Gli accordi “al ribasso” fatti da ENI con la Libia nel 2008 mettono in crisi il fronte delle Compagnie Petrolifere Internazionali (IOC) che sono costrette a fronteggiare la richiesta da parte del governo libico della rinegoziazione degli accordi precedenti con la propria compagnia petrolifera nazionale (NOC). La disponibilità e le ampie concessioni date da ENI al governo di Gheddafi (in previsione degli accordi italo-libici del 2009?) rischiano di mettere in crisi i patti già controfirmati di esplorazione e produzione di petrolio e gas delle altre società petrolifere presenti sul posto. E anche la Repsol spagnola cerca di adeguarsi prima che sia troppo tardi…

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08TRIPOLI474 2008-06-17 10:10 2011-02-05 00:12 UNCLASSIFIED//FOR OFFICIAL USE ONLY Embassy Tripoli

 

UNCLAS SECTION 01 OF 02 TRIPOLI 000474SENSITIVEDEPT FOR NEA/MAG; COMMERCE FOR NATE MASON ENERGY FOR GINA ERIKSONE.O. 12958: N/A

TAGS: ECON ENRG EPET PGOV LY

SUBJECT: ENI’S OIL AND GAS DEAL EXTENDED, OTHER COMPANIES WORRY TERMS WILL SET A NEW (UNFAVORABLE) PRECEDENT

REF: 07 TRIPOLI 912

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OGGETTO: Esteso accordo di ENI sul petrolio e sul gas, le altre aziende temono che i termini definiranno un nuovo (sfavorevole) precedente

