In questo primo di tre rapporti fatti nel 2009 dall’Ambasciata di Roma sul problema dell’immigrazione, i funzionari americani cercano di approfondire il fenomeno dei “boat people”, dei loro luoghi di provenienza, di chi li fornisce aiuto a compiere la rischiosa e spesso mortale traversata del Mediterraneo principalmente verso il nostro paese. L’approccio “law & order” del governo italiano sembra non produrre gli effetti sperati; infatti “la drammatica situazione dei “boat people”, la maggior parte dei quali sono privi di documenti, maschera il fatto che essi costituiscono meno del 15 per cento del totale arrivi di immigrati irregolari” ed inoltre “la maggior parte dei provvedimenti di espulsione non sono stati eseguiti a causa di mancanza di risorse; l’Italia ha meno di 3.000 posti letto disponibili per la detenzione“. per quanto riguarda il problema del controllo dei confini, “per quelli che arrivano da paesi extra-UE, soprattutto Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine, essi hanno ottenuto i visti da visitatori e si trattengono clandestinamente, incoraggiati dai confini permeabili italiani e dalla storia di “regolarizzazione” degli immigrati clandestini… Oltre ai migranti irregolari provenienti da paesi extra-UE, l’Italia è una destinazione popolare per i migranti provenienti dai paesi dell’est europeo come la Romania e la Bulgaria, i cui cittadini sono in grado di muoversi liberamente dopo l’adesione all’UE nel 2007“. A proposito del ruolo di Malta nella questione immigrati: “Un membro delle Forze Armate di Malta (AFM) ha detto che l’AFM risponde alle chiamate di soccorso nell’ambito delle sue capacità limitata, ma ha ammesso che se la barca è ritenuta in grado di reggere il mare, la AFM indirizza i migranti verso Lampedusa“. Interessante anche il giudizio dato da Paolo Ciani, dell’opera di carità italiana Sant’Egidio: “Non solo la politica del governo (che si occupa di immigrati) è moralmente sbagliata, è pure inefficace”.

Reference ID Created Released Classification Origin
09ROME437 2009-04-17 12:12 2011-02-24 16:04 CONFIDENTIAL Embassy Rome

 

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 03 ROME 000437SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 04/17/2014

TAGS: PREL PGOV PREF IT

SUBJECT: NO MORE MR. NICE GUY (I): INEFFECTIVE ITALIAN RESPONSE TO IMMIGRATION CHALLENGES

ROME 00000437  001.2 OF 003

Classified By: Charge d’Affaires Elizabeth L. Dibble for reasons 1.4 (b) and (d).

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 03 ROME 000437SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 04/17/2014

TAGS: PREL PGOV PREF IT

OGGETTO: Non più Mr. Nice Guy(*) (I): Risposta italiana inefficace alle sfide dell’immigrazione

ROME 00000437  001.2 OF 003

Classified By: Charge d’Affaires Elizabeth L. Dibble for reasons 1.4 (b) and (d).

(*) Mr. Nice Guy è un film d’azione di arti marziali del 1997 con Jackie Chan

Summary

¶1. (SBU)  Recent tragic reports of boatloads of African immigrants crossing from Libya to Lampedusa, a 12 square mile island off of the coast of Sicily, have transfixed local, regional and international audiences.  The arrivals have accelerated a law and order approach to irregular immigration promised by Prime Minister Berlusconi during his election campaign in 2008 and distilled in the recent public promise to “”be mean to illegal immigrants”” by Interior Minister Maroni, a leader in the anti-immigration Northern League political party.  But forceful public diplomacy, new and reinvigorated bilateral repatriation agreements with source countries, outreach to the EU, extended detention of irregular immigrants and tough security legislation have failed to stop the flows of irregular immigrants.  The dramatic plight of the boat people, most of whom are undocumented, masks the fact that they constitute less than 15 percent of total arrivals of irregular migrants (although there was a 75 percent surge in the number of immigrants arriving by boat in 2008 and the trend line in the first quarter of 2009 appears constant).  The majority of irregular immigrants present in Italy — estimated to number up to 650,000 but the number is likely even higher — arrive by land, air or sea.  Arriving from non-EU countries, primarily Morocco, Albania, China, Ukraine and the Philippines, they have obtained visitors visas and overstay, encouraged by Italy’s porous borders and history of “”regularizing”” illegal immigrants.  Although Italy successfully expelled some 25,000 persons in 2008, a majority of expulsion orders are not executed because of a lack of resources; Italy has less than 3,000 available beds for detention.  In addition to the irregular migrants from non-EU countries, Italy is a popular destination for migrants from Eastern European countries such as Romania and Bulgaria, whose citizens are able to move freely following EU accession in 2007.

