In questa terza e ultima parte relativa all’analisi della criminalità organizzata da parte degli addetti del consolato USA di Napoli, si suggerisce indirettamente al nostro paese alcune azioni per combattere la criminalità organizzata e più in genere il degrado del Sud Italia, con dovizia di soluzioni e proposte supportabili anche dal governo americano, specialmente quando investono problematiche internazionali legate al traffico di droga e agli appalti.  Il rammarico, evidenziato nel commento finale, è che la “questione meridionale” italiana, di primaria importanza per il governo USA, è passata in second’ordine nell’ultima campagna elettorale…

Reference ID Created Released Classification Origin
08NAPLES38 2008-06-06 17:05 2011-01-07 21:09 CONFIDENTIAL Consulate Naples

 

C O N F I D E N T I A LSIPDISSTATE PLEASE PASS TO ONDCP; TREASURY FOR OFAC

E.O. 12958: DECL: 6/6/2018

TAGS: PGOV KCRM ECON SNAR KCOR IT

SUBJECT: ORGANIZED CRIME III: CONFRONTING ORGANIZED CRIME IN SOUTHERN ITALY

REF: (A) NAPLES 36, (B) NAPLES 37 (C) 07 NAPLES 118

CLASSIFIED BY: J. PATRICK TRUHN, CONSUL GENERAL, AMCONGEN

NAPLES, STATE.

REASON: 1.4 (b), (d)

C O N F I D E N T I A LSIPDISSTATE PLEASE PASS TO ONDCP; TREASURY FOR OFAC

E.O. 12958: DECL: 6/6/2018

TAGS: PGOV KCRM ECON SNAR KCOR IT

OGGETTO: Criminalità organizzata III: contrasto alla criminalità organizzata nell’Italia meridionale

REF: (A) NAPLES 36, (B) NAPLES 37 (C) 07 NAPLES 118

CLASSIFIED BY: J. PATRICK TRUHN, CONSUL GENERAL, AMCONGEN

NAPLES, STATE.

REASON: 1.4 (b), (d)

¶1. (C) Summary: This is the third of a three-part series (see reftels A-B for parts I and II); this message offers views on how to combat organized crime in Italy. The USG has a significant stake in the fight against organized crime in Italy. The Italian crime syndicates help support terrorist groups in Colombia and Central Asia through drug trafficking; violate the intellectual property rights of American businesses and artists; buttress organized crime in the United States; pose potential public health risks to U.S. military and dependents stationed in southern Italy; and weaken an important ally. Law enforcement cooperation has led to many important arrests, particularly in Sicily, but could be strengthened. However, the apprehension of criminals is not enough. Trials need to be swifter and sentences tougher. The seizure of mob assets, not only in Southern Italy but in the North and in other countries, is another way to hit hard at these groups, and the economy needs to offer young people an honest alternative to crime. Education and awareness-raising among politicians, average citizens and students are essential elements to any successful strategy against organized crime. The Italian Catholic Church can also play a more prominent role, as a couple of brave clerics have demonstrated. We can also publicly support grassroots strategies to foster a societal rejection of organized crime. ConGen Naples strongly supports OFAC’s decision to add the ‘Ndrangheta to its Drug Kingpin list. End summary. ¶ 1. (C) Oggetto: Questo è il terzo di una serie in tre parti (vedi reftels AB per le parti I e II); questo messaggio offre scenari su come combattere la criminalità organizzata in Italia. Il governo degli USA ha una partecipazione significativa nella lotta contro la criminalità organizzata in Italia. Le organizzazioni criminali italiane contribuiscono a sostenere gruppi terroristici in Colombia e in Asia centrale attraverso il traffico di droga; violano i diritti di proprietà intellettuale delle imprese americane e artisti; sostengono la criminalità organizzata negli Stati Uniti; mettono potenzialmente a rischio di salute pubblica i militari statunitensi e i dipendenti di stanza nel sud Italia; e indeboliscono un alleato importante. La cooperazione con le forze dell’ordine ha portato a molti arresti importanti, soprattutto in Sicilia, ma potrebbe essere rafforzata. Tuttavia la cattura dei criminali non basta. Le prove devono essere più veloci e le pene più severe. Il sequestro dei beni della malavita, non solo nel Sud Italia, ma nel Nord e in altri paesi, è un altro modo per colpire duramente questi gruppi, e l’economia ha bisogno di offrire ai giovani un’alternativa onesta al crimine. Educazione e sensibilizzazione tra i politici, i cittadini e gli studenti medi sono elementi essenziali di qualsiasi strategia di successo contro la criminalità organizzata. La Chiesa cattolica italiana può svolgere un ruolo più importante, come hanno dimostrato un paio di coraggiosi preti. Possiamo anche pubblicamente sostenere strategie radicali per favorire un rifiuto sociale della criminalità organizzata. Il Console generale di Napoli sostiene con forza la decisione OFAC di aggiungere la ‘Ndrangheta alla lista Drug Kingpin. Fine riassunto.
¶2. (C) The first two cables in this three-part series were descriptive, explaining how organized crime is the greatest threat to economic growth in Southern Italy. This message is prescriptive, proposing a multi-faceted approach to more effectively combat organized crime in Italy. Specifically, we propose consideration of the following tactics as part of a multi-faceted approach by the USG:– Publicly acknowleding both the scope of Italy’s organized crime problem and USG support for Italian efforts to combat it.– The committing of greater resources to law enforcement cooperation with Italy.

— Fostering closer cooperation between Italian law enforcement officials and counterparts in other key countries.

— Conveying to the GOI the view that it has far too few anti-Mafia magistrates in Calabria, home to the country’s largest criminal organization.

— Pressing the GOI to root out corruption at its ports.

— Cooperating more closely with Italy’s Central Bank, and pressing other countries (e.g., Switzerland, Liechtenstein, Monaco) to cooperate more, in order to crack down on money laundering.

— Working with the GOI to improve a flawed judicial system. If organized crime is to be brought under control, sentences must be tougher, appeals limited, and the judicial process made more efficient. Convicted prisoners cannot be set free because judges failed to complete paperwork on time.

— Sharing the USG experience on penal institutions. One of Italy’s biggest problems is a lack of prisons, which means many of the accused are never jailed and many convicts are released far in advance of completing their sentences.

— Giving more visible support for grassroots efforts to fight organized crime (e.g., groups in Sicily that are leading a public rebellion against paying extortion).

— Helping raise public awareness about the deleterious effects of organized crime and how it has been dealt with in the United States.

— Enlisting the assistance of the Roman Catholic Church to be more outspoken against organized crime.

— Encouraging the GOI and EU to invest in infrastructure, particularly improvements to public security, in southern Italy and at the same time to tighten accountability for how this money is spent.

