forze irachene lealiste entrarono nel suo quartiere nel mese di marzo 1991:

l’esercito entrò ad Al-Shamali [nella parte settentrionale] il 15 marzo e inizio l’operazione di pulizia nei villaggi. Distrussero molte case nei villaggi con i bulldozer. Abbatterono palme ed orti. Inseguirono e rintracciarono tutti i figli della mia tribù. Arrestarono molte persone che erano per strada, anche le persone che erano solo di passaggio nella zona. Misero posti di blocco dappertutto e controllarono le strade.

[intervista HRW con XXXXX 16 Maggio, 2003]

Nine relatives of XXXXX were arrested on the same day in March, 1991. His only brother, XXXXX, a 25 year-old army deserter, was arrested at his home by a group of Ba’ath party members, security officials, and police officers; his 31 year-old cousin XXXXX an army officer, was also arrested at his home; his father’s uncle, MUHAMMAD OBAHIUDS SEIN, age 54, was arrested at his home along with his three sons, 23 year-old XXXXX a soldier, 27 year-old ABBAS MUHAMMAD OBAID, an agricultural worker, and 29 year-old XXXXX a soldier. XXXXX age 67, another uncle of his father, was arrested as he came home from his shop; XXXXX a 30 year-old teacher, and XXXXX a farmer cousin whose age he did not know, were also arrested. At the Al-Mahawil mass grave, XXXXX identified the remains of ABBAS MUHAMMAD OBAID and HADI OBAID HUSSEIN based on the identity documents found on their remains. He believed that his other relatives were also buried in the same mass grave because they all were arrested and “disappeared” on the same day. Nove parenti di XXXXX furono arrestati lo stesso giorno di marzo 1991. Il suo unico fratello, XXXXX, un disertore dell’esercito di 25 anni, venne arrestato nella sua abitazione da un gruppo di membri del partito Ba’th, da funzionari della sicurezza, e da agenti di polizia; il suo cugino di 31 anni, XXXXX, un ufficiale dell’esercito, fu arrestato a casa sua; lo zio di suo padre, Muhammad OBAHIUDS Sein, 54 anni, venne arrestato a casa sua insieme ai suoi tre figli, XXXXX un soldato di 23 anni, ABBAS Muhammad Obaid, un lavoratore agricolo di 27 anni, e XXXXX,  un soldato di 29 anni. XXXXX di 67 anni, un altro zio di suo padre, venne arrestato mentre tornava a casa dal suo negozio; XXXXX di 30 anni, insegnante, e XXXXX un cugino agricoltore di cui non conosceva l’età, furono arrestati. Alla fossa comune di Al-Mahawil, XXXXX identificò i resti di Abbas  Muhammad Obaid e di HADI Obaid HUSSEIN sulla base dei documenti di identità trovati sul loro resti. Egli ha ritenuto che altri suoi parenti furono sepolti nella fossa comune stesso, perché furono  arrestati e “scomparvero” lo stesso giorno.
XXXXX a 46 year-old worker, and his son, a soldier, were arrested and “disappeared” on March 12, 1991, as they came home from his shop in Al-Hillah. A second son, XXXXX 16 at the time of the arrest, told HRW that he was in the car with his father and brother when they were stopped at a checkpoint operated by the General Security al-Amn (al-‘Am): “the Amn had the names of my father and brother, and said they needed to investigate them.” XXXXX identified the remains of his father at the Al-Mahawil mass grave based on identity documents found on his remains and was still searching for his brother’s remains at the time of the HRW interview.

[HRW in terview with XXXXX May 14, 2003]

XXXXX, operaio di 46 anni, e suo figlio, un soldato, furono arrestati e scomparvero il 12 marzo 1991, appena giunti a casa dal proprio negozio in Hilla. Un secondo figlio, XXXXX, che aveva 16 anni al momento dell’arresto, ha detto all’HRW che era in macchina con suo padre e suo fratello, quando furono fermati ad un checkpoint gestito dalla Sicurezza Generale Al-AMN (al-‘Am): “L’AMN aveva il nome di mio padre e di mio fratello, e dissero di aver bisogno di indagarli“. XXXXX identificò i resti di suo padre nella fossa comune di Al-Mahawil sulla base di documenti di identità trovati sui suoi resti ed era ancora alla ricerca dei resti di di suo fratello al tempo del colloquio con l’HRW.