Sommario

¶ 1. (SBU) Recenti rapporti sui tragici sbarchi di immigrati africani che tentavano la traversata dalla Libia a Lampedusa, un’isola di 12 miglia quadrate (19,3 kmq, ndr) al largo della costa della Sicilia, hanno fortemente colpito l’opinione pubblica locale, regionale e internazionale. Gli arrivi hanno accelerato un approccio “law and order” (applicazione dura della legge) verso l’immigrazione irregolare promesso dal presidente Berlusconi durante la sua campagna elettorale nel 2008 e sintetizzabile nella recente promessa pubblica di “essere strumento contro gli immigrati clandestini” da parte del ministro dell’Interno Maroni, leader nel partito politico anti-immigrazione della Lega Nord. Ma una forte diplomazia pubblica, nuovi e rinvigoriti accordi di rimpatrio bilaterali con i paesi di origine, una richiesta all’UE, detenzione prolungata di immigrati irregolari e dura normativa di sicurezza non sono riusciti a fermare i flussi di immigrati irregolari. La drammatica situazione dei “boat people”, la maggior parte dei quali sono privi di documenti, maschera il fatto che essi costituiscono meno del 15 per cento del totale arrivi di immigrati irregolari (anche se c’è stato un aumento del 75 per cento del numero degli immigrati che arrivano via mare nel 2008 e la tendenza nel primo trimestre del 2009 appare costante). La maggior parte degli immigrati irregolari presenti in Italia – stimati fino a 650.000, ma il numero è probabilmente ancora più elevato – arrivano via terra, aria o mare. Per quelli che arrivano da paesi extra-UE, soprattutto Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine, essi hanno ottenuto i visti da visitatori e si trattengono clandestinamente, incoraggiati dai confini permeabili italiani e dalla storia di “regolarizzazione” degli immigrati clandestini. Nonostante l’Italia abbia con successo espulso circa 25.000 persone nel 2008, la maggior parte dei provvedimenti di espulsione non sono stati eseguiti a causa di mancanza di risorse; l’Italia ha meno di 3.000 posti letto disponibili per la detenzione. Oltre ai migranti irregolari provenienti da paesi extra-UE, l’Italia è una destinazione popolare per i migranti provenienti dai paesi dell’est europeo come la Romania e la Bulgaria, i cui cittadini sono in grado di muoversi liberamente dopo l’adesione all’UE nel 2007.

¶2.  (SBU)  Frustrated by the non-stop flow of migrants to and through Italy, government officials complain privately about Libya’s complicity in the trafficking of refugees and the failure of the EU to do more to help the southern tier states cope with the problem.  They have mounted an aggressive diplomatic campaign with affected states to win their cooperation in limiting irregular flows to Italy, including hosting a conference April 16-17 for police chiefs of 72 nations.  Although Interior Ministry officials have told the embassy that they believe there is little terrorist threat from irregular immigrants, and government statistics reveal an overall drop in crime in all major Italian cities in 2008, Prime Minister Berlusconi, Interior Minister Maroni, other senior officials, and the Italian press (of which Berlusconi controls a  majority) continuously hype a connection between crime and terrorism and illegal immigrants. Critics of the government’s approach argue that Italy needs a comprehensive integration policy that acknowledges the demographic changes in Italian society — an aging population, a declining birth rate and the presence of some four million foreign residents in a population of 60 million.  They argue that immigration should be treated as a resource, not a threat, and fear that scapegoating irregular immigrants will radicalize Italy’s “”second generation”” of legal migrants, including more than one million Muslim immigrants. ¶ 2. (SBU) Frustrata dal flusso ininterrotto di migranti verso e attraverso l’Italia, i funzionari governativi si lamentano in privato di complicità della Libia nel traffico di rifugiati e il fallimento della Unione europea nel fare di più per aiutare gli stati del sud nel far fronte al problema. Essi hanno montato una campagna aggressiva diplomatica contro gli stati interessati per ottenere la loro cooperazione nel limitare i flussi di irregolari in Italia, inclusa l’organizzazione di una conferenza il 16-17 aprile (2009, ndr) per i capi della polizia di 72 nazioni. Anche se i funzionari del Ministero dell’Interno hanno detto all’ambasciata che ritengono che ci sia poca minaccia terroristica dagli immigrati irregolari, e le statistiche del governo rivelano un calo complessivo della criminalità in tutte le principali città italiane nel 2008, il primo ministro Berlusconi, il ministro dell’Interno Maroni, altri alti funzionari e la stampa italiana (di cui Berlusconi dispone della maggioranza) ipotizzano in modo continuo una connessione tra criminalità, terrorismo e immigrati clandestini. I critici all’approccio del governo sostengono che l’Italia ha bisogno di una politica globale di integrazione che riconosca i cambiamenti demografici nella società italiana – l’invecchiamento della popolazione, un tasso di natalità in declino e la presenza di circa quattro milioni di stranieri residenti in una popolazione di 60 milioni. Essi sostengono che l’immigrazione deve essere trattata come una risorsa, non come una minaccia, e temono che gli immigrati irregolari visti come capro espiatorio radicalizzeranno la “seconda generazione” italiana degli immigrati legali, tra cui più di un milione di immigrati musulmani.
¶3. (SBU)  This is the first in a series of three reporting cables on immigration in Italy.  This first reporting cable describes the current situation.  The second reports on the government’s reaction to the immigration challenge.  The third examines concerns about the limitations of the government’s approach and previews the outlook for the future. ¶ 3. (SBU) Questo è il primo di una serie di tre cablo di segnalazione in materia di immigrazione in Italia. Questo primo cablo di rapporto descrive la situazione attuale. Il secondo fa un resoconto della reazione del governo alla sfida dell’immigrazione. Il terzo analizza le preoccupazioni circa i limiti dell’approccio del governo e fa un’anteprima delle prospettive per il futuro.