¶ 2. (C) I primi due dispacci di questa serie in tre parti erano solo descrittivi, e spiegano come la criminalità organizzata è la maggiore minaccia alla crescita economica nel Sud Italia. Questo messaggio fornisce prescrizioni, proponendo un approccio multi-sfaccettato per combattere più efficacemente la criminalità organizzata in Italia. In particolare, proponiamo di prendere in considerazione le seguenti tattiche come parte di un approccio multi-sfaccettato da parte del governo USA:
– Riconoscere pubblicamente sia la portata del problema della criminalità organizzata in Italia sia il sostegno del governo degli USA agli sforzi italiani per combatterlo.- Assegnare maggiori risorse alla cooperazione delle forze dell’ordine con l’Italia.- Favorire una più stretta collaborazione tra i funzionari di polizia italiani e le controparti in altri paesi chiave.

– Trasmettere al governo italiano l’opinione che ha troppo pochi magistrati anti-mafia in Calabria, luogo che ospita la più grande organizzazione criminale del paese.

– Premere sul governo italiano per sradicare la corruzione nei suoi porti.

– Cooperare più strettamente con la Banca (Centrale) d’Italia, e premere altri paesi (ad esempio, Svizzera, Liechtenstein, Principato di Monaco) a collaborare di più, al fine di reprimere il riciclaggio di denaro.

– Lavorare con il governo italiano per migliorare un sistema giudiziario viziato. Se la criminalità organizzata deve essere messa sotto controllo, le sentenze devono essere più severe, gli appelli limitati, e il processo giudiziario più efficiente. I condannati con sentenza definitiva non possono essere lasciato liberi perché i giudici non hanno completato in tempo la completa istruttoria .

– Condividere l’esperienza del governo USA sulle istituzioni penali. Uno dei maggiori problemi in Italia è la mancanza di carceri, il che significa che molti degli imputati non vengono mai arrestati e condannati e molti vengono rilasciati molto prima di terminare la loro pena.

– Dare un sostegno più visibile agli sforzi radicali  per combattere la criminalità organizzata (per esempio, gruppi siciliani che stanno conducendo una rivolta contro il pagamento dell’estorsione alla malavita).

– Aiutare a sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti deleteri della criminalità organizzata così come affrontato negli Stati Uniti.

– Assicurarsi l’aiuto della Chiesa Cattolica Romana ad essere più esplicita contro la criminalità organizzata.

– Incoraggiare il governo italiano e dell’UE ad investire in infrastrutture, in particolare nei miglioramenti alla sicurezza pubblica nel sud Italia e nello stesso tempo di controllare la contabilità su come questo denaro viene speso.

Why We Should Care——————¶3. (SBU) The USG can and should become more engaged for several key reasons:

— Drug trafficking by Italian mobs sends money to narcotraffickers (and thus indirectly to terrorist groups) in Colombia and Afghanistan, affecting U.S. national security.

— A 2005 FBI intelligence assessment reported that “Criminal interaction between Italian organized crime and Islamic extremist groups provides potential terrorists with access to funding and logistical support from criminal organizations with established smuggling routes and an entrenched presence in the United States.” In a public statement given on April 19, 2004, Italy’s national anti-Mafia prosecutor, Pierluigi Vigna, indicated a link between Islamic militant groups and the Camorra, stating that evidence existed implicating the Camorra in an exchange of weapons for drugs with Islamic terrorist groups.

— Counterfeiting and piracy of American-made products (particularly movies, music and software) directly impact U.S. economic interests.

— Ties between Italian and U.S. organized crime mutually reinforce these groups. The links between the Sicilian Cosa Nostra and the U.S. Mafia go back nearly a century, but the Camorra and ‘Ndrangheta also have affiliates in the United States, according to the FBI.

— Amcit residents (including thousands of Navy personnel and their families in Campania and Sicily) and tourists are affected by street crime and potentially by the Campania waste crisis (which result in large part from organized crime — see reftels) and illegal toxic dumping in the region.

— U.S. businesses that would like to invest in Southern Italy refrain from doing so because of concerns about organized crime.

— Organized crime weakens an important ally politically, economically and socially.

Perché dovremmo curarcene——————¶ 3. (SBU) Il governo degli USA può e deve diventare più impegnato per diversi motivi fondamentali:

– Il traffico di droga della malavita italiana invia denaro a narcotrafficanti (e quindi indirettamente a gruppi terroristici) in Colombia e in Afghanistan, stati che interessano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

– Una valutazione dell’FBI del 2005 ha riferito che “l’interazione penale tra criminalità organizzata italiana e gruppi islamici estremisti offre ai potenziali terroristi l’accesso al finanziamento e al supporto logistico da parte di organizzazioni criminali con stabili rotte di contrabbando e una presenza radicata negli Stati Uniti”. In una dichiarazione pubblica datata 19 aprile 2004, il procuratore nazionale italiano anti-mafia, Pierluigi Vigna, ha indicato un legame tra gruppi militanti islamici e la camorra, affermando che esistono le prove che coinvolgono la camorra in uno scambio armi – droga con gruppi terroristici islamici .

– La Contraffazione e la pirateria di prodotti di fabbricazione americana (in particolare film, musica e software) hanno un impatto diretto sugli interessi economici degli Stati Uniti.
– I rapporti tra le criminalità organizzate Italiane con quelle degli Stati Uniti rafforzano reciprocamente questi gruppi. I legami tra Cosa Nostra siciliana e la mafia statunitense risalgono a quasi un secolo, ma  secondo l’FBI la camorra e la ‘Ndrangheta hanno anche affiliate negli Stati Uniti.

– Residenti Amcit (tra cui migliaia di persone della Marina Militare e delle loro famiglie in Campania e Sicilia) e turisti sono colpiti dalla criminalità di strada e, potenzialmente, dalla crisi rifiuti in Campania (causato in gran parte dal crimine organizzato – vedere ref.tel.) e dallo scarico illegale di rifiuti tossici nella regione.

– Le imprese degli Stati Uniti che vorrebbero investire in Italia meridionale devono astenersi dal farlo a causa delle preoccupazioni verso la criminalità organizzata.

– La criminalità organizzata indebolisce un alleato importante sul piano politico, economico e sociale.

