A Washington Paolo Scaroni, AD di ENI, si incontra con il Sottosgretario Jeffery per discutere della politica energetica della sua azienda in Russia ed Iran. Ne risulta “un incontro cordiale ma franco“. “Il Sottosegretario Jeffery si è tirato indietro rigidamente quando Scaroni ha chiesto come il governo USA si sentisse riguardo al fatto che l’Eni conducesse uno studio di fattibilità per la costruzione di un gasdotto dai giacimenti di South Pars in Iran verso la Turchia“, ma al contempo Scaroni ha dichiarato che “l’Europa è ‘tra l’incudine e il martello’, e l’Iran è l’unica alternativa alla Russia come una delle principali fonti di approvvigionamento di gas“. E alla protesta del funzionario americano che chiedeva un disimpegno dell’ENI in Iran, Scaroni ha risposto che “Eni vuole avere un “margine” commerciale /di business per quando il mondo farà la pace con l’Iran e quando tutti i concorrenti americani di Eni entreranno nel paese, come è successo in Libia“. In sintesi: per ora tutti contro l’Iran, e poi in un futuro prossimo (?) si partirà alla pari, ma tutti contro tutti… Infine una nota polemica dell’AD di ENI contro l’ex governo Prodi: “la “debolezza“ sull’Iran del recentemente scomparso governo Prodi era un problema per Eni. Eni vuole una guida chiara, e il silenzio del governo Prodi li ha resi “scomodi”. Eni è in attesa di vedere cosa farà il nuovo governo Berlusconi“.

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08STATE53922 2008-05-20 21:09 2011-04-18 11:11 CONFIDENTIAL Secretary of State

 

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 03 STATE 053922

SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 05/20/2018

TAGS: ENRG EPET ETTC EFIN EUN LY AG TU RS IR IT

SUBJECT: U/S JEFFERY AND ITALIAN ENI CEO SCARONI DISCUSS IRAN AND RUSSIA/GAZPROM

Classified By: U/S Reuben Jeffery III for reasons 1.4 (b) and (d)

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 03 STATE 053922

SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 05/20/2018

TAGS: ENRG EPET ETTC EFIN EUN LY AG TU RS IR IT

OGGETTO: Sottosegretario Jeffery e l’amministratore delegato di Eni Scaroni discutono di Iran e di Russia/Gazprom

Classified By: U/S Reuben Jeffery III for reasons 1.4 (b) and (d)

¶1. (C) Summary.  Under Secretary Reuben Jeffery met with Italian energy firm Eni’s CEO Paolo Scaroni on May 6 in Washington.  Scaroni came to Washington seeking U.S. views on Eni’s activities in Iran and to discuss its growing relationship with Russia’s Gazprom.  U/S Jeffery pushed back hard when Scaroni asked how the USG would feel about Eni conducting a feasibility study for building a pipeline from Iran’s South Pars fields to Turkey.  He emphasized such a project would hurt international efforts to bring Iran to the table over its nuclear program.  Regarding Gazprom, U/S Jeffery expressed concern about Europe’s increasing dependence on Russian gas.  Scaroni explained that Europe needs Russia to meet its growing demand and that the proposed Eni-Gazprom South Stream pipeline will not kill other projects because there is enough demand for all.  End summary. ¶ 1. (C) Riepilogo. Il Sottosegretario Reuben Jeffery ha incontrato l’amministratore delegato dell’azienda energetica italiana Eni Paolo Scaroni il 6 maggio a Washington. Scaroni è venuto a Washington in cerca di opinioni degli Stati Uniti sulle attività dell’Eni in Iran e per discutere dei suoi crescenti rapporti con la Gazprom russa. Il Sottosegretario Jeffery si è tirato indietro rigidamente quando Scaroni ha chiesto come il governo USA si sentisse riguardo al fatto che l’Eni conducesse uno studio di fattibilità per la costruzione di un gasdotto dai giacimenti di South Pars in Iran verso la Turchia. Egli ha sottolineato che un simile progetto cozzerebbe contro gli sforzi internazionali di riportare l’Iran al tavolo riguardante il suo programma nucleare. Per quanto riguarda la Gazprom, Il sottosegretario Jeffery ha espresso preoccupazione per la crescente dipendenza dell’Europa dal gas russo. Scaroni ha spiegato che l’Europa ha bisogno della Russia per soddisfare la domanda crescente e che la proposta del South Stream di Eni-Gazprom non ucciderà altri progetti perché c’è abbastanza domanda per tutti. Fine riepilogo.

