Il consigliere economico USA incontra ad Aprile 2008 un top manager di ENI, Marco Alverà, per confrontarsi sulla politica energetica dell’azienda parastatale italiana e soprattutto sull’alleanza strategica con Gazprom nella fornitura di gas. “Il consigliere economico ha chiesto ad Alverà se fosse preoccupato per la possibilità che la Russia potrebbe un giorno fare all’Unione europea quello che ha più volte fatto all’Ucraina. L’Eni rimpiangerebbe il suo ruolo nella costruzione delle infrastrutture che hanno aiutato la Russia a fare ciò?” Il dirigente Eni “ha ammesso che l’Europa – in particolare la Germania – è ora “eccessivamente dipendente dal gas russo”. Il consigliere economico ha chiesto se gli europei dovrebbero essere preoccupati per questa dipendenza eccessiva. “Sì, dovrebbero essere preoccupati!” ed inoltre “la dipendenza dell’Europa dal gas russo è il risultato della mancanza di una politica energetica dell’UE, compreso uno ‘schizofrenico’ approccio al gas naturale che contrappone inglesi e olandesi a tedeschi e francesi“. Il cambio di governo nel 2008 sembra però aprire uno spiraglio a manovre lobbistiche da parte del governo americano: “Dobbiamo spingere il governo italiano a garantire che la loro società parastatale operi in modo coerente con l’Italia e l’obiettivo dichiarato dell’Europa di aumentare la diversificazione dell’approvvigionamento energetico in Europa. L’Eni dovrebbe lavorar per cercare di definire la sicurezza energetica dell’UE, non quella del Cremlino“.

Reference ID Created Released Classification Origin
08ROME451 2008-04-10 13:01 2011-04-18 11:11 CONFIDENTIAL Embassy Rome
C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 04 ROME000451SIPDISSIPDIS

DEPARTMENT FOR EUR DAS BRYZA

DEPARTMENT FOR E EURASIAN ENERGY COORDINATOR STEVEN MANN

USEU BRUSSELS FOR SPECIAL ENVOY FOR EURASIAN ENERGY GRAY

NSC FOR DEPUTY NSA JAMES JE…

SUBJECT: ENI: WHAT SHOULD WE DO ABOUT GAZPROM’S ITALIAN PARTNER?

REF: A. ROME 390

B. ROME 249

C. 07 STATE 69

ROME 00000451  001.2 OF 004

Classified By: Ecmin Tom Delare for reasons 1.4 (b) and (d)

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 04 ROME000451SIPDISSIPDIS

DEPARTMENT FOR EUR DAS BRYZA

DEPARTMENT FOR E EURASIAN ENERGY COORDINATOR STEVEN MANN

USEU BRUSSELS FOR SPECIAL ENVOY FOR EURASIAN ENERGY GRAY

NSC FOR DEPUTY NSA JAMES JE…

OGGETTO: ENI: Cosa fare con il partner italiano di Gazprom?

REF: A. ROME 390

B. ROME 249

C. 07 STATE 69

ROME 00000451  001.2 OF 004

Classified By: Ecmin Tom Delare for reasons 1.4 (b) and (d)

