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Resoconto tragicomico-biografico del percorso criminoso del Cavallini nel settore del calcestruzzo.

1990: Viene assunto in Calcestruzzi (Gruppo Ferruzzi) a tempo indeterminato, 5° livello, nel ruolo di referente aziendale del progetto di informatizzazione degli impianti Calcestruzzi; l’anno successivo il Cavallini viene passato al 6° livello: un grande risultato per un laureato in ingegneria elettronica in un ambiente di muratori, geometri e ragionieri (risatine di sottofondo).

1993: Il gruppo Montedison rileva l’azienda e blocca il progetto di informatizzazione aziendale. Pur di salvare il progetto, il Cavallini si abbassa di ruolo facendo il programmatore interno della Calcestruzzi e prendendosi carico della gestione del software e della manutenzione delle procedure, sempre allo stesso costo per l’azienda ma sostituendosi (da solo) a due società di software. Come può un uomo solo gestire quello che fanno due società di livello nazionale con investimenti dell’ordine delle centinaia di milioni di lire? Il fatto poi che lavori tutti i giorni dalle 8 alle 20 (sabato mattina fuori orario compreso più qualche sera fino a mezzanotte a cavallo del fine mese contabile) non significa che lavori bene: significa solo che non riesce a finire le cose negli orari di lavoro ordinari. (mugugni di sottofondo)

1994-1995: Due consulenti di Montedison individuano 45 azioni di miglioramento da apportare al sistema informativo Calcestruzzi; di queste, 35 sono rivolte a potenziare il software del sistema informativo periferico che segue il Cavallini, il quale in due anni ne riesce a concludere 32 a costi irrisori. Premio produzione 1995 al Cavallini: zero lire (“Eh, sa, ingegnere, l’azienda è in crisi, non possiamo permetterci premi di produzione”). Parcella dei due consulenti Montedison per i risultati ottenuti (compresa l’opera fatta dal Cavallini): 750 milioni di lire (a testa), IVA esclusa (accenno di risata appena smorzata in sottofondo).

1997: In seguito alle ripetute voci sulla vendita degli impianti Calcestruzzi ad Italcementi ed il probabile trasferimento del Centro Elaborazione Dati a Bergamo, il Cavallini è costretto – nonostante un passaggio di livello dal 6° al 7° come contentino aziendale per il lavoro svolto, pari a circa 100.000 lire in più lorde in busta paga – a rassegnare le dimissioni, anche in virtù del fatto che al CED di Bergamo lavorano in quel momento circa 120 persone; ciò nonostante, il Cavallini si assicura comunque prima di licenziarsi che l’azienda presso la quale avrebbe lavorato possa continuare a fornire assistenza al prodotto delle centrali di betonaggio della Calcestruzzi. La quale accetta ben volentieri, portandosi a casa (gratis) un contratto annuo da 280 milioni di lire, ammortizzando così di 5 volte il costo lordo annuo dell’impiegato ex Calcestruzzi e neo impiegato informatico (risatine multiple).

1998: A fine Marzo il Cavallini – nonostante il passaggio di consegne del software gestionale Progress al personale Italcementi – viene ricontattato da questi per avere un contratto di consulenza diretto, e non tramite l’azienda informatica presso cui lavora. Non si capisce perché il soggetto rinunci ad un contratto a tempo indeterminato per avventurarsi sull’orlo dei 40 anni in un’avventura da consulente; il soggetto si difende dicendo che l’Azienda informatica voleva abbandonare Calcestruzzi dopo la firma di un secondo contratto di assistenza, mettendo così di fatto in crisi Italcementi (o nel tentativo di rialzare il prezzo), e in più, la faccia in gioco era la sua. Ma secondo voi, esistono al mondo persone che diventano consulenti pur di onorare un contratto da dipendenti? Più che penoso direi patetico: forse esistono solo ex-dipendenti idealisti coglioni (Standing ovation).

1999-2001: Il Cavallini apre Partita IVA come consulente e collabora con una ditta informatica milanese  che a sua volta supporta Italcementi nelle attività IT del gruppo, e nella quale erano confluiti molti esuberi Italcementi dimissionati ad inizio anno. I progetti Italcementi seguiti e completati sul gestionale Calcestruzzi sono molto complessi:

  • Nuova Gestione Magazzini verso SAP (il Sistema Informativo più venduto al mondo);
  • Nuova Fatturazione per il cambio del sistema contabile (da IBM a SAP);
  • Eliminazione del problema “Millennium Bug” sull’applicazione degli impianti per evitare il blocco della fatturazione (non gestiva l’anno 2000);
  • Progetto conversione lira-euro (un po’ di respiro internazionale…);
  • Rivisitazione del processo informatico di produzione del calcestruzzo.

 Nota:   Al termine di questi progetti un ex dirigente Italcementi e poi consulente esterno afferma: “Avete attaccato una gamba di legno (Progress) a una sedia di ferro (SAP)”. Peccato però che i progetti, se sviluppati tutti in ambito SAP, avrebbero decuplicato i costi ed i tempi di realizzazione; e alla fine non si era certi che le gambe che avrebbe messo a disposizione SAP sarebbero state proprio quattro, e della stessa lunghezza…

continua (male, e finisce peggio)

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