Why Law Enforcement Alone is Not Enough—————————————-¶4. (U) In its efforts to defeat organized crime, the Italian government has been most successful in Apulia, where the Sacra Corona Unita has been mostly dismantled, and Sicily, where a multi-faceted approach has led to the arrests of dozens of Cosa Nostra bosses, important seizures of mob assets, and a growing rebellion by business owners against the protection racket. Law enforcement has been one of the keys to progress in Sicily, where authorities cracked down following the 1992 mob assassinations of anti-Mafia prosecutors Giovanni Falcone and Paolo Borsellino. Wiretapping, plea-bargaining agreements, the strengthening of a witness protection program, and greater security for judges and prosecutors have resulted in the apprehension of hundreds of Mafia members and associates. The captures of top bosses Toto Riina in 1993, Bernardo Provenzano in 2006, and Salvatore Lo Piccolo in 2007 proved to be significant blows to an organization built on a pyramidal hierarchy. However, law enforcement successes have not been the only factor in Sicily’s progress against organized crime. Sicilian citizens’ efforts to reject the Mafia are finally getting traction. The Industrialists Confederation (Confindustria) has started expelling members who have paid protection money and not complained to police. At least two new anti-racket NGOs have been formed, one by consumers and one by business owners (more below). And even the Church, long considered complicit for not refusing to preside at lavish Mafia funerals, has seen a bishop forced to seek police protection for just that. Perché l’applicazione della legge da sola non basta—————————————-¶ 4. (U) Nei suoi sforzi per sconfiggere la criminalità organizzata, il Governo italiano ha avuto più successo in Puglia, dove la Sacra Corona Unita è stata in gran parte smantellata, e la Sicilia, dove un approccio multi-sfaccettato ha portato all’arresto di decine di boss di Cosa Nostra, ai sequestri di beni importanti della malavita, e ad una crescente ribellione degli imprenditori contro il racket della protezione. Le forze dell’ordine sono state una delle chiavi del progresso in Sicilia, dove le autorità hanno fatto un giro di vite dopo gli omicidi di mafia anti-mafia dei magistrati anti-mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino del 1992. Intercettazioni,  accordi con i pentiti, rafforzamento di un programma di protezione dei testimoni, e maggiore sicurezza verso i giudici e i pubblici ministeri hanno portato alla cattura di centinaia di mafiosi e collaboratori. La cattura del capo dei boss Totò Riina nel 1993, di Bernardo Provenzano nel 2006 e di Salvatore Lo Piccolo nel 2007 si sono rivelati colpi significativi ad un’organizzazione costruita su una gerarchia piramidale. Tuttavia i successi delle forze dell’ordine non sono state l’unico fattore nel progresso della Sicilia contro la criminalità organizzata. Gli sforzi dei cittadini siciliani di respingere la mafia stanno finalmente avendo sèguito. La Confederazione degli Industriali (Confindustria) ha iniziato ad espellere i membri che hanno pagato il pizzo e non lo hanno denunciato alla polizia. Si sono formate almeno due nuove ONG anti-racket, una da parte dei consumatori e una degli imprenditori (più sotto). E anche la Chiesa, a lungo considerata complice per non aver rifiutato di presiedere sontuosi funerali della mafia, ha visto proprio per questo un vescovo costretto a cercare la protezione della polizia.
¶5. (C) The situation is starkly different in Campania and Calabria. Because the Camorra in Campania is not one organization, but a multitude of armed gangs, there is no one boss whose capture could cause a significant blow to organized crime in the region. The war on the ‘Ndrangheta in Calabria has been even more difficult. With members recruited on the basis of family ties, the ‘Ndrangheta is virtually impervious to police infiltration. “Every cell is composed of people who belong to family, and this is why there are no justice collaborators,” according to Nicola Gratteri, Calabria’s senior anti-Mafia prosecutor, who adds that only 42 turncoats have come from the ‘Ndrangheta, compared with 700 to 1,000 from the Cosa Nostra and 2,000 from the Camorra. It would be difficult to completely duplicate the Sicilian strategy in Campania and Calabria, but what is clear is that relying merely on arrests is not enough. As another anti-Mafia prosecutor, Catania-based Giuseppe Gennaro, told us, “You can apprehend mobsters, but most are released within five years.” ¶ 5. (C) La situazione è completamente differente in Campania e in Calabria. Poiché la camorra in Campania non è una organizzazione, ma una moltitudine di bande armate, non c’è un capo la cui cattura potrebbe causare un significativo colpo alla criminalità organizzata nella regione. La guerra alla ‘Ndrangheta in Calabria è stata ancora più difficile. Poiché i membri sono assunti sulla base di legami familiari, la ‘Ndrangheta è praticamente insensibile all’infiltrazione della polizia. “Ogni cellula è composta da persone che appartengono alla famiglia, ed è per questo che non ci sono collaboratori di giustizia”, secondo Nicola Gratteri, procuratore senior Calabria anti-mafia, il quale aggiunge che solo 42 pentiti sono venuti dalla ‘Ndrangheta, a fronte di 700/1000 da Cosa Nostra e 2000 alla camorra. La strategia applicata in Sicilia sarebbe difficile da duplicare completamente in Campania e in Calabria, ma quello che è chiaro è che non è sufficiente contare solo sugli arresti. Come ci ha detto un altro procuratore anti-mafia, con sede a Catania, Giuseppe Gennaro, “Tu puoi arrestare i mafiosi, ma la maggior parte di loro sono rilasciati entro cinque anni”.
¶6. (C) Law enforcement alone, however, cannot solve Italy’s organized crime problem. Apulia’s success in dismantling Santa Corona Unita was certainly facilitated by economic development which offered its citizens an honest alternative; it is southern Italy’s principal economic success story (ref C). Cosenza sociology professor Giap Parini explained to us that any overall strategy must include political, economic, and socio-cultural components in addition to law enforcement elements. Banco di Napoli President Antonio Nucci told the CG that “the police can lock up all the people they want, but it won’t be enough if crime is the only job that pays.” ¶ 6. (C) Le forze dell’ordine da sole, tuttavia, non possono risolvere il problema della criminalità organizzata in Italia. successo della demolizione in Puglia della Sacra Corona Unita è stato certamente facilitato da uno sviluppo economico che ha offerto ai suoi cittadini un’alternativa onesta; è la storia del maggiore successo economico del sud Italia (Rif. C). Il professore Giap Parini della facoltà di sociologia dell’università di Cosenza ci ha spiegato che qualsiasi strategia globale deve includere componenti politiche, economiche e socio-culturali oltre che elementi di polizia. Il Presidente del Banco di Napoli Antonio Nucci ha detto al Console generale che “la polizia può fermare tutte le persone che vuole, ma ciò non sarà sufficiente se la criminalità è l’unico lavoro che paga”.
¶7. (SBU) A multi-faceted approach must necessarily include components designed to change public attitudes towards organized crime. Ivan Lo Bello, the President of the Sicilian Industrialists Confederation, told us in December 2007 that the first step is to “reject the fatalist perspective that things cannot change. To defeat the Mafia, you need society to band together. Sanction by society hurts more than sanction by the state. Gaining greater consensus is the solution, not bringing in the army.” With this in mind, the prescription must include education and awareness-raising, and support for grassroots organizations that are standing up to the criminals. ¶ 7. (SBU) Un approccio multi-sfaccettato deve necessariamente includere componenti destinate a cambiare l’atteggiamento della gente nei confronti del crimine organizzato. Ivan Lo Bello, presidente della Confederazione degli Industriali siciliani, ci ha detto nel dicembre 2007 che il primo passo è quello di rifiutare “la prospettiva fatalista che le cose non possono cambiare. Per sconfiggere la mafia, è necessario che la società si unisca. Una sanzione da parte della società fa più male di una sanzione da parte dello Stato. La soluzione è ottenere un consenso maggiore, non portare l’esercito”. Con questo in mente, la prescrizione deve includere l’educazione e la sensibilizzazione ed il sostegno alle organizzazioni di base che si ribellano ai criminali.
Law Enforcement Approaches————————–¶8. (C) As noted above, law enforcement successes have been one of the keys to the progress in Sicily. A February 2008 joint U.S.-Italian sting, called “Operation Old Bridge,” resulted in the arrests of over 80 suspects in the United States and over 30 in Sicily, and exposed attempts by the Cosa Nostra to reestablish ties with New York’s Gambino family that would have increased drug trafficking to Italy. Ironically, there are significantly more anti-Mafia prosecutors and magistrates in Sicily and Campania than in Calabria, where the largest and most dangerous mob, the ‘Ndrangheta, is based. The USG should consider:

— Greater cooperation with Italian authorities (on the order of “Old Bridge”), committing more resources and intelligence-sharing to fighting the Camorra and the ‘Ndrangheta; we could also foster much closer cooperation between Italian authorities and their counterparts in Colombia, Albania, Bulgaria, Turkey, Nigeria, Afghanistan and elsewhere. At least two prosecutors have complained to us about the ineffectiveness of authorities in Spain to combat drug trafficking by Italian and Spanish organized crime groups. (Comment: DEA, by contrast, has found Spain to be an outstanding partner in international drug investigations. The issue may be one of poor cooperation, rather than any lack of dedication or competence on either side. End comment.)