[intervista HRW con XXXXX 14 maggio 2003]

KHALID HASSAN KHUDAYYIR, age 13, and his 33 year-old cousin, FUAD ‘ABD AL-HUSSEIN KADHIM, left their native village of Albu Alwan and walked toward the nearby city of Al-Hillah to purchase food on March 4, 1991. FUAD ‘ABD AL-HUSSEIN KADHIM had been a soldier two years before the 1991 Uprising but had returned to civilian life. The two young men disappeared and for years the family had no information about their fate. Their bodies were found at the Al-Mahawil mass grave with their identity documents.

[HRW interview with XXXXX May 15, 2003]

KHUDAYYIR Khalid Hassan, 13 anni, e suo cugino di 33 anni, Fuad ‘Abd al-Hussein Kadhim, lasciarono il loro paese natale di Albu Alwan e si diressero verso la vicina città di Hilla per acquistare cibo, il 4 marzo 1991. Fuad ‘Abd al-Hussein Kadhim era stato un soldato, due anni prima della rivolta del 1991, ma era tornato alla vita civile. I due giovani scomparvero e per anni e la famiglia non ebbe informazioni sulla loro sorte. I loro corpi furono trovati presso la fossa comune di Al-Mahawil con i propri documenti di identità.

[intervista HRW con XXXXX 15 Maggio 2003]

Many more families still searching for their missing relatives told HRW similar stories of unresolved “disappearances.” XXXXX a 45 year-old woman, was typical Her 14 year-old son, XXXXX went missing on March 7, 1991, after she had asked him to go fetch some water from the river in Al-Hillah’s Bab Al-Hussein neighborhood. When she asked the soldiers stationed on a nearby bridge about him, they, threatened to shoot her and ordered her to leave. She never heard again of her son and failed to locate his remains after looking through hundreds of bags containing human remains at the Al-Mahawil mass grave site.

[HRW interview with XXXXX Mahawil, May 14, 2003]

Ancora molte famiglie alla ricerca di loro parenti scomparsi hanno raccontato all’HRW storie simili di irrisolte “sparizioni”. (La storia di) XXXXX, una donna di 45 anni, era tipica. Suo figlio di 14 anni, XXXXX, scomparve il 7 marzo 1991, dopo che lei gli aveva chiesto di andare a prendere dell’acqua dal fiume nel quartiere di Bab Al-Hussein ad Hilla. Quando chiese di lui ai soldati di stanza su un ponte, loro minacciarono di spararle e le ordinarono di andar via. Non sentì mai più parlare di suo figlio e ha smesso di individuare le sue spoglie, dopo aver guardato dentro centinaia di sacchi contenenti resti umani nel sito di fosse comuni di Al-Mahawil.

[Intervista HRW con XXXXX Mahawil, 14 maggio 2003]