Current Situation: Rubbery Statistics

¶4. (SBU)  Statistics.  In defining the immigration picture in Italy, government and NGO statistics generally agree that in 2008 Italy had 3, 433,000 resident legal immigrants out of a total population of 59,619,290 people.  In addition, there are 767,000 immigrant children under the age of 18.   Another 250,000 persons have applied for legal status. (Note: According to Italy’s citizenship law, a foreigner born in Italy cannot apply for citizenship until the age of 18.  A legal resident must wait ten years before applying for citizenship. Neither category is permitted to travel outside of Italy during these waiting periods.  On the other hand, foreigners who marry Italian citizens can acquire citizenship in a relatively straightforward process.  Given the overall difficulties in acquiring Italian citizenship, a significant number of legal immigrants are not citizens.  Rather they possess residence permits, typically tied to employment, issued by the government.  End note.)  Of these approximately four million legal immigrants, the charity Sant’Egidio estimates up to one million are EU residents, and the majority of these are Romanian.  Of the remaining three million legal residents from non-EU countries, approximately one million are Muslim.  The result is that there are almost 7 foreigners in every 100 Italians, slightly over the EU average, although the ratio increases to 10 in Rome and 14 in Milan.  Since 1986, Italy has undertaken five “”regularizations,”” granting more than one million residence permits to previously irregular migrants. Estimates of the current number of irregular immigrants range from half a million to 650,000 and higher, although no one knows for sure.

Situazione attuale: Statistiche elastiche

¶ 4. (SBU) Statistica. Nel definire il quadro dell’immigrazione in Italia, le statistiche del governo e delle ONG in generale concordano sul fatto che nel 2008 l’Italia aveva 3.433.000 immigrati legalmente residenti su una popolazione totale di 59.619.290 persone. In aggiunta, ci sono 767.000 figli di immigrati di età inferiore ai 18 anni. Altre 250.000 persone hanno presentato domanda di status giuridico. (Nota: Secondo la legge sulla cittadinanza in Italia, lo straniero nato in Italia non può chiedere la cittadinanza fino all’età di 18 anni. Un legalmente residente deve aspettare dieci anni prima di ottenere la cittadinanza. Nessuna categoria è autorizzata a viaggiare al di fuori dell’Italia durante questi periodi di attesa. D’altra parte, gli stranieri che sposano cittadini italiani possono acquisire la cittadinanza in un processo relativamente semplice. Date le difficoltà generali nell’acquisire la cittadinanza italiana, un numero significativo di immigrati regolari non sono cittadini. Piuttosto sono in possesso di permessi di soggiorno, in genere legato al lavoro, emessi dal governo. Fine nota). Di questi circa quattro milioni di immigrati legali, l’opera di carità Sant’Egidio stima che fino a un milione di abitanti sono nell’UE, e la maggior parte di questi sono rumeni. Delle rimanenti tre milioni di persone legalmente residenti provenienti da paesi extracomunitari, circa un milione sono musulmani. Il risultato è che ci sono quasi 7 stranieri ogni 100 italiani, leggermente al di sopra della media UE, anche se il rapporto aumenta a 10 a Roma e a 14 a Milano. Dal 1986, l’Italia ha intrapreso cinque “regolarizzazioni”, concedendo oltre un milione di permessi di soggiorno ai precedenti immigrati irregolari. Le stime sul numero attuale degli immigrati irregolari vanno da mezzo milione a 650.000 e oltre, anche se nessuno lo sa con certezza.