— The need to impress on Italian authorities that far more law enforcement resources are needed in Calabria, including dramatically increased numbers of anti-Mafia judges and prosecutors.

— Pressing Italian authorities to root out corruption at Italy’s ports. There are USG Container Security Initiative officials present at some ports, but they are focused on containers destined for the United States. Having seen the tight security at Calabria’s Gioia Tauro port (ref A), ConGen Naples believes that the reported in-flow of narcotics there can only be done with the assistance and complicity of corrupt personnel.

Approcci delle forze dell’ordine————————–¶ 8. (C) Come sopra indicato, i successi delle forze dell’ordine sono stati una delle chiavi per il progresso della Sicilia. A febbraio 2008 un operazione congiunta italo-USA denominata “Operazione Old Bridge” ha portato agli arresti di oltre 80 indagati negli Stati Uniti e oltre 30 in Sicilia e ha messo in evidenza i tentativi da parte di Cosa Nostra di ristabilire i legami con la famiglia Gambino di New York che avrebbe aumentato il traffico di droga in Italia. Ironia della sorte, ci sono molto più procuratori e anti-mafia e magistrati in Sicilia e in  Campania che in Calabria, dove ha sede l’organizzazione più grande e più pericolosa, la ‘Ndrangheta. Il governo degli USA dovrebbe considerare:

– Maggiore cooperazione con le autorità italiane (del tipo “Old Bridge”), impegnando più risorse e condividendo i servizi segreti per combattere la camorra e la ‘Ndrangheta; si potrebbe anche favorire una cooperazione molto più stretta tra le autorità italiane e le loro controparti in Colombia, Albania, Bulgaria, Turchia, Nigeria, Afghanistan e altrove. Almeno due pubblici ministeri si sono lamentati con noi circa l’inefficacia delle autorità spagnole nel combattere il traffico di droga da parte di gruppi della criminalità organizzata italiana e spagnola. (Commento: DEA, al contrario, ha trovato che la Spagna sia un partner fondamentale nelle indagini internazionali di droga; Il problema potrebbe essere dovuto a scarsa cooperazione, piuttosto che ad una mancanza di impegno o di competenza su entrambi i lati. Fine commento…)

– La necessità di convincere le autorità italiane che sono necessarie molte più risorse delle forze dell’ordine in Calabria, incluso il forte aumento del numero di magistrati anti-mafia e di pubblici ministeri.

– Pressare le autorità italiane a sradicare la corruzione nei porti d’Italia. Sono presenti in alcuni porti funzionari governativi della Container Security Initiative, ma sono concentrati sui container destinati agli Stati Uniti. Dopo aver visto le misure di sicurezza nel porto calabrese di Gioia Tauro (Rif. A), il Console generale di  Napoli ritiene che il segnalato flusso in ingresso di sostanze stupefacenti non può essere garantito solo con l’aiuto e la complicità di personale corrotto.

Financial and Economic Strategies———————————-¶9. (C) Anti-Mafia prosecutor Gennaro believes that seizure of assets is a much more important weapon than arrests. “To defeat the Mafia, you have to attack their profits and investments,” he told us in Catania, Sicily in January 2008. Gennaro expressed frustration over the discovery that many banks in Italy do not report suspicious transactions to the Central Bank. It has also been very difficult for Italian authorities to obtain information from banking authorities in Switzerland, Liechtenstein and Monaco, where Mafia members stash away their earnings in secret accounts. In February 2008, the Treasury Police in Sicily confiscated mob assets with an estimated worth of nearly 309 million euros (USD 487 million) — “a tremendous blow,” according to then-Interior Minister Giuliano Amato, one that could lead to “a crisis for the entire organization.” Unfortunately, confiscations of this sort happen much less frequently in Campania and Calabria, let alone in northern Italy, where much of the money laundering takes place. The USG should consider:

— Working more closely with Italy’s Central Bank and Fiscal Police, perhaps via greater sharing of intelligence and information obtained from investigations, to identify organized crime assets and ensure that they are frozen or confiscated.

— Adding all three major Italian mobs to the Office of Foreign Assets Control’s Drug Kingpin list. OFAC has included the ‘Ndrangheta on the Tier One list, which could eventually lead to sanctions on companies dealing with the organization and front companies that launder money. The ‘Ndrangheta is by all accounts one of Western Europe’s biggest drug trafficking groups, but the Cosa Nostra and Camorra are also heavily engaged in the narcotics trade.

— Reinforcing and re-orienting existing programs such as the Partnership for Growth, to increase economic growth, which will create more well-paying alternatives to organized crime.

Strategie finanziarie ed economiche———————————-¶ 9. (C) Il procuratore Anti-mafia Gennaro ritiene che il sequestro dei beni è un’arma molto più importante degli arresti. “Per sconfiggere la mafia, devi attaccare i loro profitti e investimenti”, ci ha detto a Catania, in Sicilia, nel gennaio 2008. Gennaro ha espresso frustrazione per la scoperta che molte banche in Italia non segnala le operazioni sospette alla Banca Centrale. E’ anche molto difficile per le autorità italiane ottenere informazioni dalle autorità bancarie in Svizzera, Liechtenstein e Monaco, dove i membri della Mafia mettono da parte i loro redditi in conti segreti. Nel febbraio 2008 la Guardia di Finanza in Sicilia ha confiscati beni di mafia per un patrimonio stimato in quasi 309 milioni di € (USD 487 milioni) – “un colpo durissimo”, secondo l’allora ministro dell’Interno, Giuliano Amato, che potrebbe portare ad “un crisi per l’intera organizzazione “. Purtroppo, confische di questo tipo ci sono state molto meno frequentemente in Campania e Calabria, e tanto meno nel nord Italia, dove si svolge gran parte del riciclaggio di denaro. Il governo degli USA dovrebbe considerare di:

– Lavorare più a stretto contatto con la Banca d’Italia e la Guardia di Finanza, eventualmente tramite una maggiore condivisione delle informazioni e dei dati ricavati dalle indagini, per identificare le attività della criminalità organizzata e assicurare che queste siano congelate o confiscate.