HRW was given a list that, according to local officials, contained more than 1,200 names of identified victims from the two Al-Mahawil mass graves. However, the list appears limited in its usefulness and reliability: the actual numbering of the victims was sloppy; the numbering jumps suddenly from victim 830 to victim 931; many victims take up more than one number; and some victims are listed multiple times. A closer examination of the list suggests that relatives have claimed slightly less than 1,000 of the victims from the mass grave. These identifications were made in a variety of ways and some are of dubious reliability. While some relatives were fortunate to find remains containing identity papers, in other cases family members guessed as to identity based on much more circumstantial criteria such as items of clothing, medications, and cigarettes found with the corpses. All’HRW è stata data una lista che, secondo i funzionari locali, conteneva più di 1200 nomi di vittime identificate nelle due fosse comuni di Al-Mahawil. Tuttavia, l’elenco appare limitato nella sua utilità e affidabilità: la numerazione reale delle vittime è stata sciatta, la numerazione salta improvvisamente dalla vittima 830 alla vittima 931, molte vittime occupano più di un numero, e alcune vittime sono elencati più volte. Un esame più attento della lista suggerisce che i parenti hanno denunciato un po’ meno di 1000 le vittime della fossa comune. Queste identificazioni sono state effettuate in una varietà di modi e alcune sono di dubbia attendibilità. Mentre alcuni parenti hanno avuto la fortuna di trovare resti contenenti documenti di identità, in altri casi i membri della famiglia hanno fatto congetture sulla loro identità sulla base di criteri molto più circostanziati, come capi di vestiario, farmaci e sigarette trovati con i cadaveri.
It is similarly difficult to estimate the total number of unidentified persons exhumed from the two Al-Mahawil mass graves as no records appear to have been kept. Local officials gave widely varying figures, but a HRW count of the unidentified bodies just before their reburial concluded that approximately 1,200 bodies remained at the large Al-Mahawil mass grave and just over 100 bodies remained at the Al-Mahawil brick factory mass grave. It appears, moreover, that some of the bodies from the brick factory mass grave were moved to the large Al-Mahawil mass grave site. Taken together, it appears that no more than approximately 2,300 bodies were recovered from the two Al-Mahawil mass graves. E’ altrettanto difficile stimare il numero totale di persone non identificate riesumatie dalle due fosse comuni di Al-Mahawil in quanto non sembra essere stato tenuto alcun registro. I funzionari locali hanno dato cifre molto diverse, ma un conteggio dell’HRW dei corpi non identificati poco prima della loro sepoltura ha concluso che circa 1200 corpi si trovavano presso la grande fossa comune di Al-Mahawil e poco più di 100 corpi si trovavano nella fossa comune della fabbrica di mattoni di Al-Mahawil. Sembra inoltre che alcuni dei corpi della fossa comune nella fabbriche di mattoni sono stati spostati nel sito della grande fossa comune di Al-Mahawil. Nel loro insieme, sembra che non più di 2300 corpi circa sono stati recuperati dalle due fosse comuni di Al-Mahawil.
Although the list of claimed victims provided by local authorities is of limited reliability in terms of the total number of victims, it does provide some crucial information about the likely identity and residence of the victims. The vast majority of the victims appear to have been young men from the general area around Al-Hillah, indicating that the mass grave was a result of a localized campaign of arrests and executions in the Al-Hillah area. The relatively small number of victims from Karbala, Ad-Diwaniyah, An-Najaf, and Baghdad in the mass grave appear to have been traveling through the Al-Hillah area at the time of their detention and therefore, were probably not arrested elsewhere and transferred to the area. Among the victims are more than a dozen Egyptian nationals who were working and living in the Al-Hillah area. Anche se la lista delle vittime denunciate fornita dall’autorità locale è di limitata affidabilità in termini di numero totale delle vittime, essa fornisce alcune informazioni cruciali riguardo la probabile identità e residenza delle vittime. La stragrande maggioranza delle vittime sembrano essere state giovani della zona intorno ad Hilla, indicando che la fossa fu il risultato di una campagna localizzata di arresti ed esecuzioni nella zona di Hilla. Il numero relativamente piccolo di vittime di Karbala, Ad-Diwaniyah, An-Najaf, Baghdad presenti nella fossa comune sembra fossero in viaggio attraverso la zona di Hilla, al momento della loro detenzione e perciò, probabilmente non furono arrestati altrove e trasferiti nell’area. Tra le vittime vi sono più di una dozzina di cittadini egiziani che lavoravano e risiedevano nella zona di Hilla.
According to local officials in Al-Hillah, several persons who were taken to the Al-Mahawil mass grave sites survived the executions at the Al-Mahawil brick factory mass grave site. HRW located one such survivor and his remarkable story provides important information about the manner in which the mass execution campaign was conducted in Al-Mahawil. Secondo i funzionari locali di Hilla, diverse persone che che furono portate nei siti di fosse comuni di Al-Mahawil sopravvissero alle esecuzioni presso il sito della fossa comune della fabbrica di mattoni di Al-Mahawil. L’HRW ha trovato un di questi sopravvissuti e la sua straordinaria storia fornisce importanti informazioni sul modo in cui venne condotta la campagna di esecuzioni di massa in Al-Mahawil.
XXXXX (hereinafter XXXXX) was only 12 years old at the time of the 1991 mass arrest campaign. On March 16, 1991, his 28 year-old mother, KHULUD ‘ABUD NAJI, took XXXXX and two other 13 year old relatives, his uncle, MUHANAD ‘ABUD NAJI, and his cousin, MUHAMMAD YASSIN MUHAMMAD, from their home in the Al-sa’da neighborhood. On their way, a soldier stopped the group, asked them where they were going, and accused them of being looters. XXXXX mother explained that they were just going to their grandfather’s house, but the soldier arrested all of them and took them to a nearby school building. According to XXXXX, “they put us in a school in a classroom. By the evening, the classroom was filled with people because they kept arresting people.” As evening fell, the people detained in the classroom were taken to the Al-Mahawil military base where: XXXXX (in seguito: XXXXX) aveva solo 12 anni al momento della campagna di arresti di massa del 1991. Il 16 marzo 1991, sua madre di 28 anni, KHULUD ‘ABUD NAJI, prese XXXXX e altri due parenti di 13 anni, suo zio, MUHANAD’ ABUD NAJI, e suo cugino, MUHAMMAD YASSIN MUHAMMAD, dalla loro casa nei pressi di Al-sa’da. Sul loro cammino, un soldato fermò il gruppo, chiese loro dove andavano, e li accusò di essere sciacalli. La madre di XXXXX spiegò che stavano andando a casa del nonno, ma il soldato li arrestò tutti e li portò in un edificio scolastico vicino. Secondo XXXXX, “ci misero in una classe di una scuola. A sera, l’aula era piena di gente, perché continuavano ad arrestare persone”. Come si fece sera, le persone trattenute nell’aula furono portati alla base militare di Al-Mahawil dove:

“they blindfolded us and bound our hands, and then they put us in landcruisers with shaded windows and a bus. We were about 25 to 30 people [detained]… They took us to the Al-Mahawil military base. Some of us were taken to another area [of the Al-Mahawil base]. They put me, my mother, my cousin, and my uncle in a tiny room. In the night of the same day, they brought a 14 year-old girl and a 30 year-old woman to the same room”.

“ci bendarono e ci legarono le mani, e poi ci misero su Landcruisers con le finestre oscurate e su un autobus. Eravamo circa 25-30 persone [detenuti] … Ci portarono alla base militare di Al-Mahawil. Alcuni di noi furono portati in un’altra zona [della base di Al-Mahawil]. Misero me, mia madre, mio ​​cugino, e mio zio in una piccola stanza. Nella notte dello stesso giorno, portarono una ragazza di 14 anni e una donna di 30 anni nella stessa stanza”.

The family spent the night in the tiny room without food. The next morning they were questioned by high-ranking officers, including a lieutenant-colonel, who noted their names, the neighborhood they came from, and similar details. Following the perfunctory questioning, they were taken to a large hall at the Al-Mahawil military base where they were again joined by other detainees: La famiglia trascorse la notte nella piccola stanza senza cibo. La mattina seguente furono interrogati da funzionari di alto rango, tra cui un tenente colonnello, che segnò i loro nomi, il quartiere di provenienza, e dettagli simili. Dopo l’interrogatorio superficiale, furono portati in un grande salone alla base militare di Al-Mahawil dove essi furono nuovamente raggiunti da altri detenuti:

They took us to a big hall [and] started bringing in people now and then. We stayed there for two days. There were so many people…. They were children, women, and men. We were sitting in [family] groups, me with my relatives and the others with their relatives. No one dared to speak to the other groups.

Toward the end of the second day, the evening of March 18, 1991, the detainees in the big hall were taken outside and lined up in the yard of the compound. “They brought some blankets which they ripped and they tied our hands and blindfolded us with those,” XXXXX recalled.

“They covered our eyes and put us inside some TATA buses looted from Kuwait. We were between 45 and 50 people on each bus. It was very crowded, there were two people on each chair.”

[HRW interview with XXXXX May 16, 2003]

Ci portarono in una grande sala [e] cominciarono a portare persone di tanto in tanto. Siamo rimasti lì per due giorni. C’erano così tante persone …. C’erano bambini, donne e uomini. Eravamo seduti in gruppi [di famiglia], io con i miei parenti e gli altri con i loro parenti. Nessuno osava parlare agli altri gruppi.

Verso la fine del secondo giorno, la sera del 18 marzo 1991, i detenuti nella grande sala furono portati fuori e messi in fila nel cortile del campo. “Portarono delle coperte che essi strapparono e con le quali ci legarono le mani e bendarono” ha ricordato XXXXX.

“Coprirono i nostri occhi e ci misero dentro alcuni autobus TATA saccheggiati dal Kuwait. Eravamo 45-50 persone su ogni bus. Erano molto affollati, c’erano due persone su ogni sedia”.

[Intervista HRW con XXXXX 16 maggio 2003]

After the detainees were loaded on the buses, they were told that there were some checkpoints on the road, and that if asked, they should say they were going to Baghdad. XXXXX who could see a bit through the blanket covering his eyes, recounted the route taken by the bus: Dopo che i detenuti furono caricati sugli autobus, fu detto loro che c’erano alcuni posti di blocco sulla strada, e che, se richiesto, avrebbero dovuto dire che stavano andando a Baghdad. XXXXX che poteva vedere un po’ dalla coperta che copriva i suoi occhi, ha raccontato il percorso seguito dal bus:

There was an asphalt road from the door of the military camp. Then we turned off into a remote, dusty dirt road, an agricultural road. We turned off the main road, and I didn’t know where we were going. I was sitting on the bus at the chair near the window. There was an abandoned canal, I was sitting on that side of the bus….I couldn’t see clearly, but there was a building-later, when I looked [after the executions], it was a brick factory.