¶5. (SBU)  Irregular labor market.  According to Caritas, a Catholic charity that provides government-funded support to immigrants, two-thirds of Italy’s immigrants are working in Italy’s industrialized north.  Most work in small firms.  The balance engage in family care throughout Italy and in seasonal agricultural work predominantly in the south.  The Italian research institute IMSU recently completed an in-depth survey of the immigration situation in the region of Lombardy, including Milan, which illustrates this employment picture.  In 2008, there were just over one million immigrants in Lombardy, a 13 percent increase since 2007. Half of this population is estimated to be irregular and these persons work in the following sectors:  14.6 percent as industry laborers; 13.1 percent as construction workers; 9.8 percent in the restaurant/hotel industry; 7.1 percent as domestics on an hourly basis; and 6.5 percent as live-in domestics. ¶ 5. (SBU) Il mercato del lavoro irregolare. Secondo la Caritas, un ente di carità cattolico che fornisce il supporto finanziato dal governo agli immigrati, i due terzi degli immigrati in Italia stanno lavorando nel Nord industrializzato d’Italia. La maggior parte lavora nelle piccole imprese. L’altra metà si impegna nella cura della famiglia in Italia e nel lavoro agricolo stagionale prevalentemente nel Sud. L’istituto di ricerca italiano IMSU ha recentemente completato un’indagine approfondita sulla situazione dell’immigrazione nella regione Lombardia, tra cui Milano, che illustra questo quadro occupazionale. Nel 2008 vi erano poco più di un milione di immigrati in Lombardia, con un aumento del 13 per cento rispetto al 2007. La metà di questa popolazione si stima essere irregolare e queste persone lavorano nei seguenti settori: il 14,6 per cento come operai dell’industria; il 13,1 per cento come operai edili; il 9,8 per cento nell’industria della ristorazione e alberghiera; il 7,1 per cento come domestiche, su base oraria; e il 6,5 per cento come badanti domestici.
¶6. (SBU)  Boat migrants.  One small slice of the illegal immigrant population is well-documented:  the approximately 15 percent who make their way from Africa across the Mediterranean in flimsy and overcrowded boats.  The IOM registered the arrival of 31,236 persons by boat to Lampedusa in 2008.  The Interior Ministry records a total number of 36, 951 persons arriving by boat to the southern Italian regions of Apulia, Sardinia, Sicily (including Lampedusa) and Calabria in 2008.  By contrast the number of persons arriving by boat recorded by the Interior Ministry in 2007 was 20,455 — a 75 percent increase from one year to the next. According to the IOM, the major source countries of the arrivals in Lampedusa in 2008 were Tunisia (6,799), Nigeria (6,070), Somalia (4,106), Eritrea (3,374), Morocco (2,032), Ghana (1,802), and Palestine (833).  Significantly, the number of Tunisians arriving in Lampedusa jumped by nearly six thousand persons in 2008.  According to UNHCR, 31,200persons requested asylum in Italy in 2008; some 8,000 were granted asylum.  This represents an almost 30 percent increase in asylum requests since 2005. ¶ 6. (SBU) Gli immigrati dei barconi. Una piccola fetta della popolazione degli immigrati clandestini è ben documentata: circa il 15 per cento quelli che viaggiano dall’Africa attraverso il Mediterraneo su barconi fragili e sovraffollati. Lo IOM ha registrato l’arrivo di 31.236 persone in barca a Lampedusa nel 2008. Il ministero dell’Interno registra un numero totale di 36.951 persone arrivate in barca attraverso le regioni meridionali italiane di Puglia, Sardegna, Sicilia (Lampedusa compresa) e la Calabria nel 2008. Per contro, il numero di persone arrivate in barca registrate dal ministero dell’Interno nel 2007 sono state 20.455 – con un aumento del 75 per cento da un anno all’altro. Secondo lo IOM, i principali paesi d’origine degli arrivi a Lampedusa nel 2008 sono stati Tunisia (6.799), Nigeria (6.070), Somalia (4.106), Eritrea (3.374), Marocco (2.032), Ghana (1.802) e Palestina (833). Significativamente, il numero dei tunisini che arrivano a Lampedusa sono aumentati di quasi sei mila persone nel 2008. Secondo l’UNHCR, delle 31.200 persone che hanno chiesto asilo in Italia nel 2008, circa 8.000 hanno ottenuto asilo. Ciò rappresenta un aumento di quasi il 30 per cento delle richieste di asilo dal 2005.
¶7. (C)  Sea crossing.  Nearly all of the persons arriving by boat in Lampedusa departed from Libya.  NGOs who work with immigrants report that traffickers tell the boat migrants to head for an ENI oil rig platform.  Upon arrival at the platform, they are told to head due north to Lampedusa.  Each year 120,000 persons out of 450,000 immigrants to Europe are estimated to cross the Mediterranean by boat, and no one knows for sure how many die in the attempt.  In the first quarter of 2009, hundreds of refugees have continued to arrive by boat each week in Lampedusa.  Although all states are required under international law to render assistance to refugees in distress, there is a presumption in Italy that the Italian border police undertake the lion’s share of the response to distress calls, a perception shared by NGOs.  One former member of the Carabinieri who worked for Interpol told us that when FRONTEX, the EU border control agency, receives reports of boats in distress, all governments in the region are notified, but only the Italians regularly take active steps to rescue the migrants.  