– Aggiungere tutte e tre le principali organizzazioni malavitose italiane presso alla lista Drug Kingpin dell’Office of Foreign Assets Control. OFAC ha inserito la ‘Ndrangheta nella lista di primo livello, il che potrebbe condurre a sanzioni alle imprese che hanno a che fare con l’organizzazione e fronteggiare le società che riciclano il denaro sporco. La ‘Ndrangheta è per tutti gli analisti uno dei più grandi gruppi trafficanti droga dell’Europa occidentale, ma Cosa Nostra e la Camorra sono anche fortemente impegnate nel commercio di stupefacenti.

– Rafforzare e ri-orientare i programmi esistenti, come il partenariato per la crescita, allo scopo di aumentare la crescita economica, che creerà alternative più ben pagate alla criminalità organizzata.

Judicial Weapons—————–¶10. (C) In February 2008, the son of Cosa Nostra boss Toto Riina was released from jail under a law that frees those who have been held for five years without a trial, and a prosecutor was recently skewered by the press for allowing several Mafia cases to expire (resulting in the release of suspects). Naples-based former Senator Lorenzo Diana, an organized crime expert, believes that the Italian justice system needs quicker trials and stiffer sentences. And Gratteri (the top anti-Mafia prosecutor in Calabria) contends that, in order to bring down the ‘Ndrangheta, new legislation is needed. “We have no laws that are proportional to the force of the ‘Ndrangheta,” he told us, echoing Gennaro’s lament that well-behaved convicts can leave prison after five years. “I would like … [them] not to be released before 30 years.” Diana also believes the system that conducts background checks on those bidding on government contracts is not working. Unfortunately, the country’s politicians are not focused on these issues, as was clear from the March-April 2008 election campaign in which organized crime was barely mentioned. Strengthening the efficiency of the judiciary and its ability to impose stronger sentences should be a priority for the next parliament. Furthermore, Italy must improve civil and criminal courts to enforce commercial contracts, consumer protections, criminal law, health and safety standards, building codes, and general quality-of-life standards. As long as the court systems are dysfunctional, it will be impossible to reduce organized crime to a manageable level. Armi Giudiziarie—————–¶ 10. (C) Nel febbraio 2008, il figlio del boss di Cosa Nostra Totò Riina è stato rilasciato dal carcere con una legge che libera coloro che sono stati detenuti per cinque anni senza un processo, e un pubblico ministero è stato recentemente infilzato dalla stampa per aver permesso molti casi Mafia alla scadenza (con conseguente rilascio dei sospetti). Napoli-based ex senatore Lorenzo Diana, esperto di criminalità organizzata, ritiene che il sistema giudiziario italiano ha bisogno velocemente processi e condanne più rigido. E Gratteri (il procuratore anti-mafia in alto in Calabria) sostiene che, al fine di abbattere la ‘ndrangheta, la nuova legislazione è necessaria. “Non abbiamo leggi che sono proporzionali alla forza della ‘ndrangheta,” ci ha detto, facendo eco lamento di Gennaro che ben educati detenuti possono uscire dal carcere dopo cinque anni. “Vorrei … [loro] di non essere rilasciato prima di 30 anni”. Diana crede inoltre che il sistema che esegue i controlli di fondo su tali offerte per contratti con il governo non funziona. Purtroppo, i politici del paese non sono concentrati su questi temi, come è stato chiaramente dalla campagna elettorale del 2008 a marzo-aprile in cui la criminalità organizzata è stato appena menzionato. Rafforzare l’efficienza del sistema giudiziario e la sua capacità di imporre pene più forte dovrebbe essere una priorità per la prossima legislatura. Inoltre, l’Italia deve migliorare tribunali civili e penali per far rispettare i contratti commerciali, tutela dei consumatori, diritto penale, la salute e gli standard di sicurezza, i codici edilizi e generali di qualità degli standard di vita. Finché i sistemi giudiziari sono disfunzionali, sarà impossibile ridurre la criminalità organizzata a un livello gestibile.
¶11. (C) We may also want to consider sharing with the GOI the U.S. experience in construction, management and privatization of prisons. One of the most serious issues facing Italian law enforcement is the lack of prisons. At the end of 2007, according to the Justice Ministry, Italian jails held 113 inmates for every 100 beds. In 2006, the GOI granted early release to several thousand convicts in an effort to alleviate the overcrowding; MOJ statistics show the recividism rate to be 31 percent. A Carabinieri colonel complained to the CG in April 2008 that police are frustrated by their inability to keep accused or suspected mobsters in jail because of the lack of cells. ¶ 11. (C) Si può anche prendere in considerazione di condividere con il governo italiano l’esperienza degli Stati Uniti nella costruzione, gestione e privatizzazione delle carceri. Uno dei problemi più gravi dell’applicazione della legge italiana è la mancanza di carceri. Alla fine del 2007, secondo il Ministero di Giustizia, nelle carceri italiane erano reclusi 113 detenuti ogni 100 posti letto. Nel 2006, il governo italiano ha concesso l’indulto a diverse migliaia di detenuti, nel tentativo di alleviare il sovraffollamento; le statistiche MOJ mostrano l’aliquota dei recidivi al 31 per cento. Nell’aprile del 2008 un colonnello dei Carabinieri ha denunciato al Console Generale che le forse dell’ordine sono frustrate dalla loro incapacità di tenere in carcere i mafiosi accusati o sospettati a causa della mancanza di celle.
Support for Grassroots Change—————————-¶12. (C) Lo Bello, the President of the Sicilian Confindustria, took the bold step in September 2007 of instituting a policy (adopted by unanimous vote) of expelling members who have paid protection money to the Mafia and not complained to police. Since that time, around 35 members have been asked to leave the Confederation. This courageous move has been praised by business owners, the media and political leaders. Lo Bello told us in January 2008 that “The time has come [for Sicily] to move from an archaic, feudal past to modernity.” When we met with them in late 2007, the Calabrian Industrialists were much more timid, looking over their backs before telling us that the time is not right for business owners to take a public stand against extortion there. (In June 2006, one of the founders of the Calabria anti-racket association, Fedele Scarcella, was brutally assassinated; his charred corpse was discovered in his burned car in what authorities described as “very probably a Mafia homicide.”) Nonetheless, the media reported in March 2008 on talks between the two regions’ Industrialists Confederations on collaborating against organized crime. Lo Bello was quoted as declaring, “It may seem simple, but what has happened has changed the framework of the entire region: the idea that the fight against the Mafia cannot be delegated only to the State, but needs to include an assumption of responsibility on the part of Southern Italian society: in this case, the world of entrepreneurship.” Also in March, the Industrialists Confederation in Caserta (Campania) took initial steps toward a similar policy, drawing praise from the anti-Mafia prosecutor. Lo Bello hopes to enlist other business and trade associations to adopt similar rules. Unfortunately, most Sicilian business owners are still unwilling to complain about extortion. In May 2008, a prominent businessman, Vincenzo Conticello, who has refused to pay protection money for his Palermo focaccia