Ref: 07 TRIPOLI 912

¶1. (SBU) Summary: Soaring oil prices are allowing Libya to press for more stringent long-term contracts with foreign oil and gas producers.  A twenty-five year extension for Italian firm Eni North Africa BV, which entailed a sizeable bonus payment and dramatically reduced the company’s production share, was recently ratified after lengthy negotiations.  The potential impact of Eni’s deal is significant.  Local observers expect that the National Oil Company’s (NOC) success in securing very favorable terms will embolden it to pursue renegotiation of existing contracts with other international oil companies (IOCs).  Despite Libya’s relatively unique position in terms of unproven reserves, high quality oil and low recovery costs, observers here expect that some IOC’s facing potentially long renegotiation periods and dramatically reduced production shares may choose to abandon production efforts in Libya.  End summary.  EPSA MODEL TIME-TESTED ¶ 1. (SBU) Riassunto: i prezzi in crescita del petrolio stanno permettendo alla Libia di spingere per contratti più stringenti a lungo termine con i produttori esteri di petrolio e gas. Dopo lunghe trattative è stato recentemente ratificata una proroga di 25 anni per la società italiana Eni North Africa BV, che ha comportato un pagamento di una considerevole provvigione e ha drasticamente ridotto la quota di produzione della società. Il potenziale impatto dell’accordo dell’Eni è significativo. Gli osservatori locali si aspettano che il successo della National Oil Company (NOC) nel garantire termini molto favorevoli incoraggerà a perseguire la rinegoziazione dei contratti esistenti con le altre compagnie petrolifere internazionali (IOC). Nonostante la posizione relativamente unica della Libia in termini di riserve non valutate, di alta qualità del petrolio e dei bassi costi di recupero, gli osservatori si aspettano che alcuni compagnie IOC, di fronte a periodi di rinegoziazione potenzialmente lunghi e le quote di produzione drasticamente ridotte possano scegliere di abbandonare gli sforzi di produzione in Libia. Fine riassunto. EPSA MODEL TIME-TESTED
¶2. (SBU) Libya’s Exploration and Production Sharing Agreement (EPSA) rubric has been the most widely used model for producers in Libya since 1974.  Under these agreements, international oil companies (IOCs) receive a fixed percentage of output from the fields involved based on the terms of their bid to explore and develop Libyan acreage.  The terms of these agreements, particularly the share of overall production retained by companies, have grown increasingly less favorable to IOCs. Intense competition among foreign oil and gas companies to book reserves in Libya, widely perceived to be one of the relatively few places in the world with significant unproven reserves of sweet, light crude and natural gas, has fueled the trend towards less profitable EPSA’s. ¶ 2. (SBU) Il documento dell’accordo libico di quote di esplorazione e produzione (EPSA) è stato il modello più usato per i produttori in Libia dal 1974. Nell’ambito di tali accordi, le compagnie petrolifere internazionali (IOC) ricevono una percentuale fissa di uscita dai campi coinvolti sulla base delle condizioni della loro offerta per esplorare e sviluppare la superficie libica. Le condizioni di questi accordi, in particolare la quota di produzione complessiva detenuta dalle società, sono cresciute sempre meno favorevolmente per le IOC. L’intensa concorrenza tra le compagnie petrolifere e del gas straniere per prenotare riserve in Libia, è ampiamente percepita come uno dei relativamente pochi luoghi al mondo con riserve significative non stimate di greggio dolce e leggero e di gas naturale, ha alimentato la tendenza verso meno redditizi accordi tipo EPSA.
¶3.  (SBU) As a point of comparison, the standard production share allocation for IOCs in the latest EPSA round (EPSA IV) has been 10-12% of overall production, down from production share allocations of 20% or more that were typical in earlier EPSA rounds.  IOC’s have accepted stiffer terms based on their high expectations of Libya’s hydrocarbon producing potential, the comparatively low cost of oil recovery in Libya, the generally high quality of Libyan crude, Libya’s close proximity to European markets and rapidly rising oil and gas prices. Encouraged by the willingness of some IOC’s to accept production shares as low as 7 percent under the EPSA IV framework, the NOC – led by former Prime Minister Shukhri Ghanem, reputedly a hard bargainer – has been pressing all IOC’s to accept further reductions in their production share allocations to increase Libya’s take.  