IRAN:  U/S JEFFERY OPPOSES ENI’S PROPOSED PIPELINE FEASIBILITY STUDY

¶2. (C) Scaroni began by outlining the company’s 50-plus years of involvement in Iran.  He explained that Eni currently has $3 billion invested in Iran through two production-sharing agreements (“”buy backs””) it won in 2001 with French oil company Total, and is only now entering the crucial repayment period.  (Comment:  The two Eni investments are located in Darkhovin phases 1/2 and South Pars 4/5.  End comment.)  As a result, Scaroni noted that while Eni does not plan to leave Iran, it is not planning any new investments.  He went on to say, however, that Eni is under “”lots of pressure”” to sign a new contract to help Iran exploit the South Pars 19/20/21 fields and export the gas in liquefied form.  Scaroni stressed Eni is not ready for new projects in Iran, but is considering conducting a feasibility study for building a pipeline from South Pars to Turkey in order to bring gas to Europe.  Europe is “”between a rock and a hard place”” and Iran is the only alternative to Russia as a major source for gas supplies.  He said the National Iranian Oil Company (NIOC) had recently proposed the pipeline idea to Eni in Rome.

IRAN: Il Sottosegretario Jeffery si oppone allo studio di fattibilità del gasdotto proposto da ENI

¶ 2. (C), Scaroni ha innanzitutto illustrato i 50 anni e più di coinvolgimento della compagnia in Iran. Ha spiegato che Eni ha attualmente 3 miliardi di dollari investiti in Iran attraverso due accordi di condivisione della produzione (“buy back”) che ha vinto nel 2001 con la compagnia petrolifera francese Total, e solo ora sta entrando nel periodo cruciale del rimborso. (Commento: i due investimenti di Eni si trovano allocati per ½ a Darkhovin e per 4/5 a South Pars. Fine Commento) Come risultato, Scaroni ha osservato che mentre l’Eni non ha intenzione di lasciare l’Iran, tuttavia non ha in programma nuovi investimenti. Ha continuato a dire, comunque, che l’Eni è sotto “molta pressione” per firmare un nuovo contratto che aiuti l’Iran a sfruttare i giacimenti 19/20/21 di South Pars ed esportare il gas allo stato liquido. Scaroni ha sottolineato che l’Eni non è pronta per i nuovi progetti in Iran, ma sta valutando se condurre uno studio di fattibilità per la costruzione di un gasdotto da South Pars alla Turchia, al fine di portare il gas verso l’Europa. L’Europa è “tra l’incudine e il martello” e l’Iran è l’unica alternativa alla Russia come una delle principali fonti di approvvigionamento di gas. Ha detto che la National Iranian Oil Company (NIOC) aveva recentemente proposto ad Eni l’idea del gasdotto a Roma.