restaurant, told the CG that he had heard (probably from his police escort) that of 170 companies named in the accounting books of apprehended Mafia boss Salvatore Lo Piccolo, only three have owned up to it, while the others claim the accounts are in error. Il sostegno al radicale cambiamento—————————-¶ 12. (C) Lo Bello, presidente della Confindustria siciliana, ha fatto un passo coraggioso nel settembre 2007 istituendo la politica (approvato con voto unanime) di espellere i membri che hanno pagato il pizzo alla mafia e non lo hanno denunciato alla polizia. Da quel momento, a circa 35 membri è stato chiesto di lasciare la Confederazione. Questa mossa coraggiosa è stato elogiata dagli imprenditori,dai media e dai leader politici. Nel gennaio 2008 Lo Bello ci ha detto che “è arrivato il momento [per la Sicilia] di spostarsi da un arcaico passato feudale alla modernità.” Quando ci siamo incontrati con loro a fine 2007, gli industriali calabresi erano molto più timidi, guardandosi dietro le spalle prima di dirci che non è il momento giusto per gli imprenditori per prendere lì una posizione pubblica contro l’estorsione (nel giugno 2006, uno dei fondatori dell’associazione anti-racket Calabria, Fedele Scarcella, venne brutalmente assassinato, ed il suo cadavere carbonizzato venne scoperto nella sua auto bruciata in quello che le autorità hanno descritto come ” un omicidio molto probabilmente mafioso.”) Ciò nonostante, i media hanno riportato nel marzo 2008 i colloqui tra le Confederazioni degli industriali delle due regioni per collaborare contro il crimine organizzato. Lo Bello è stato citato per aver dichiarato: “Può sembrare semplice, ma quello che è successo ha cambiato il quadro di tutta la regione: l’idea che la lotta alla mafia non può essere delegata solo allo Stato, ma deve includere una assunzione di responsabilità da parte della società meridionale italiana; in questo caso, dal mondo dell’imprenditoria “. Sempre a marzo, la Confederazione degli Industriali di Caserta (Campania) ha avviato i primi passi verso una politica simile, ricevendo elogi da parte del procuratore anti-mafia. Lo Bello spera di arruolare altre imprese e associazioni di categoria ad adottare regole analoghe. Purtroppo, la maggior parte dei titolari di aziende siciliane sono ancora riluttanti a lamentarsi dell’estorsione. Nel maggio del 2008 un importante uomo d’affari, Vincenzo Conticello, che ha rifiutato di pagare il pizzo per il suo ristorante pizzeria di Palermo, ha detto al CG che aveva sentito (probabilmente dalla sua scorta di polizia) che 170 imprese erano registrate nei libri contabili del boss della mafia arrestato Salvatore Lo Piccolo, solo tre sono di sua proprietà, mentre gli altri sostengono che i conti sono errati.
¶13. (SBU) Sicilian businesses, emboldened by the arrests of top Mafia bosses, are openly defying the Mafia by signing on with a grassroots organization called “Addiopizzo” (Goodbye “Pizzo,” the Italian word for extortion payments), which brings together businesses in Palermo that are resisting extortion. The campaign was launched in 2004 by a group of youths thinking of opening a pub. They started off by plastering Palermo with anti-pizzo fliers, reading “AN ENTIRE PEOPLE THAT PAYS THE PIZZO IS A PEOPLE WITHOUT DIGNITY,” and eventually brought their campaign online where it struck a chord with Sicilians fed up with Mafia bullying. The rebellion has since spread to other strongholds of the most ruthless Mafia clans, including places such as Gela, an industrial coastal town, where some 80 business owners in recent months have denounced extortion attempts. This is a dramatic turn since the early 1990’s, when a Gela merchant who denounced extortion was slain by the Mafia, and a Gela car dealer, whose showroom was repeatedly torched, had to move his family and change his name after he testified in court. “Addiopizzo” has recently launched a supermarket selling products certified as being “pizzo” free, and maintains a public list on the internet of businesses rejecting extortion. Another NGO was launched last November by forty Sicilian business owners to assist entrepreneurs who refuse to pay extortion money. The group is called “Libero Futuro,” which translates “Free Future,” but also pays homage to Libero Grassi, a Sicilian businessman who was murdered in 1991 for refusing to pay protection money. In response to the organization’s founding, Palermo mayor Diego Cammarata promised 50,000 euros to assist merchants who have been victims of extortion. “This rebellion goes to the heart of the Mafia,” says Palermo prosecutor Maurizio De Lucia, who has investigated extortion cases for years. “If it works, we will have a great advantage in the fight against the Mafia.” ¶ 13. (SBU) Le imprese siciliane, incoraggiate dagli arresti dei principali boss mafiosi, stanno apertamente sfidando la mafia iscrivendosi ad una organizzazione di base denominata “Addiopizzo” (“Goodbye Pizzo”, la parola italiana per i pagamenti con estorsione), che riunisce le imprese di Palermo che resistono all’estorsione. La campagna è stata lanciata nel 2004 da un gruppo di giovani pensando di aprire un pub. Hanno cominciato affiggendo a Palermo volantini anti-pizzo, con il testo “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, e alla fine hanno portato online la loro campagna dove si spezza una corda con i siciliani stufi del bullismo della mafia. La ribellione si è poi diffusa alle roccaforti dei clan più spietati della mafia, tra cui luoghi come Gela, una città industriale costiera, dove circa 80 titolari di aziende negli ultimi mesi hanno denunciato tentativi di estorsione. Questa è una svolta drammatica fin dai primi anni del 1990, quando un commerciante di Gela che denunciò l’estorsione venne ucciso dalla mafia, e un rivenditore di auto di Gela, il cui showroom venne più volte bruciato, dopo aver testimoniato in tribunale si dovette trasferire con la sua famiglia e cambiare nome. “Addiopizzo” ha recentemente lanciato un supermercato che vende prodotti certificati “pizzo” free, e mantiene un elenco pubblico su internet delle imprese che rigettano estorsione. Un’altra ONG è stato lanciata nel novembre scorso da quaranta imprenditori siciliani per assistere gli imprenditori che rifiutano di pagare il denaro dell’estorsione. Il gruppo si chiama “Libero Futuro”, che si traduce “Free Future”, ma rende anche omaggio a Libero Grassi, imprenditore siciliano che è stato assassinato nel 1991 per essersi rifiutato di pagare il pizzo. In risposta alla fondazione dell’organizzazione, il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha promesso 50.000 € per aiutare i commercianti che sono stati vittime di estorsione. “Questa ribellione va al cuore della mafia”, dice procuratore di Palermo Maurizio De Lucia, che ha studiato per anni i casi di estorsione. “Se funziona, avremo un grande vantaggio nella lotta contro la mafia”.