¶1.  (SBU) Summary.  Senior officials of Italian energy giant Eni reject claims that their collaboration with Russia’s Gazprom endangers Europe’s energy security.  Instead, they maintain that construction of South Stream and other natural gas pipelines from Russia actually increases European energy security.  However, when pressed by Emboffs, a Eni Senior Vice President admitted that Europe is now “”over reliant”” on Russian gas, and “”should be worried”” about this dependence. Eni officials seem to be in denial about possible strategic political motives behind Gazprom’s actions.  Eni argues (unconvincingly) that South Stream does not threaten Nabucco, and estimates there is only a sixty percent chance South Stream will be built.  Evidence points to the fact that Eni is now a major part of Gazprom’s plans for expansion.  Yet Eni is still 30 percent owned by the Italian government, providing us with some government to government leverage. The USG might find it useful to push the next Italian government to excercise its influence to redefine Eni’s interests so as to come to a different view of Italian and European energy security, one that is less reflective on Gazprom and Russia’s strategic goals. End summary. ¶ 1. (SBU) Sommario. Alti funzionari del colosso energetico italiano Eni respingono le lamentele che la loro collaborazione con la russa Gazprom metta in pericolo la sicurezza energetica in Europa. Invece, essi sostengono che la costruzione del South Stream e di altri gasdotti per gas naturale dalla Russia in realtà aumenta la sicurezza energetica dell’Europa. Tuttavia, quando viene pressato da ufficiali dell’Ambasciata, uno dei Vice Presidenti Senior di ENI ha ammesso che l’Europa è ora “oltremodo dipendente” dal gas russo, e deve essere “preoccupata”. A proposito di questa dipendenza, i funzionari di Eni sembrano smentire possibili motivazioni di strategia politica dietro le azioni di Gazprom. Eni sostiene (in modo poco convincente) che South Stream non minaccia Nabucco, e stimano che ci sia solo una probabilità del sessanta per cento che South Stream sarà costruito. L’evidenza punta sul fatto che Eni è ora una parte importante dei piani di Gazprom per l’espansione. Ma Eni è ancora al 30 per cento di proprietà del governo italiano, il che ci fornisce qualche spazio di manovra per influenzare il governo. Il governo degli USA potrebbe trovare utile spingere il prossimo governo italiano ad esercitare la propria influenza per ridefinire gli interessi di Eni in modo da giungere ad una visione diversa della sicurezza energetica italiana ed europea, che rispecchi meno gli obiettivi strategici di Gazprom e della Russia. Fine sommario.
¶2.  (SBU) Marco Alvera, Eni Senior Vice President for Supply and Portfolio Development at the Italian energy giant Eni, hosted Econ Counselor March 18 for a briefing on Eni’s activities in Russia and on the status of the South Stream natural gas pipeline project.  Eni asked to give us this briefing after a March 4 speech by Ambassador Spogli in which he discussed Gazprom and the need for Europe to diversify its energy sources.  Alvera is responsible for all Eni activities in Russia and is Eni’s senior manager for the South Stream project.  A copy of the PowerPoint presentation used by Alvera in his briefing is available through Intellipedia’s Italy Portal, and can be found athttp://www.intelink.sgov.gov/ w/images/8/89/Eni Southstream Presentation.pdf. ¶ 2. (SBU) Marco Alverà, Vice Presidente Senior di ENI per Acquisti e Sviluppo del Portafoglio presso il gigante italiano dell’energia ENI, ha ospitato il Consigliere Economico (USA) il 18 marzo (2008) per un briefing sulle attività di Eni in Russia e sullo stato del progetto del gasdotto di gas naturale South Stream. Eni ha chiesto di darci questo briefing dopo un discorso del 4 marzo dell’ambasciatore Spogli nel quale egli ha discusso di Gazprom e della necessità per l’Europa di diversificare le sue fonti di energia. Alverà è responsabile di tutte le attività di Eni in Russia ed è senior manager di Eni per il progetto South Stream. Una copia della presentazione PowerPoint utilizzata da Alverà nel suo briefing è disponibile attraverso il portale italiano Intellipedia, e può essere trovato alla
http://www.intelink.sgov.gov/ w/images/8/89/Eni Southstream Presentation.pdf.

Eni’s Russian Partnership

¶3.  (SBU) In an effort to obtain preferential access to new supplies of natural gas, Eni (with the blessing of the Italian government) established a “”strategic relationship”” with Gazprom in 2006.  Alvera said Eni has been Gazprom’s largest natural gas customer since the 1970’s, buying between six and seven billion dollars of gas a year.  In Eni’s eyes, the shift from a commercial relationship with Gazprom to an “”integrated strategic”” relationship is mutually beneficial. Eni has gained access to Russian oil and gas fields, extended its supply contracts with Gazprom until 2035, and has been able to participate in projects such as the Blue Stream pipeline linking Russia and Turkey.  In Alvera’s words, Gazprom has used the relationship to “”plant flags outside of Russia,”” has gained access to Eni projects in Libya and Algeria, and will be allowed to sell gas directly to Italian consumers starting in 2010.  Eni and Gazprom are also collaborating on LNG projects in the Baltic and on the South Stream pipeline.