¶3. (C) Under Secretary Jeffery was clear:  the U.S. would “”discourage in the strongest possible terms”” this feasibility study or any new investment in Iran.  Observing the UNSC resolutions on Iran, he noted the international community has decided to make short-term commercial sacrifices to bring Iran to the table over its nuclear program.  Jeffery emphasized that the U.S. is already “”disappointed”” with Switzerland over Swiss firm EGL’s gas deal signed with Iran earlier this year.  While the U.S. understands Europe’s need for gas, the priority must be to increase the pressure on Iran to comply with the UN Security Council resolutions. ¶ 3. (C) Il Sottosegretario Jeffery è stato chiaro: gli Stati Uniti “scoraggerebbero nei termini più forti possibili” questo studio di fattibilità o qualsiasi nuovo investimento in Iran. Osservando le risoluzioni del Consiglio di sicurezza sull’Iran, ha osservato che la comunità internazionale ha deciso di fare sacrifici commerciali a breve termine per portare l’Iran al tavolo sul suo programma nucleare. Jeffery ha sottolineato che gli Stati Uniti sono già “delusi” con la Svizzera riguardo l’affare del gas della ditta svizzera EGL che ha firmato con l’Iran all’inizio di quest’anno. Mentre gli Stati Uniti comprendono il bisogno di gas dell’Europa, la priorità deve essere quella di aumentare la pressione sull’Iran per conformarsi alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
¶4. (C) Scaroni countered that Eni’s proposal was not an investment in the energy sector, just a no-obligation study. As he explained, Eni wants to have a commercial/business “”edge”” for when the world makes peace with Iran and all of Eni’s U.S competitors come into the country, as happened in Libya.  Scaroni asked directly if the feasibility study would be acceptable to the U.S.  His assistant added that, in Eni’s analysis, the study did not violate the Iran Sanctions Act (ISA).  Scaroni reassured U/S Jeffery that Eni wants full transparency and would keep Washington informed every step of the way.  Downplaying Iran’s overall importance to Eni, Scaroni commented that Eni is “”number one”” in the European gas market and could easily survive without Iran.  Scaroni also said the “”weakness”” on Iran of the recently departed Prodi government was a problem for Eni.  Eni wants clear guidance, and the Prodi government’s silence made them “”uncomfortable.””  Eni is waiting to see what the new Berlusconi government will do.  (Comment:  The Italian government owns 30 percent of Eni.  End comment.) ¶ 4. (C), Scaroni ha replicato che la proposta di Eni non è stata un investimento nel settore energetico, ma solo uno studio non-obbligante. Come ha spiegato, Eni vuole avere un “margine” commerciale /di business per quando il mondo farà la pace con l’Iran e quando tutti i concorrenti americani di Eni entreranno nel paese, come è successo in Libia. Scaroni ha chiesto esplicitamente se lo studio di fattibilità sarebbe stato accettabile per gli Stati Uniti. Il suo assistente ha aggiunto che, stando ad analisi dell’Eni, lo studio non ha violato l’Iran Sanction Act (ISA). Scaroni ha rassicurato il Sottosegretario Jeffery che Eni vuole la piena trasparenza e che Washington sarebbe stata tenuta informata di ogni passo del cammino. Minimizzando l’importanza globale dell’Iran per Eni, Scaroni ha commentato che l’Eni è “numero uno” nel mercato europeo del gas e potrebbe facilmente sopravvivere senza l’Iran. Scaroni ha anche detto che la “debolezza“ sull’Iran del recentemente scomparso governo Prodi era un problema per Eni. Eni vuole una guida chiara, e il silenzio del governo Prodi li ha resi “scomodi”. Eni è in attesa di vedere cosa farà il nuovo governo Berlusconi. (Commento: il governo italiano possiede il 30 per cento di Eni. Fine commento).
¶5. (C) U/S Jeffery reiterated that the U.S. would strongly oppose this study as it would have the same detrimental effects as the Swiss EGL deal.  He warned that the Congress is looking to pass even tougher legislation against Iran. Deals like Eni’s proposal would only magnify concerns on the Hill that the U.S. should be more aggressive in its approach, even if it meant working less in concert with the international community to stop Iran’s nuclear program. ¶ 5. (C) Il Sottosegretario Jeffery ha ribadito che gli Stati Uniti si oppongono fortemente a questo studio in quanto avrebbe gli stessi effetti negativi dell’affare della svizzera EGL. Ha avvertito che il Congresso sta cercando di approvare una legislazione ancora più dura contro l’Iran. Offerte come la proposta di Eni aumenterebbe solo le vecchie preoccupazioni che gli Stati Uniti dovrebbero essere più aggressivi, nel loro approccio, anche se questo significasse lavorare meno, di concerto con la comunità internazionale, per fermare il programma nucleare iraniano.