¶14. (SBU) For authorities battling the ‘Ndrangheta, a welcome ally has been “Ammazzateci Tutti,” (“Kill Us All”) formed three years ago by fed-up young people in the wake of the mob assassination of Calabria regional Vice President Fortugno. In a recent news interview, Bruno Marino, a student whose father was killed by the ‘Ndrangheta, likened the ‘Ndrangheta to “an octopus that tries to control everything and to kill all of the fish.” Since its founding, Ammazzateci Tutti has held regular demonstrations designed to pressure the Italian state into taking action against the ‘Ndrangheta. In February 2007, a protest in Reggio Calabria drew thousands into the streets. Later in the year, the group staged regular protests against the government’s pending transfer of Luigi De Magistris, an anti-Mafia prosecutor investigating links between politicians and the ‘Ndrangheta. “Ammazzateci Tutti is a message that expresses both hope and challenge to the ‘Ndrangheta, saying, ‘See if you have enough lead to kill us all,’ ” according to Aldo Pecora, a law student and spokesman for the group. “It is also a challenge to normal people to rebel against the the ‘Ndrangheta.” These groups are having an impact, but they remain fledgling organizations with little official backing. The USG can lend public support to these groups (a member of Addiopizzo, for example, was selected for the State Department’s International Visitor program.) ¶ 14. (SBU) Per le autorità che combattono la ‘Ndrangheta, un benvenuto alleato è stato “Ammazzateci Tutti” (“Kill Us All”), formatosi tre anni fa da giovani sfiduciati dopo l’assassinio del Vice Presidente Regionale della Calabria Fortugno . In una recente intervista, Bruno Marino, uno studente il cui padre è stato ucciso dalla ‘Ndrangheta, ha paragonato la ‘Ndrangheta ad “una piovra che cerca di controllare tutto e che uccide tutti i pesci”. Fin dalla sua fondazione Ammazzateci Tutti ha organizzato manifestazioni volte a spingere lo Stato italiano a prendere misure contro la ‘Ndrangheta. Nel febbraio 2007 una manifestazione di protesta a Reggio Calabria ha attirato migliaia di persone nelle strade. Più tardi nel corso dell’anno il gruppo ha organizzato proteste contro il trasferimento deciso dal governo di Luigi De Magistris, il procuratore anti-mafia che indagava i legami tra i politici e la ‘Ndrangheta. Secondo Aldo Pecora, uno studente di legge e portavoce del gruppo, “Ammazzateci Tutti” è un messaggio che esprime sia la speranza che la sfida alla ‘Ndrangheta, dicendo:’ Vediamo se hanno abbastanza potere da ucciderci tutti”. “E ‘anche una sfida per le persone normali a ribellarsi contro la ‘Ndrangheta”. Questi gruppi stanno avendo un impatto, ma rimangono organizzazioni alle prime armi con poco appoggio ufficiale. Il governo degli USA può fornire un sostegno pubblico a questi gruppi (un membro di Addiopizzo, ad esempio, è stato selezionato come Visitatore per il programma del Dipartimento di Stato International).
Education and Public Awareness——————————¶15. (SBU) Many of our interlocutors believe that the long-term solution to organized crime is education. This means breaking the pervasive culture of organized crime which controls societies through power and fear. It means destroying the glamorous image that young people have of Mafia bosses and more openly and directly supporting those who defy the Mafia. It means getting consumers to realize that the prices of a bottle of olive oil, a jar of tomato sauce, a bottle of wine — the staples of Italian life — have been inflated by organized crime, or that the products themselves have been adulterated by the same sources. It also means breaking the culture of illegality that is so rampant in Southern Italy but also felt countrywide; that is, the blatant disregard for the law by average citizens and the lack of a sense of civic responsibility. Naples Chief Prosecutor GianDomenico Lepore told the CG — while lighting a cigar in a no-smoking office to underscore his point — that Neapolitans have something “in their DNA” that causes them to react to any law by breaking it. Campania Carabinieri General Franco Mottola told the CG that the Camorra exploits a general atmosphere of delinquency in Naples. He suggested the change needed to start in the schools, but added that first teacher training would be required (“they can’t teach what they don’t know”). We could perhaps encourage the Italian government to make greater outreach efforts in poor neighborhoods, and to offer alternatives to a life of crime for young people. There is a conspicuous lack of a visible police presence throughout Naples, and there have been countless cases of Neapolitans protecting criminals from police trying to apprehend them. Educazione e sensibilizzazione del pubblico——————————¶ 15. (SBU) Molti dei nostri interlocutori ritengono che la soluzione a lungo termine per sconfiggere la criminalità organizzata sia l’istruzione. Ciò significa rompere la cultura dilagante della criminalità organizzata che controlla le società attraverso il potere e la paura. Ciò significa distruggere l’immagine glamour che i giovani hanno dei boss mafiosi e più apertamente e direttamente a sostegno di coloro che sfidano la mafia. Significa chiedere ai consumatori di rendersi conto che i prezzi di una bottiglia di olio d’oliva, un vasetto di salsa di pomodoro, una bottiglia di vino – gli alimenti principali della vita italiana – sono stati gonfiati dalla criminalità organizzata, o che i prodotti stessi sono stati adulterati dall’origine. Significa anche rompere la cultura dell’illegalità che è così dilagante nel Sud Italia, ma che è anche sentita a livello nazionale, ossia il palese disprezzo della legge da parte dei cittadini medi e la mancanza di un senso di responsabilità civica. Il procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore ha detto al CG – mentre si accendeva il sigaro in un ufficio con divieto di fumare per sottolinearne il punto – che i napoletani hanno qualcosa “nel loro DNA” che li induce a reagire a qualsiasi legge, rompendola. Il generale dei Carabinieri della Campania Franco Mottola ha detto al CG che la camorra sfrutta a Napoli una generale atmosfera di delinquenza. Egli ha suggerito il cambiamento deve partire nelle scuole, ma ha aggiunto che prima sarebbe necessaria la formazione degli insegnanti (“non possono insegnare quello che non sanno”). Potremmo forse incoraggiare il governo italiano a fare maggiori sforzi nei quartieri poveri, e ad offrire ai giovani alternative ad una vita di reati. Vi è una mancanza evidente di presenza dellel forze dell’ordine visibile in tutta Napoli, e ci sono stati innumerevoli casi di napoletani che proteggevano i criminali dalla polizia che cercava di fermarli.
¶16. (U) Instead of Mafia dons, those fighting them need to be regarded as the real role models. Roberto Saviano, whose book “Gomorrah” was an international best-seller in 2007, may be well on his way. He appears regularly in print and broadcast media as not just an authority on the mob, but more importantly as a  moral compass for those willing to listen. The film version, released in May 2008, will probably have an even bigger impact, as it underscores the Camorra’s influence in toxic waste dumping and features hip young actors and a score by popular musicians. Saviano’s book and the film (for which he wrote the screenplay) are also keys to convincing Italians that organized crime is not just a southern problem, but an Italian problem. When asked how the USG could best assist in the fight against organized crime beyond law enforcement cooperation, Saviano told the CG in April 2008, “Just talking about it, you give the issue a credibility that the rest of the world, including the Italians, cannot ignore.” ¶ 16. (U) Al posto dei don mafiosi, coloro che li combattono devono essere considerati come i veri modelli. Roberto Saviano, il cui libro “Gomorra” è stato nel 2007 un best-seller internazionale, potrebbe essere sulla buona strada. Appare regolarmente nella stampa e sui media radiotelevisivi non solo come un’autorità nel campo della mafia, ma soprattutto come una bussola morale per coloro che sono disposti ad ascoltare. La versione cinematografica del libro, uscita nel maggio 2008, avrà probabilmente un impatto ancora maggiore, dato che sottolinea l’influenza della camorra nello smaltimento di rifiuti tossici e utilizza giovani attori “hip” e una ventina di musicisti popolari. Il libro di Saviano ed il film (di cui ha egli scritto la sceneggiatura) sono anche le chiavi per convincere gli italiani che la criminalità organizzata non è solo un problema meridionale, ma un problema italiano. Alla domanda su come il governo degli USA potrebbe meglio contribuire alla lotta contro la criminalità organizzata oltre alla cooperazione con le forze dell’ordine, Saviano ha detto al CG nel mese di aprile 2008, “Appena ne parlate, darete all’argomento una credibilità che il resto del mondo, tra cui gli italiani, non potrà ignorare”.