During a visit to Malta in February, a member of the Armed Forces of Malta told us the AFM responds to distress calls within its limited capacity, but admitted if the boat is deemed seaworthy the AFM points the migrants toward Lampedusa. ¶ 7. (C) Traversata in mare. Quasi tutte le persone che arrivano via mare a Lampedusa sono partite dalla Libia. Le ONG che lavorano con gli immigrati raccontano che i trafficanti dicono ai migranti di puntare verso una piattaforma petrolifera dell’ENI. Al loro arrivo presso la piattaforma, viene detto loro di dirigersi verso nord fino a Lampedusa. Ogni anno 120.000 persone su 450.000 immigrati in Europa si stima che attraversino il Mediterraneo in barca, e nessuno sa per certo quanti muoiono nel tentativo. Nel primo trimestre del 2009, centinaia di rifugiati hanno continuato ad arrivare in barca ogni settimana a Lampedusa. Sebbene tutti gli Stati sono tenuti ai sensi del diritto internazionale di fornire assistenza ai rifugiati in difficoltà, vi è una presunzione che in Italia la polizia di frontiera italiani fanno la parte del leone nella risposta alle richieste di aiuto, una percezione condivisa dalle ONG. Un ex membro dei Carabinieri che ha lavorato per l’Interpol ci ha detto che quando FRONTEX, l’agenzia europea di controllo delle frontiere, riceve segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà, questa viene notificata a tutti i governi della regione, ma solo gli italiani prendono regolarmente misure attive per il salvataggio dei migranti. Durante una visita a Malta a Febbraio, un membro delle Forze Armate di Malta (AFM) ha detto che l’AFM risponde alle chiamate di soccorso nell’ambito delle sue capacità limitata, ma ha ammesso che se la barca è ritenuta in grado di reggere il mare, la AFM indirizza i migranti verso Lampedusa.
¶8. (C)  Overstayers.  Government and NGO officials tell us, however, that the majority of irregular immigrants enter Italy with a visa and then overstay.  Italian border police chief Rodolfo Ronconi asserted that 57 percent of immigrants who enter Italy with a visa overstay.  Most arrive through the land border in the northeast but also through air and sea ports.  Vincenzo Delicato, a senior director of the National Police, told us that these illegal immigrants are primarily from Morocco, Albania, China, Ukraine and the Philippines. He explained that the border police do not screen EU residents and conduct only spot checks on non-EU residents. Interior Ministry statistics for 2008 record 70,625 “”stranieri rintracciati”” (or “”tracked foreigners,”” an implicit acknowledgement of a population of untracked foreigners), of whom only 24,234 were repatriated.  The remaining 46,931 were considered not in compliance with expulsion orders.  The 2007 statistics are comparable.  Other government statistics indicate that only 20 percent of illegal immigrants subject to an expulsion order are actually repatriated.  For example, in Milan in 2007, only 653 persons out of 3,088 subject to an expulsion order were in fact repatriated. ¶ 8. (C) Clandestini. Governo e funzionari delle ONG ci dicono, tuttavia, che la maggioranza degli immigrati irregolari entrano in Italia con un visto e poi si trattengono illegalmente. Il capo della polizia di frontiera italiana Rodolfo Ronconi ha affermato che il 57 per cento degli immigrati che entrano in Italia con un visto si trattengono illegalmente. La maggior parte arriva attraverso il confine terrestre nel nord-est, ma anche attraverso i porti aerei e marittimi. Vincenzo Delicato, un alto dirigente della polizia nazionale, ci ha detto che questi clandestini sono principalmente del Marocco, Albania, Cina, Ucraina e Filippine.Egli ha spiegato che la polizia di frontiera non controlla i residenti nell’Unione europea e conduce solo controlli a campione sui residenti non comunitari. Le statistiche del Ministero dell’Interno per il 2008 registrano 70.625 “stranieri rintracciati” (o “stranieri monitorati”, un riconoscimento implicito che una popolazione di stranieri non è monitorata), di cui solo 24.234 sono stati rimpatriati. I restanti 46.931 sono stati considerati non conformi ai provvedimenti di espulsione. Le statistiche del 2007 sono comparabili. Altri statistiche del governo indicano che solo il 20 per cento degli immigrati clandestini sottoposti a provvedimento di espulsione sono stati effettivamente rimpatriati. Per esempio, a Milano, nel 2007, solo 653 persone su 3.088 soggette ad un provvedimento di espulsione sono state effettivamente rimpatriate.
¶9. (C)  Insufficient capacity.  There are several explanations for this large presence of irregular immigrants.  First, according to the vice president of immigration for Caritas, Le Quyen Ngo Dinh, “”Italy does not really know how they arrive and how many they are,”” meaning that most visitors are not subject to border control or judicial review.  Second, for those who come into contact with the state and are judged as irregular, Italy has limited detention space: nationwide there are 10 centers of identification and expulsion, with a capacity of fewer than 3,000 beds, and a handful of “”welcome”” centers near southern Italian seaports to screen immigrants arriving by boat.  The result is that Italy cannot detain all those subject to expulsion order, which means many of them simply fail to comply.  Moreover, some of those expelled return, gambling correctly that they can again slip through Italy’s porous borders, including 1,500 miles of coastline.  Third, many governments of source countries refuse to cooperate with Italian authorities in identifying undocumented immigrants. These individuals can still be subject to expulsion orders but cannot be repatriated without an identity. Fundamentally, argues Ngo Dinh, Italy lacks the structural capacity to manage the large numbers of illegal migrants to the country.  As Paolo Ciani, who helps immigrants for the Italian charity Sant’Egidio, said simply: “”Not only is the government policy (dealing with immigrants) morally wrong, it’s ineffective.””

