Faccio parte di quel gruppo scelto di ingegneri  elettronici d’assalto formatosi negli anni ’80 per sopravvivere in campo nemico nell’Era analogica, ma che invece fu paracadutato per errore e senza armamento adeguato sul campo di battaglia dell’Era digitale.

Ci siamo dovuti aggiornare da soli le nostre armi tecnologiche, abbiamo dovuto combattere per due decenni contro un nemico sconosciuto, sfuggente e molto più rapido di noi; e ogni volta che apprendevamo i suoi trucchi esso continuava a trasformarsi e ad aumentare la sua complessità e la sua impenetrabilità.

Abbiamo combattuto contro trojans russi e virus tedeschi; abbiamo tremato davanti ad HD difettosi e SW tarocchi; abbiamo dovuto spiegare ai comuni mortali che [Esc] è un tasto unico e non tre lettere in sequenza, e li abbiamo iniziati al rito propiziatorio del CTRL-C per cacciare il malware e riportare l’armonia sulla terra.

I più sono stati massacrati, e le loro membra sono state sparse nell’oltreWeb.

Tra i pochi rimasti, quelli più fortunati hanno guadagnato l’Eden, anzi l’INPS, e ora vengono ricordati tra gli eroi  che fecero la storia informatica del II millennio; i meno fortunati invece sono costretti a sopravvivere nei garage di casa, e oggi forse da qualche parte si scambiano oscuri messaggi in lingua analogica votandosi al dio CB perché li assista e li liberi dal morbo di Windows.

Altri hanno tradito: alcuni si sono riciclati come Manager, altri come Amministrativi Contabili, altri ancora si sono votati al Marketing & Sales Management rinnegando la ragione primaria per cui erano stati costruiti come guerrieri, ossia l’essere “risolutori di problemi” e non abili giocolieri del circo aziendale.

Io ho resistito vent’anni  agli assalti degli umani che disperatamente mi si avvicinavano chiedendomi “Perché? Perché?” e io gli rispondevo: “F1! F1!”, ma essi non capivano; mi inviavano i backup su floppy disk da 5.25 pollici puntandoli con la cucitrice al tabulato corrispondente, ed ero costretto a inserire nuovamente a mano tutti i dati per notti e notti; ma io tenevo duro. A quel punto, non potendomi eliminare con le tecniche psico-assistenziali, mi accusarono di spacciare fogli Excel falsi e mi fecero confessare la password del database; e da allora mi hanno relegato nella “terra di StandBy” dimenticandosi di me.

Ma io resisto. Mi sto costruendo una zattera che chiamerò Bloggy, e lascerò StandBy per navigare nel Mar di WWW; su questa scialuppa troverete il minimo necessario per la sopravvivenza: pensieri, aforismi, giochi matematici e di ruolo, e magari anche le ricette di mia mamma, ma sempre in tema con il tempo corrente e sfuggente così come è inteso nel mondo reale.

I miei vicini stanno suonando un tristissimo tango argentino; lo sento, è un buon auspicio per  il viaggio e per rinascere nel mondo virtuale, dove i sogni si backuppano e gli incubi si cestinano.

Per aspera ad Astra, sed Vectra melius est.