The Role of the Church———————–¶17. (C) The Italian Catholic Church has often come under fire for not taking a stronger public stance against organized crime. One of the few priests who have, Father Luigi Merola, is now under police escort after working against the Camorra in the poor Naples neighborhood of Forcella. In February 2008, he inaugurated a foundation for at-risk youth in the confiscated villa of a former Camorra boss. ConGen Naples and local U.S. Navy personnel are lending their support to the foundation by volunteering to teach English, build sports facilities and coach the kids who participate in the foundation’s programs, which are designed to offer the kids an alternative to crime. Another Church official, Bishop Michele Pennisi of Piazza Armerina in Sicily, is also under police escort after refusing to preside over funerals of mafiosi. We may want to consider seeking greater Church cooperation against organized crime, perhaps through channels at the Holy See or with Italian Church leaders. ll ruolo della Chiesa———————–¶ 17. (C) La Chiesa cattolica italiana è stata spesso sotto accusa per non aver preso una posizione pubblica più decisa contro la criminalità organizzata. Uno dei pochi sacerdoti che hanno, don Luigi Merola, è ora sotto scorta della polizia, dopo aver lavorato contro la camorra nel quartiere povero di Napoli, Forcella. Nel febbraio 2008 ha inaugurato una fondazione per giovani a rischio nella villa confiscata di un ex boss della camorra. Il Console generale di Napoli e il personale locale della Marina Militare degli Stati Uniti stanno dando sostegno alla Fondazione di volontariato per insegnare l’inglese, alla costruzione di impianti sportivi e istruiscono i ragazzi che partecipano ai programmi della Fondazione, i quali sono nati per offrire ai ragazzi un’alternativa alla criminalità. Un altro funzionario della Chiesa, il vescovo Michele Pennisi di Piazza Armerina in Sicilia, è anch’egli sotto scorta della polizia dopo essersi rifiutato di presiedere a funerali di mafiosi. Possiamo prendere in considerazione la ricerca di una maggiore cooperazione della Chiesa contro la criminalità organizzata, magari attraverso i canali presso la Santa Sede o con i dirigenti della Chiesa italiana.
“Heal the Periphery” – Improve Infrastructure——————————————— – ¶18. (SBU) The GOI and European Union should be encouraged to review the way public money is invested in Southern Italy. As noted in ref B, infrastructure contracts often wind up going to mob-owned businesses, who steal millions while building sub-standard roads, tunnels, bridges and public housing. Instead, recommends Naples-based former Senator Diana, “Heal the periphery. Take ten places and invest 100 – 200 million euros in them.” He says that money could be spent building parks and mproving security (e.g., with lighting and video cameras), creating conditions unfavorable to organized crime. “Guarire la periferia” – Migliorare le infrastrutture——————————————— -¶ 18. (SBU) Il governo italiano e l’Unione europea dovrebbero essere incoraggiati a rivedere il modo in cui viene investito il denaro pubblico nel Sud Italia. Come osservato nel rif B, i contratti di infrastrutture spesso vanno alle imprese di proprietà della malavita, che rubano milioni anziché costruire strade, gallerie, ponti e case popolari. Invece, consiglia l’ex senatore di Napoli Diana, “Risanare la periferia. Scegliere dieci posti ed investire 100 -.. 200 milioni di euro per loro”. Egli dice che il denaro potrebbe essere speso per la costruzione di parchi e per migliorare la sicurezza (ad esempio, con illuminazione e videocamere), creando condizioni sfavorevoli per la criminalità organizzata.
¶19. (C) Comment: Although law enforcement, business associations, citizens’ groups, and the church, at least in some locations, are demonstrating promising engagement in fighting organized crime, the same cannot be said of Italy’s politicians, particularly at the national level. As Roberto Saviano has reminded us, the subject was virtually absent from the March-April election campaign. At the national level it is generally referred to, if at all, as a “southern” issue, although it affects the entire country and although the South’s criminal organizations have made worrying advances in the North. Even in Sicily, where regional elections were precipitated by former governor Cuffaro’s conviction for Mafia-related crimes, discussion of crime was not a major part of the campaign (and Cuffaro was elected to the Senate). We should work to convey to Italy’s new government that organized crime is a serious USG priority, and that the dramatic economic costs of organized crime present a convincing argument for immediate action. However, we should not limit our support for Italy’s organized crime efforts to private conversations; on the contrary, our public advocacy for the efforts of Confindustria, Addiopizzo, Church clerics, and others will give them both greater visibility and enhanced credibility, just as many Italians ignored the impressive innovations of their own research institutions before the Mission’s Partnership for Growth program began to champion them. End comment. ¶ 19. (C) Commento: Anche se le forze dell’ordine, le associazioni di categoria, i gruppi di cittadini e la chiesa, almeno in alcune zone, stanno dimostrando un impegno promettente nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici in Italia, in particolare a livello nazionale. Come Roberto Saviano ci ha ricordato, il tema è stato praticamente assente durante la campagna elettorale di marzo-aprile. A livello nazionale si fa riferimento, semmai, ad una questione “meridionale”, anche se colpisce l’intero paese e anche se le organizzazioni criminali del Sud hanno fatto preoccupanti progressi nel Nord. Anche in Sicilia, dove le elezioni regionali sono state anticipate dalla condanna dell’ex governatore Cuffaro per delitti legati alla mafia, la discussione sul crimine non è stata una parte importante della campagna (e Cuffaro è stato eletto al Senato). Dovremmo lavorare per trasmettere al nuovo governo in Italia che la criminalità organizzata è una seria priorità del governo USA, e che i costi economici del crimine organizzato sono un argomento convincente per un’azione immediata. Tuttavia non dobbiamo limitare il nostro sostegno agli sforzi contro la  criminalità organizzata in Italia a conversazioni private; al contrario, il nostro patrocinio pubblico per gli sforzi di Confindustria, Addiopizzo, preti della Chiesa e altri, daranno loro sia una maggiore visibilità sia una maggiore credibilità, così come molti Italiani ignorano le notevoli innovazioni dei loro istituti di ricerca, prima che la missione di partenariato per il programma di crescita cominciasse a premiarli. Fine commento.
¶20. (U) This three-part cable series was coordinated with and cleared by relevant agencies and sections in Embassies Rome and Vatican. TRUHN ¶ 20. (U) Questo cablo a tre parti della serie è stato coordinato con e autorizzato dalle agenzie e sezioni competenti nelle Ambasciate di Roma e Vaticano.
TRUHN

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