Striking a nationalist tone, Muammar al-Qadhafi explicitly referred in his June 11 speech on the occasion of the “evacuation” of U.S. and British military bases in Libya to efforts to renegotiate EPSA contracts as a manifestation of Libya’s continued resolve to resist Western imperialism. ¶ 3. (SBU) Come punto di confronto, l’assegnazione della quota di produzione standard per le IOC nell’ultimo incontro EPSA (EPSA IV) è stata del 10-12% della produzione complessiva, meno della quota di produzione assegnata del 20% o più che era tipica dei precedenti incontri EPSA. Le IOC hanno accettato condizioni più rigide sulla base delle loro alte aspettative sul potenziale di produzione di idrocarburi della Libia, i costi relativamente bassi di recupero del petrolio in Libia, la qualità generalmente elevata del greggio libico, la vicinanza della Libia ai mercati europei e la rapida ascesa dei prezzi del petrolio e del gas. Incoraggiati dalla volontà di alcune IOC di accettare quote di produzione a livello più basso del 7 per cento nell’incontro EPSA IV, il NOC (Libia) – guidato dall’ex primo ministro Shukhri Ghanem, considerato uno difficile negoziatore – ha pressato tutte le IOC ad accettare ulteriori riduzioni nella loro assegnazione di quote di produzione per aumentare la parte Libica. Usando un tono nazionalista, Muammar al-Gheddafi aveva esplicitamente menzionato nel suo discorso dell’11 Giugno, in occasione della “evacuazione” delle basi militari degli Stati Uniti e del Regno Unito dalla Libia, gli sforzi di rinegoziare i contratti EPSA come una manifestazione di volontà continua della Libia di resistere all’imperialismo occidentale.
AT LONG LAST, ENI FINALIZES ITS CONTRACT EXTENSION¶4. (SBU) In October 2007, ENI agreed with the NOC to convert its existing long-term production contracts, which were signed in the mid-1980s under EPSA III terms, to the most recent contractual model under EPSA-IV (reftel).  That deal was submitted to Libya’s General People’s Congress for approval and ratification and was ratified on June 12.  Under the new deal, Eni reduced its production share to 12% for oil (down from 35-50 percent for its various fields) and 40% for natural gas (down from 50 percent).  The share for gas production will drop to 30% after 2018.  In exchange, the NOC extended Eni’s EPSA III contracts by 25 years, approved a 3 billion cubic meter (BCM) expansion to the Western Libya Gas Pipeline (WLGP), and the construction of a new 4 million tons per annum LNG facility at Mellitah.  Eni accepted less attractive fiscal terms on its blocks (its overall portfolio has fallen by 42% due to lower production share figures), and made a $1 billion non-recoverable payment.  Eni’s licenses were converted to the EPSA IV model and will now expire in 2042 (for oil) and 2047 (for gas). Da ultimo, ENI finalizza il suo prolungamento del contratto¶ 4. (SBU) Nell’ottobre 2007, l’ENI si è accordata con il NOC per convertire i contratti esistenti di produzione a lungo termine, che sono stati firmati a metà degli anni 1980 sotto le condizioni EPSA III, secondo il modello contrattuale più recente EPSA-IV (reftel). Tale accordo è stato presentato al Congresso Generale del Popolo Libico per l’approvazione e la ratifica, ed è stato ratificato il 12 giugno. Nell’ambito del nuovo accordo Eni ha ridotto la sua quota di produzione al 12% per il petrolio (35-50 per cento in meno per i suoi vari ambiti) e del 40% per il gas naturale (50 per cento in meno). La quota per la produzione di gas scenderà al 30% dopo il 2018. In cambio il NOC ha esteso di 25 anni i contratti EPSA III ad ENI, ha approvato un’espansione di 3 miliardi di metri cubi (BCM) per il Gasdotto della Libia occidentale (WLGP), e la costruzione di un nuovo impianto da 4 milioni di tonnellate l’anno di LNG (gas naturale liquido) a Mellitah. Eni ha accettato condizioni fiscali meno attraenti per i suoi blocchi (il suo portafoglio complessivo è sceso al 42% a causa di più basse quote di produzione), e ha fatto un miliardo dollari di pagamenti a fondo perduto. Le licenze Eni sono state convertite al modello EPSA IV che ora scadrà nel 2042 (per il petrolio) e nel 2047 (per il gas).
OTHER DEALS IN THE OFFING?¶5. (SBU)  Several other major extensions are anticipated in the coming months, including those involving U.S. firm Occidental  Petroleum (along with Austrian partner OMV) and Petro-Canada. Those agreements were signed with the NOC in late 2007, but still require GPC ratification.  It is possible the NOC will seek further concessions in light of its deal with Eni.  Spain’s Repsol and the NOC are renegotiating along the EPSA IV contractual model. The initial deal between Repsol YPF and NOC stipulated a 50-50 split of production; however, the NOC is now seeking a minimum production share of 72 percent. Altri accordi nell’immediato futuro?¶ 5. (SBU) Diverse altre estensioni maggiori sono previste nei prossimi mesi, comprese quelle relative alla società statunitense Occidental Petroleum (insieme con il partner austriaco OMV) e alla Petro-Canada. Tali accordi sono stati firmati con il NOC a fine 2007, ma richiedono la ratifica GPC (Congresso Generale del Popolo). E ‘possibile che il NOC cercherà di strappare ulteriori concessioni alla luce del suo accordo con Eni. La Spagnola Repsol e il NOC stanno rinegoziando secondo il modello contrattuale EPSA IV. L’accordo iniziale tra Repsol YPF e NOC stipulava una produzione suddivisa 50-50; tuttavia, il NOC sta cercando di ottenere una quota minima di produzione del 72 per cento.