La partnership russa di ENI

¶ 3. (SBU) Nel tentativo di ottenere un accesso preferenziale ai nuovi approvvigionamenti di gas naturale, Eni (con la benedizione del governo italiano) ha istituito una “relazione strategica” con Gazprom nel 2006. Alverà ha detto che Eni è il principale cliente del gas naturale Gazprom fin dal 1970, acquistando tra i sei e i sette miliardi di dollari di gas l’anno. Agli occhi di Eni il passaggio da un rapporto commerciale con Gazprom ad un rapporto “strategico integrato” è reciprocamente vantaggioso. Eni ha guadagnato l’accesso al petrolio e al gas russi, ha esteso i propri contratti di fornitura con Gazprom fino al 2035, ed è stata in grado di partecipare a progetti come il gasdotto Blue Stream che collega Russia e Turchia. Stando alle parole di Alverà, Gazprom ha utilizzato la relazione per “piantare bandiere al di fuori della Russia”, ha ottenuto l’accesso ai progetti di Eni in Libia e in Algeria, e sarà autorizzato a vendere il gas direttamente ai consumatori italiani a partire dal 2010. Eni e Gazprom stanno anche collaborando a progetti di LNG (Liquid Natural Gas, ndr) nel Baltico e sul gasdotto South Stream.

¶4.  (SBU) Alvera characterized the relationship as a boon for Eni.  Eni estimates Russia has 47,800 bcm of natural gas reserves and predicts Gazprom will be able to export between 166 bcm/yr and 207 bcm/yr to Europe by 2030.  By comparison, Gazprom exported 133 bcm of natural gas to Europe in 2005. Alvera admitted that Gazprom had not invested sufficiently in maintaining its upstream infrastructure, but predicted easy gains in Russian natural gas production through equipment modernization and gains in efficiency.  In addition to these gains, Alvera is enthusiastic about the possibility of developing new gas fields in Russia, “”it’s easy – like the Gulf of Mexico in the 1980’s.”” ¶ 4. (SBU) Alverà ha definito il rapporto come una benedizione per Eni. Eni stima che Russia abbia 47.800 miliardi di metri cubi di riserve di gas naturale e predice che Gazprom sarà in grado di esportare tra i 166 miliardi di metri cubi/anno e i 207 miliardi di metri cubi/anno in Europa entro il 2030. Al confronto, Gazprom ha esportato 133 miliardi di metri cubi di gas naturale in Europa nel 2005. Alverà ha ammesso che Gazprom non aveva investito a sufficienza in manutenzione della propria infrastruttura a monte, ma prevede facili guadagni nella produzione di gas naturale russo attraverso l’ammodernamento delle attrezzature ed una maggiore efficienza. Oltre a questi vantaggi, Alverà è entusiasta della possibilità di sviluppare nuovi giacimenti di gas in Russia, “è facile – come con il Golfo del Messico negli anni ‘80”.
¶5.  (SBU) Econ Counselor pointed to Forbes magazine’s July 2007 article on the Eni-Gazprom relationship, “”The Devil’s Advocate,”” (The Devil being Putin, the Advocate being Eni CEO Scaroni) and asked Alvera to respond to press articles that characterize Eni as a stalking horse for Gazprom interests in Europe.  Alvera said that he believes all of the decisions in the Eni-Gazprom relationship are made on a commercial basis and that he has never seen Gazprom’s decisions driven by political factors.  He responded to allegations in the press that Gazprom seeks to control European energy supplies by noting that plans for new pipelines like South Stream are driven by growing EU demand for natural gas, not by Russian plans for market domination. ¶ 5. (SBU) Il Consigliere Economico ha fatto il punto su un articolo della rivista Forbes nel luglio 2007 sul rapporto Eni-Gazprom “L’avvocato del diavolo” (essendo  il Diavolo Putin, e l’Avvocato l’Amministratore Delegato di Eni Scaroni) e ha chiesto ad Alverà di rispondere ad articoli di stampa che definiscono Eni come un cavallo che insegue gli interessi di Gazprom in Europa. Alverà ha detto che crede che tutte le decisioni nella relazione Eni-Gazprom sono state prese su una base commerciale e che lui non ha mai visto decisioni di Gazprom guidate da fattori politici. Ha risposto alle accuse sulla stampa che affermano che Gazprom cerca di controllare l’approvvigionamento energetico europeo osservando che i piani per nuovi gasdotti come il South Stream sono guidati dalla domanda crescente dell’Unione europea per il gas naturale, e non da piani russi per la dominazione del mercato.