U/S JEFFERY EXPRESSES CONCERN OVER DEPENDENCY ON RUSSIA; SCARONI SAYS EUROPE NEEDS RUSSIAN GAS

¶6. (C) When asked by U/S Jeffery why Eni is pursuing the South Stream pipeline project with Gazprom, Scaroni replied bluntly that Europe needs Russian gas.  According to Eni, Europe will require 200-300 billion cubic meters (bcm) of additional gas over the next 10-15 years, and Russia will provide half of this increase.  South Stream is a worthy project because it is better to obtain gas directly from Russia and avoid future Russia-Ukraine disputes.  Besides, with Eni’s experience building the Blue Stream pipeline with Gazprom, his company is the only one capable of constructing South Stream.

Sottosegretario Jeffery esprime preoccupazione per la dipendenza dalla Russia; Scaroni dice che l’Europa ha bisogno del gas russo

 ¶ 6. (C) Quando è stato chiesto dal Sottosegretario Jeffery perché l’Eni stia attuando il progetto di gasdotto South Stream con Gazprom, Scaroni ha risposto senza mezzi termini che l’Europa ha bisogno del gas russo. Secondo l’Eni, l’Europa avrà bisogno di 200-300 miliardi di metri cubi (bcm) di gas supplementare per i prossimi 10-15 anni, e la Russia fornirà metà di questo incremento. Il South Stream è un progetto degno perché è meglio ottenere il gas direttamente dalla Russia evitando così future dispute tra Russia e Ucraina. Inoltre, con l’esperienza di Eni nella costruzione del gasdotto Blue Stream con Gazprom, la sua società è l’unica in grado di costruire il South Stream.