¶6. (SBU)  The NOC has approached numerous other IOCs about extensions, raising the possibility that it will reopen deals that were only concluded a few years ago.  Even the U.S. Oasis Group (comprising Amerada-Hess, Marathon and ConocoPhillips), which paid $1.8 billion in December 2005 to return to acreage in Libya’s Sirte Basin that it held before the suspension of U.S.-Libyan diplomatic ties and the imposition of U.S. and UN sanctions, may be affected.  Libya’s relatively modest 59.2 percent production share in that deal has generated preliminary probing by the NOC as to whether the Oasis Group would consider renegotiating, which it has so far successfully opposed. ¶ 6. (SBU) Il NOC ha approcciato numerose altre IOC in merito alle estensioni, facendo crescere la possibilità che esso riaprirà le offerte che si erano concluse solo pochi anni prima. Anche la statunitense Oasis Group (che comprende Amerada-Hess, Marathon e ConocoPhillips), che ha pagato 1,8 miliardi dollari nel dicembre 2005 per ritornare alla superficie nel bacino libico della Sirte prima che si verificasse la sospensione dei rapporti diplomatici USA-Libia e l’imposizione di sanzioni di USA ed ONU (alla Libia), potrebbe essere colpita. La relativamente modesta quota di produzione del 59,2 per cento della Libia in quell’accordo ha prodotto un sondaggio preliminare da parte del NOC sul fatto che  l’Oasis Group prenderebbe in considerazione la rinegoziazione, alla quale si è finora opposta con successo.
¶7. (SBU)  Comment:  With ratification of its revised EPSA contract, Eni has secured a long-term position in Libya, but at a considerable price.  Part of the calculus for Eni and other IOC’s is the expectation that oil and gas prices are likely to remain high, making non-recoverable bonus payments and lesser production shares tenable from the standpoint of their projects’ overall profitability.  It is widely expected that the NOC will push hard to renegotiate other extant deals and extensions that involve reduced production shares for IOCs.  Its confidence buoyed by favorable market conditions, Libya is playing hardball with the IOC’s, sending a clear message that no deal is beyond renegotiation, no matter how recently concluded or how favorable the terms for the NOC.  Libya and the IOC’s have been here before: a spate of renegotiations and extensions occurred in the late-1960s and early 1970s, driven in part by the then-new al-Qadhafi regime to demonstrate to its people that it was a better steward of Libya’s hydrocarbon resources than the Sanussi monarchy had been.  As during that period, the current penchant for shifting the goalposts has not been well-received by the IOCs.  Despite Libya’s relatively unique position in terms of unproven reserves, high quality oil and low recovery costs, observers here expect that some IOCs facing potentially long renegotiation periods (and associated costs of idle personnel and materiel) and diminished production returns may choose to abandon altogether their production efforts in Libya.  End comment.STEVENS ¶ 7. (SBU) Commento: Con la ratifica della sua revisione del contratto EPSA, Eni si è assicurata una posizione a lungo termine in Libia, ma a un prezzo considerevole. Parte del calcolo per l’Eni e le altre IOC è l’aspettativa che i prezzi del petrolio e del gas rimarranno elevati, i pagamenti dei bonus non recuperabili e le minori quote di produzione sostenibili dal punto di vista della redditività globale dei loro progetti. E ‘ampiamente previsto che il NOC spingerà a rinegoziare le altre offerte esistenti e le estensioni che coinvolgono quote di produzione ridotte per le IOC. Grazie alla fiducia sostenuta da favorevoli condizioni di mercato, la Libia sta giocando duro con le IOC, mandando un chiaro messaggio che nessun accordo è esente da rinegoziazione, non importa quanto recentemente concluso o quanto favorevoli sono le condizioni per il NOC. La Libia e le IOC sono state qui prima: l’ondata di rinegoziazioni e le estensioni si era verificata alla fine degli anni 1960 e nei primi anni 1970, guidate in parte dell’allora nuovo regime di al-Gheddafi, per dimostrare al suo popolo che esso era stato un migliore amministratore delle risorse di idrocarburi della Libia rispetto a quello che era stata la monarchia di Sanussi. Come anche durante quel periodo, la tendenza attuale di spostare i pali della porta non è stata ben accolta dal IOC. Nonostante la posizione relativamente unica della Libia in termini di riserve non valutate, di petrolio di alta qualità e di costi di recupero bassi, gli osservatori qui si aspettano che qualche IOC affronterà periodi di rinegoziazione potenzialmente lunghi (e relativi riduzione di costi di personale e materiale) e i ritorni di una diminuita produzione potranno spingerli a scegliere di abbandonare del tutto il loro sforzi di produzione in Libia. Fine commento.STEVENS

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