The Role of South Stream

¶6.  (SBU) Turning to the question of South Stream, the pipeline being built by Eni and Gazprom, Alvera said the pipeline “”is much more about bringing ‘old’ gas to Europe using a safer route (i.e., not through Ukraine) than it is about ‘new’ gas.””  The pipeline will start alongside the Blue Stream pipeline in Beregovaya, Russia, run under the Black Sea for 900 kilometers, make landfall in Bulgaria, and then split into northern and southern routes.  The underwater portion of the pipeline will be owned by a 50-50 Eni-Gazprom joint venture, South Stream AG, which is incorporated in Switzerland.  South Stream’s northern route will run from Bulgaria to Austria, while the southern route will reach Italy via Greece.  Eni and Gazprom are still finalizing South Stream’s northern route, and Alvera admitted that difficulties in negotiations with the governments of Serbia and Romania mean that “”there is only a 60 percent chance the project will actually be built.””  Alvera said that South Stream’s 30 bcm capacity will be filled with 20 bcm of “”substitution gas”” taken from the Ukrainian pipeline system and 10 bcm of “”incremental gas”” which would be “”new gas”” for the EU market.

Il ruolo del South Stream

¶ 6. (SBU) Passando alla questione del South Stream, il gasdotto in costruzione da parte di Eni e Gazprom, Alverà ha detto che il gasdotto “è molto di più che portare ‘vecchio’ gas all’Europa seguendo un itinerario più sicuro (cioè, non attraverso l’Ucraina), rispetto al fatto che sia gas ‘nuovo’”. Il gasdotto partirà a fianco del gasdotto Blue Stream in Beregovaya, Russia, scorrerà sotto il Mar Nero per 900 chilometri, approderà in Bulgaria, e poi si dividerà in percorsi nord e sud. La parte sottomarina del gasdotto sarà di proprietà di una joint venture 50-50 congiunta Eni-Gazprom, la South Stream AG, che è costituita in Svizzera. Il percorso del South Stream verso Nord andrà dalla Bulgaria verso l’Austria, mentre il tracciato meridionale raggiungerà l’Italia attraverso la Grecia. Eni e Gazprom stanno ancora ultimando la rotta settentrionale del Sud Stream, e Alverà ha ammesso che le difficoltà nei negoziati con i governi di Serbia e Romania significano che “c’è solo un 60 per cento di probabilità che il progetto verrà effettivamente realizzato”. Alverà ha detto che la capacità di 30 miliardi di metri cubi del South Stream sarà riempita con 20 miliardi di metri cubi di “gas di sostituzione”, preso dal sistema di gasdotti ucraini e 10 miliardi di metri cubi di “gas incrementale” che sarebbe “nuovo gas” per il mercato europeo.

¶7.  (C) As described by Alvera, the South Stream project is driven by two factors: (i) increasing EU demand for natural gas and (ii) the unreliability of the Ukrainian pipeline system.  According to Alvera, Ukraine has not been meeting its maintenance obligations for pipelines transiting Ukraine enroute to the EU.  In one case, he said the Ukrainian pipeline operator took 18 days to make repairs that should have been fixed in three, and failed to notify Gazprom of the problem.  South Stream avoids this type of problem by bypassing the Ukraine altogether and increases energy security by increasing “”diversity of routes.””  Alvera made the case several times that South Stream would bring about an increase in European energy security, a statement that is clearly at odds with the USG view of the situation. ¶ 7. (C) Come descritto da Alverà, il progetto South Stream è guidato da due fattori: (i)  la crescente domanda europea di gas naturale e (ii) la non attendibilità del sistema ucraino di gasdotti. Secondo Alverà, l’Ucraina non sta rispettando i suoi obblighi di mantenimento per le condutture in transito dall’Ucraina verso l’Europa. In un caso, egli ha detto che il gestore del gasdotto ucraino ha impiegato 18 giorni di tempo per effettuare le riparazioni che avrebbero dovuto essere fissati in tre giorni, e ha omesso di notificare il problema a Gazprom. South Stream evita questo tipo di problema, aggirando del tutto l’Ucraina e aumenta la sicurezza di energia, incrementando la “diversità dei percorsi”. Alverà ha citato il fatto più volte che il South Stream porterebbe ad un aumento della sicurezza energetica europea, una dichiarazione che è chiaramente in contrasto con la visione della situazione del governo americano.