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¶ 9. (C) Insufficiente capacità. Ci sono diverse spiegazioni per questa grande presenza di immigrati irregolari. In primo luogo, secondo il vice presidente di immigrazione per la Caritas, Le Quyen Ngo Dinh, “l’Italia in realtà non sa come arrivano e quanti sono”, il che significa che la maggior parte dei visitatori non sono soggetti al controllo di frontiera o revisione giudiziaria. In secondo luogo, per coloro che entrano in contatto con lo Stato e sono giudicati come irregolari, l’Italia ha uno spazio limitato di detenzione: a livello nazionale ci sono 10 centri di identificazione ed espulsione, con una capacità di meno di 3.000 posti letto, e una manciata di centri di “accoglienza” vicini ai porti italiani del sud per controllare gli immigrati che arrivano in barca. Il risultato è che l’Italia non può trattenere tutti coloro che sono oggetto di provvedimento di espulsione, il che significa che molti di loro semplicemente non si conformano. Inoltre, alcuni di questi espulsi ritornano, azzardando giustamente di poter di nuovo scivolare attraverso le frontiere permeabili d’Italia, di cui 1500 km di costa. In terzo luogo, molti governi dei paesi di origine si rifiutano di cooperare con le autorità italiane per identificare gli immigrati privi di documenti. Questi individui possono ancora essere oggetto di provvedimenti di espulsione, ma non possono essere rimpatriati senza un’identità. Fondamentalmente, sostiene Ngo Dinh, in Italia manca la capacità strutturale di gestire il gran numero di migranti illegali nel paese. Così Paolo Ciani, che aiuta gli immigrati per l’opera di carità italiana Sant’Egidio, ha detto semplicemente: “Non solo la politica del governo (che si occupa di immigrati) è moralmente sbagliata, è pure inefficace”.

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