C’era una strada asfaltata dalla porta del campo militare. Poi abbiamo girato in un remoto, polveroso sterrato, una strada agricola. Siamo usciti dalla strada principale, e non sapevo dove stessimo andando. Ero seduto nella sedia dell’autobus vicino alla finestra. C’era un canale abbandonato, ero seduto su quel lato del bus …. non ho potuto vedere con chiarezza, ma c’era un edificio più avanti, e quando guardai [dopo le esecuzioni], esso era una fabbrica di mattoni.

Almost as soon as the buses stopped, the executions began. People were pulled off the buses, thrown in a pre-dug pit, machine-gunned, and then buried with a bulldozer. AL-HUSSEINI told HRW how he survived: Non appena l’autobus si fermò, le esecuzioni ebbero inizio quasi subito. La gente fu tirata giù dagli autobus, gettata in una fossa scavata in precedenza, mitragliata, e poi sepolta con un bulldozer. AL-HUSSEINI ha detto all’HRW come egli riuscì a sopravvivere:

When they started taking us off the bus, some of us began reciting the shahada [Muslim declaration of faith]. My mother told me, “Repeat the shahada, because we are about to die.” I heard the shouting of the children. We grabbed each other’s hands, me, my mother, my cousin, and my uncle. They pulled us, we were all together. They threw us into the dug-out grave. When I fell down, there were so many bodies underneath me. I lay down on top of them. They started to shoot on us. There were two [groups of] men. One was taking the people off the bus, and others were shooting at people in the hole. One of them pulled at my clothes and said, “That one isn’t dead, shoot him.” They shot again, but still I was not shot. So they gave an order to the bulldozer driver to bury the grave. I was at the edge of the grave. When the shovel came, I spontaneously tried to crawl out. It was sundown now. I crawled to the edge of the grave, and got to a place where the bamboo was on my face and I was able to breathe through it. I heard the man who was standing on the hill instruct the shovel driver to bury us more-he had seen that I was not yet buried-but the driver left the place and didn’t do it.

Quando cominciarono a farci scendere, alcuni di noi cominciarono a recitare la [dichiarazione di fede musulmana] shahada. Mia madre mi disse “Ripeti la shahada, perché stiamo per morire.”. Sentii le grida dei bambini. Ci prendemmo per mano, io, mia madre, mio ​​cugino e mio zio. Ci tirarono giù, tutti insieme. Ci gettarono nella fossa scavata. Quando caddi, c’erano tanti corpi sotto di me. Mi sdraiai su di essi. Cominciarono a sparare su di noi. C’erano state due [gruppi di] uomini. Uno stava prendendo la gente fuori dal bus, e gli altri stavano sparando alla gente nella buca. Uno di loro tirò su i miei vestiti e disse: “Quello non è morto, sparagli.” Spararono di nuovo, ma ancora non fui colpito. Quindi diedero un ordine al conducente del bulldozer di ricoprire la fossa. Ero sul bordo della fossa. Quando la pala venne incontro, mi venne istintivo provare a strisciare fuori. Era ormai il tramonto. Strisciai fino al bordo della tomba, e mi misi in un posto dove il bambù era sulla mia faccia ed ero in grado di respirare attraverso di esso. Sentii l’uomo che era in piedi sulla collina istruire il conducente della pala di seppellirci di più, perché aveva visto che io non ero
non ancora, ma il conducente lasciò il posto e non lo fece.

After he heard the noises of the vehicles fade away, XXXXX crawled out of the mass grave, leaving his dead relatives behind. He made his way to the main Al-Hillah-Baghdad road, and met four sympathetic Shi’a Iraqi soldiers who helped him return home. Dopo aver sentito i rumori dei veicoli svanire,
XXXXX strisciò fuori dalla fossa, lasciando dietro i suoi parenti morti. Fece ritorno per la strada principale Hilla-Baghdad, e incontrò quattro soldati iracheni sciiti amichevoli che lo aiutarono a tornare a casa.

 EnGiCav