South Stream: Not Intended to Dominate Market

¶8.  (C) Alvera was dismissive of allegations that Gazprom intends to use South Stream to further cement its hold on European energy supplies.  Alvera noted that the 10 bcm of new gas that is introduced to the market through South Stream is dwarfed by the expected increase in European demand and the anticipated supply shortage.  When further pressed on this issue, Alvera noted that even if Eni and Gazprom were able to fill South Stream’s 30 bcm capacity entirely with “”new”” gas, it would only meet a small portion of the expected increase in demand for gas.  Under Eni’s most conservative projection, European demand for gas will reach 750 bcm/yr by 2030, with EU gas production, contracted imports, and contract extensions totaling 480 bcm/yr.  Alvera pointed out this leaves the EU with a gap in its natural gas supply of 270 bcm/yr, and that South Stream’s 30 bcm/yr capacity is insignificant by comparison.

South Stream: non è destinato a dominare il mercato

¶ 8. (C) Alverà è stato sprezzante verso le accuse che Gazprom intende avvalersi di South Stream per cementare ulteriormente la sua presa sulle forniture energetiche europee. Alverà osserva che i 10 miliardi di metri cubi di nuovo gas che viene introdotto sul mercato attraverso South Stream è sminuito dall’attesa crescita della domanda europea e dalla carenza di fornitura anticipata. Uteriormente incalzato sulla questione, Alverà ha osservato che anche se Eni e Gazprom fossero in grado di riempire interamente la capacità di 30 miliardi di metri cubi di South Stream con “nuovo” gas, sarebbe solo soddisfatta una piccola porzione del previsto aumento della domanda di gas. Secondo le proiezioni più cautelative di Eni, la domanda europea di gas raggiungerà 750 miliardi di metri cubi/anno entro il 2030, con produzione di gas nell’UE, contratta importazioni, e proroghe del contratto per un totale di 480 miliardi di metri cubi/anno. Alverà ha sottolineato che questo lascia l’Unione europea con una lacuna nel suo approvvigionamento di gas naturale di 270 miliardi di metri cubi/anno, e che al confronto i 30 miliardi di metri cubi/anno di capacità del South Stream sono insignificanti.

¶9.  (SBU) Asked to comment on the competition between South Stream and the EU’s Nabucco pipeline, Alvera said the biggest difference between the two projects is that South Stream only needs 10 bcm of new gas in order for the pipeline to be filled and is guaranteed to get that gas from Russian gas fields.  In contrast, backers of the Nabucco projects must identify 30 bcm of gas to fill their pipeline.  He was skeptical of Azerbaijan’s ability to produce sufficient gas to fill Nabucco and of the size of Azeri natural gas reserves.  Alvera noted that other Gazprom pipeline projects, including Nord Stream, also face the problem of identifying “”new”” gas.  When we pressed Alvera on how Eni will profit from South Stream, he pointed to the company’s 50 percent ownership of South Stream AG and construction fees that will be paid to Eni’s Saipem pipeline construction subsidiary. Eni will also own the right to half of the 10 bcm of “”new”” gas carried by South Stream. ¶ 9. (SBU) Alla richiesta di commentare la concorrenza tra il South Stream e il Nabucco dell’UE, Alverà ha detto che la più grande differenza tra i due progetti è che il South Stream ha bisogno solo di ulteriori 10 miliardi di metri cubi di ordini per il nuovo gas ed è garantita che riceverà quel gas dai giacimenti di gas russi. Al contrario, i sostenitori del progetto Nabucco devono individuare 30 miliardi di metri cubi di gas per riempire il loro gasdotto. Lui era scettico sulla capacità dell’Azerbaijan di produrre gas sufficiente a riempire Nabucco e sulla dimensione delle riserve di gas naturale azero. Alverà ha osservato che altri progetti di gasdotti Gazprom, incluso il Nord Stream, affrontano anche il problema di identificare “nuovo” gas. Quando noi abbiamo incalzato Alverà su come Eni trarrà profitto dal South Stream, egli ha fatto riferimento alla proprietà del 50 per cento del South Stream AG e alle spese di costruzione che saranno pagate alla controllata Eni Saipem per la costruzione del gasdotto. Eni possiederà anche il diritto sulla metà dei 10 miliardi di metri cubi di “nuovo” gas trasportato dal South Stream.