¶7. (C) In response to U/S Jeffery’s question about other pipelines, Scaroni replied that Eni did not get behind Nabucco because there is not enough gas to supply it.  He said Eni has nothing against Nabucco and denied that South Steam would damage the prospects for other projects because it will mostly replace Russian gas currently flowing through the Friendship Pipeline in Ukraine.  (He said Russia has an “”obsession”” with bypassing Ukraine.)  Of the 30 bcm to flow through South Steam, only 10 bcm will be new supply.  There is enough future demand from Europe to fill Nabucco, South Stream, and more.  When asked about the cost of South Stream, Scaroni said the $15)20 billion price tag is half the cost of an LNG-equivalent chain.  He claimed the cost of a 5 bcm liquefaction facility was now about $5 billion, not including the cost of ships and regasification at the delivery end.  In addition, Scaroni observed, the LNG manufacturing and shipping process consumes 12 percent of any gas involved, delivering only 88 percent.  By contrast, a pipeline only consumes about 6 percent of its gas, making it more efficient. ¶ 7. (C) In risposta alla domanda del sottosegretario Jeffery su altri gasdotti, Scaroni ha risposto che l’Eni non è stata dietro Nabucco perché non c’è abbastanza gas per fornirlo. Ha detto che Eni non ha nulla contro Nabucco e ha negato che che South Steam danneggerebbe le prospettive di altri progetti perché sostituirà per lo più il gas russo che attualmente scorre attraverso il Friendship Pipeline in Ucraina. (Ha detto che la Russia ha un’ “ossessione” nell’aggirare l’Ucraina). Dei 30 miliardi di metri cubi che fluiranno attraverso il South Stream, solo 10 miliardi di metri cubi saranno di nuovi rifornimenti. C’è abbastanza domanda futura in Europa per riempire Nabucco, South Stream, e altri ancora. Alla domanda sul costo del South Stream, Scaroni ha detto che il prezzo di 15/20 miliardi di dollari è la metà del costo di una catena di equivalenti LNG (Liquid Natural Gas, ndr). Egli ha sostenuto che il costo di un impianto di liquefazione di 5 miliardi di metri cubi ora era di circa 5 miliardi di dollari, escluse le spese di navi e rigassificazione alla fine della consegna. Inoltre Scaroni ha osservato che la produzione di LNG e il processo di spedizione consumano il 12 per cento del gas in questione, fornendo solo l’88 per cento. Al contrario, una pipeline consuma solo circa il 6 per cento del suo gas, rendendolo più efficiente.
¶8. (C) U/S Jeffery said that the U.S. is concerned about Europe’s growing dependency on Russia for energy.  Scaroni acknowledged these concerns, admitting:  “”The more I know the Russians, the more I get worried.””  But Eni is expanding a pipeline from Algeria, building one from Libya and seeking to site LNG facilities in Italy.  As to Gazprom as a commercial partner, Scaroni said Eni’s relationship with them was “”perfect.””  They are bureaucratic and take a long time to make decisions, but they are reliable.  Scaroni downplayed concerns about Eni’s cooperation with Gazprom in North Africa.  When Eni bought a gas property in Russia under its strategic agreement with Gazprom, it had to offer to Gazprom assets outside Russia.  He also clarified that the asset swap is for a share in a Libyan oil field, not gas.  Regarding Algeria, Scaroni said Gazprom and the Algerians are talking all the time and do not need Eni’s help to make a cartel if they so choose. ¶ 8. (C) Il Sottosegretario Jeffery ha detto che gli Stati Uniti sono preoccupati per la crescente dipendenza dell’Europa dalla Russia riguardo l’energia. Scaroni ha riconosciuto queste preoccupazioni, ammettendo: “Più conosco i russi, più mi preoccupo”. Ma l’Eni sta sviluppando un gasdotto dall’Algeria, costruendone uno dalla Libia e cercando di insediare impianti di LNG in Italia. Quanto a Gazprom come partner commerciale, Scaroni ha detto che il rapporto di ENI con loro era “perfetto”. Essi sono burocratici e richiedono molto tempo per prendere decisioni, ma sono affidabili. Scaroni ha minimizzato le preoccupazioni sulla collaborazione di Eni con Gazprom in Nord Africa. Quando l’Eni ha acquistato una proprietà di gas in Russia sotto il suo accordo strategico con Gazprom, aveva da offrire a Gazprom beni fuori dalla Russia. Ha inoltre chiarito che l “asset swap” è una quota in un giacimento di petrolio libico, non è gas. Per quanto riguarda l’Algeria, Scaroni ha detto che Gazprom e gli algerini parlano tutto il tempo e non hanno bisogno di aiuto da parte di Eni per fare un cartello, se lo desiderano.
¶9. (C) Comment:  This was a cordial but frank meeting. Scaroni attempted to draw a link between seeing a full return on its $3 billion investment in Iran and Eni’s willingness to be responsive to Iranian requests, such as the feasibility study.  That said, it is clear Eni does not wish to wind up on the wrong side of USG sanctions.  At the same time, Scaroni was frank and open about Eni’s intention to continue, or even expand, its business relationship with Gazprom since Russia will continue to be the primary source for increased European energy demand.  End comment. ¶ 9. (C) Commento: Questo è stato un incontro cordiale ma franco. Scaroni ha tentato di tracciare un collegamento tra il vedere un ritorno pieno ai suoi 3 miliardi di dollari di investimenti in Iran e la volontà di Eni di rispondere alle richieste iraniane, come ad esempio lo studio di fattibilità. Detto questo, è chiaro Eni non vuole finire sul lato sbagliato delle sanzioni del governo americano. Allo stesso tempo Scaroni è stato franco e aperto sulle intenzioni di Eni di continuare, o anche ampliare, il suo rapporto d’affari con Gazprom, in quanto la Russia continuerà ad essere la fonte primaria per una maggiore domanda di energia europea. Fine commento.
¶10. (U) Participants:  Eni (Italy) – CEO Paolo Scaroni, Leonardo Bellodi, and Enzo Viscusi.  USG – U/S Reuben Jeffery, EEB DAS Douglas Hengel, E staff Robert Winchester and Thomas Pierce, EUR/WE notetaker Kevin Opstrup.

RICE

¶ 10. (U) Partecipanti: Eni (Italia) – Paolo Scaroni Amministratore Delegato, Leonardo Bellodi, ed Enzo Viscusi. Sottosegretario del governo americano Reuben Jeffery, EEB DAS (Assistente al Direttore EEB) Douglas Hengel, E staff Robert Winchester e Thomas Pierce, EUR/WE NoteTaker Kevin Opstrup.

RICE

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