A Luglio del 2007 si riparte con una nuova avventura: apro una società che opera nel settore del calcestruzzo ed in particolare nei sistemi di controllo e di qualità; che col senno di poi sembrerebbe più una presa per il culo che una sfortunata esperienza.

Il 2007 è l’ultimo anno di crescita del settore delle costruzioni; dal 2008 in avanti il settore regredirà fino alla paralisi e molte società del settore saranno costrette a chiudere o a cambiare attività. Ovviamente questo noi soci non potevamo immaginarlo, anche se qualche messaggio ci era pervenuto dal mercato e dagli umori dei pessimisti cronici quali erano (e penso lo siano tuttora a maggior ragione) i responsabili degli impianti; di certo la nostra idea di vendere sistemi di controllo e di qualità per il settore del calcestruzzo era sufficientemente innovativa da suscitare alla Fiera di Rimini del maggio 2008 molto interesse, anche se velato da un comprensibile scetticismo. E in effetti, qual è quell’azienda che, con la crisi economica alle porte, si mette in casa un sistema che controlli se lavora bene e la vincoli ad operare in un’ottica di qualità, quando a malapena si sarebbe potuto garantire al massimo un 80% della quantità dell’anno prima?

La nostra idea era semplice: facendo sapere al pubblico che sul mercato esistevano prodotti di controllo che potevano meglio garantire il cliente privato e la Direzione Lavori circa la qualità e la quantità del prodotto richiesto, avremmo indirettamente spinto questi soggetti a richiedere alle aziende produttrici sistemi analoghi che certificassero le forniture e li tutelassero maggiormente. E noi avevamo il vantaggio di essere i primi, e quindi essere un passo avanti rispetto ai concorrenti…

A Giugno 2008, a fronte di una richiesta di <TecnicoAG> dell’Amministrazione Giudiziaria Calcestruzzi, gli inviai via email un progetto ideato e brevettato dalla nostra società, riguardante la tracciabilità dei provini di calcestruzzo e la gestione statistica dello scarto quadratico medio e della valutazione delle modifiche da apportare al processo produttivo sulla base dei valori elaborati.

Proposi anche di fornire all’azienda Calcestruzzi il prodotto in conto visione senza alcuna spesa aggiuntiva per testare ed apprezzare la logica del controllo di processo sottesa al sistema di certificazione. La Calcestruzzi sarebbe così stata la prima in Italia a garantire la rigida associazione [luogo di consegna]/[prelievo]/[valore misurato].

Non ebbi alcuna risposta, e la cosa mi stupì non poco, in quanto la Calcestruzzi in quel periodo dichiarava che avrebbe messo in campo tutti gli strumenti atti a garantire la “blindatura” del processo produttivo, e questo sistema “in conto visione” (e tutto a nostre spese), che sarebbe stato presentato di lì a poco alla Fiera di Rimini, poteva sicuramente rafforzare questa nuova immagine. Era per caso già stata scritta la mia condanna?

Da: [email protected]
Inviato: mercoledì 21 maggio 2008 16.05
A: <TecnicoAG>
Oggetto: Sistema di gestione integrata prelievi di calcestruzzo
Gent.mo <TecnicoAG>,
come già anticipatoLe durante l’odierno incontro FPC2 presso Calcestruzzi, Le invio la documentazione relativa ai due prodotti che la mia azienda MoSaiCo3 presenterà ufficialmente al meeting “SISTEMA CONCRETE 2008” organizzato da Atecap, e che si terrà dal 29 al 31 Maggio 2008 presso la Fiera di Rimini.
Il primo prodotto, denominato M3Cube, gestisce tramite palmare industriale il controllo della “filiera” del prodotto calcestruzzo, sfruttando principalmente la tecnologia RFID per marcare univocamente e gestire più facilmente e in modalità certificata la verifica del valore di rottura a 7, 14, 21, 28 gg.
Come potrà leggere in dettaglio, il sistema è stato concepito e brevettato per essere utilizzato da due attori del processo di controllo: un utente interno (es. l’addetto di laboratorio) e un certificatore esterno – anch’esso dotato dello stesso strumento – in grado di criptare i dati inseriti dall’utente interno con una propria chiave privata, rendendo così facilmente individuabili eventuali manomissioni successive dei dati registrati sull’RFID del campione.
Il secondo prodotto, denominato M3Stat, è alimentabile dai dati dell’M3Cube e fornisce tutti gli strumenti statistici necessari per un sistema di controllo della produzione di un impianto di calcestruzzo (FPC) in conformità con le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni.
Le “brochures” in allegato sono solo bozze; sarà mia premura inoltrarLe le versioni definitive comprensive di logo e marchio ufficiale del prodotto.
A disposizione per eventuali chiarimenti porgo cordiali saluti.
Gianni Cavallini
MoSaiCo3 srl

In pratica questo sistema avrebbe evitato la problematica dei “provini taroccati”, ossia dei campioni che alcune aziende produttrici di calcestruzzo preparano “anticipatamente” (e sovente in accordo con le imprese costruttrici), al fine di superare indenni i controlli di qualità e mostrare sempre risultati buoni e in linea con quanto commissionato dal cliente. E poiché le accuse mosse a Calcestruzzi dalla Procura sulla qualità delle proprie forniture riguardavano anche questa tematica, mi sembrava assolutamente logico e necessario che il nuovo garante promuovesse strumenti che impedissero a priori attività illecite e ridassero fiducia ai clienti, specie poi se offerte in conto visione. Dunque io, indagato per truffa, avrei brevettato un sistema a doppia chiave di protezione per impedire il taroccamento dei risultati sulla qualità del calcestruzzo?

Tenete presente che dopo il terremoto dell’Aquila la mia società fece una notevole campagna pubblicitaria, anche sui giornali di settore (“In Concreto”, rivista dell’ATECAP, Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato), per introdurre questo strumento come sistema di controllo durante la ricostruzione, in collaborazione con l’università dell’Aquila (di cui un nostro consulente era docente) e con diversi contatti ai Ministeri competenti di Roma. Risultato: avendo noi brevettato l’applicazione della marcatura dei provini di calcestruzzo, non si poteva appaltare a noi la fornitura di questi strumenti perché ciò avrebbe impedito di fatto la concorrenza nell’appalto di altri fornitori potenziali, e quindi la possibilità di una gara d’appalto pubblica trasparente. Cornuti e mazziati, sia noi che la ricostruzione. Arrivammo anche a proporre di regalare il brevetto al Ministero, ma gli eventi successivi che mi hanno travolto ce lo hanno impedito…

 

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