Is Eni Part of a Kremlin Plot?

¶10.  (C) Econ Counselor again pressed the Eni officers on their company’s close collaboration with Gazprom, pointing to statements by President Putin in which he poured scorn on the Nabucco project (reported in the Eurasia Daily Monitor, March 5, 2008).  Econ Counselor asked Alvera if he is concerned about the possibility that Russia may one day do to the EU what it has repeatedly done to Ukraine.  Would Eni then regret its role in constructing the infrastructure that helped Russia to do that?  Alvera conceded that the EU — especially Germany — is now “”overdependent on Russian gas.””  Econ Counselor asked if the EU should be worried about this overdependence.  “”Yes, they should be worried!”” conceded Alvera.  But Alvera argued that Europe’s dependence on Russian gas is the result of the lack of an EU energy policy, including a “”schizophrenic”” approach to natural gas that pits the British and the Dutch against the Germans and the French (he didn’t elaborate on what he meant by this).  The result of this policy vacuum is that EU energy policy has been shaped by “”thousands of entrepreneurial decisions”” taken by individual power companies.  On the issue of South Stream, Alvera again downplayed the amount of gas the pipeline will bring to Europe, noting that it is small compared to estimated increases in demand.

Eni è complice di un complotto del Cremlino?

¶ 10. (C) Il consigliere economico (USA) ha nuovamente pressato il dirigente Eni su una stretta collaborazione della propria azienda con Gazprom, che citando dichiarazioni del presidente Putin nelle quali egli versa disprezzo verso il progetto Nabucco (come riportato su Eurasia Daily Monitor, 5 marzo 2008). Il consigliere economico ha chiesto ad Alverà se fosse preoccupato per la possibilità che la Russia potrebbe un giorno fare all’Unione europea quello che ha più volte fatto all’Ucraina. Eni rimpiangerebbe il suo ruolo nella costruzione delle infrastrutture che hanno aiutato la Russia a fare ciò? Alverà ha ammesso che l’Europa – in particolare la Germania – è ora “eccessivamente dipendente dal gas russo”. Il consigliere economico ha chiesto se gli europei dovrebbero essere preoccupati per questa dipendenza eccessiva. “Sì, dovrebbero essere preoccupati!”, ha ammesso Alverà. Ma Alverà ha sostenuto che la dipendenza dell’Europa dal gas russo è il risultato della mancanza di una politica energetica dell’Europa, compresa uno “schizofrenico” approccio al gas naturale che contrappone inglesi e olandesi a tedeschi e francesi (egli non ha fornito dettagli su quello che intende con questo). Il risultato di questo vuoto politico è che la politica energetica dell’Unione europea è stata plasmata dalle “migliaia di decisioni imprenditoriali” “adottate dalle singole aziende elettriche. Sulla questione del South Stream, Alverà ha minimizzato ancora una volta la quantità di gas che il gasdotto porterà verso l’Europa, facendo notare che è la quantità è piccola rispetto ad uno stimato  aumento della domanda.

¶11.  (C) Alvera also repeatedly denied that South Stream represents a threat to Nabucco.  He acted as if he had never heard of this charge, as if it were patently absurd.  But in his denial, he only focused on the supply end of the pipeline, claiming that South Stream will be filled with old Russian gas, not Caspian Basin gas that will fill Nabucco. Alvera seemed to deliberately ignore the fact that just as Russian pipeline construction connecting Turkmen gas fields to the Russian pipeline system led to the abandonment of plans to build a Trans-Caspian pipeline, South Stream, by locking European consumers into long-term supply contracts, reduces incentives for EU countries to push for Nabucco. ¶ 11. (C) Alverà ha anche ripetutamente negato che il South Stream rappresenta una minaccia per il Nabucco. Si è comportato come se non avesse mai sentito parlare di questa accusa, come se fosse palesemente assurda. Ma nel suo negare le cose, egli ha si è solo concentrato sulla fornitura del gasdotto, sostenendo che il South Stream sarà riempito con il vecchio gas russo, non con il gas del Bacino del Caspio che riempirà il Nabucco. Alverà è sembrato ignorare deliberatamente il fatto che, proprio come la costruzione del gasdotto russo che collega i giacimenti di gas turkmeno al sistema russo di oleodotti ha portato all’abbandono del progetto di costruzione di un gasdotto trans-caspico, il South Stream, bloccando i consumatori europei nei contratti di fornitura a lungo termine, riduce gli stimoli per i paesi europei ad adoperarsi per il Nabucco.

Comment

¶12.  (C) The Eni briefing was reminiscent of Soviet era double speak.  According to Eni, Europe’s energy security is enhanced — not weakened — by new pipelines to Russia.  And according to Eni, in the Russia-Ukraine energy confrontations, the Ukrainians — not the Russians —  are the bad guys.  In talking to Eni, it sometimes seemed as if we were talking to Gazprom.  We found Eni’s arguments far-fetched and self-serving.  Eni denials notwithstanding, through its close collaboration with Gazprom, including its support for South Stream and Gazprom’s expansion into North Africa, we think this company is working against U.S.-supported EU efforts to diversify Europe’s energy sources.

Commento

¶ 12. (C) Il briefing con Eni ricordava il linguaggio doppio dell’era sovietica. Secondo Eni, la sicurezza energetica in Europa è aumentata – e non indebolita – da nuovi gasdotti in Russia. E secondo Eni, negli scontri energetici tra Russia e Ucraina, i cattivi sono gli ucraini – e non i russi. Nel parlare con Eni a volte sembrava che stessimo parlando con Gazprom. Abbiamo trovato le argomentazioni di ENI inverosimili e autoreferenziate. Noi riteniamo che, nonostante le smentite di ENI, questa società attraverso la sua stretta collaborazione con Gazprom, incluso il suo supporto all’espansione del South Stream e di Gazprom in Nord Africa, stia lavorando contro gli sforzi sostenuti da Europa e USA per diversificare le fonti di energia.

¶13.  (C) The Italian government’s 30 percent ownership of Eni presents us with immediate opportunities to influence key Eni decisions.  For example, Alvera told us that he thinks there is only a 60 percent chance that South Stream will actually be built.  His fear is that difficulties in reaching agreement with Eastern European governments might scuttle the project.  We think Washington should consider adding USG objections — presented through Eni’s GOI owners — to the list of reasons that Eni should not build Gazprom’s new pipeline. ¶ 13. (C) Il 30 per cento dell’Eni di proprietà del governo italiano ci presenta immediate opportunità di influenzare le decisioni chiave di Eni. Ad esempio, Alverà ci ha detto che pensa che ci sia solo un 60 per cento di probabilità che il South Stream sarà effettivamente costruito. La sua paura è quella che le difficoltà a trovare un accordo con l’Europa i governi europei potrebbero affossare il progetto. Pensiamo che Washington dovrebbe considerare di aggiungere obiezioni da parte del governo americano – presentate attraverso i proprietari Eni del governo italiano – all’elenco dei motivi per cui Eni non dovrebbe costruire il nuovo gasdotto di Gazprom.
¶14.  (C) In a broader sense, the new government that takes power in Italy following the April 13-14 elections will present us with an excellent opportunity to push the GOI for fundamental changes in Eni’s approach to European energy security.  At the very least, we should push the GOI to ensure that their parastatal operates in a manner consistent with Italy and the EU’s stated objective of increasing the diversity of Europe’s energy supply.  Eni should be made to work in pursuit of the EU’s definition of energy security, not the Kremlin’s.

BORG

¶ 14. (C) In un senso più ampio, il nuovo governo che prenderà il potere in Italia dopo le elezioni del 13-14 aprile ci presenterà un’ottima opportunità per spingere il governo italiano verso cambiamenti fondamentali nella strategia dell’Eni per la sicurezza energetica europea. Come minimo, dobbiamo spingere il governo italiano a garantire che la loro società parastatale operi in modo coerente con l’Italia e l’obiettivo dichiarato dell’Europa di aumentare la diversificazione dell’approvvigionamento energetico in Europa. Eni dovrebbe lavorar per cercare di definire la sicurezza energetica dell’Europa, non quella del Cremlino.

BORG

EnGiCav