Per farvi comprendere la complessità del problema nel mondo delle automazioni di impianto presenti in Calcestruzzi, vi riporto la situazione degli impianti automatizzati al momento del sequestro dell’azienda (circa 200):

Società Software Numero versioni
Elettrondata Betonstar 1 versione
Betonplus diverse versioni
Betonwin diverse versioni
Betonwin 2 diverse versioni
Betonwin XML 1 versione (dal 2008)
PSE Multimix diverse versioni
DaisyWin diverse versioni
Skako Skakomat 2 versioni
Class Class 1 versione
Onyma Onyma 1 versione

A questi sistemi di automazione “completi” si deve aggiungere il sistema di rilevazione passivo delle pesate, in grado di acquisire le informazioni provenienti dalle bilance e che il software Progress doveva interpretare e convertire in pesate “simil-automatiche” (circa 40):

Società Software Versioni
Autec USB40 3 versioni
M32 1 versione

Ebbene, il gestionale della Calcestruzzi (chiamato impropriamente “Progress”) concentrava in un’unico programma di caricamento dati estremamente complesso tutta la problematica di  indirizzamento ed interpretazione delle diverse informazioni di interfaccia provenienti dai sistemi di automazione; questo programma, data l’estrema variabilità dello scenario, era sempre in continua evoluzione, e necessitava di complesse parametrizzazioni per ogni impianto. Al contempo però, la Calcestruzzi era l’unica azienda che poteva gestire diverse automazioni con diverse versioni sul territorio nazionale, ottimizzando così la scelta dei fornitori, mantenendo automazioni di impianti di nuova acquisizione e infine cogliendo le opportunità innovative del mercato.

Soffermiamoci ancora per un momento sul software Autec. Ebbene, l’architettura del processo di monitoraggio delle pesate in modalità “passiva” venne da me progettata quando ero ancora dipendente Calcestruzzi, all’incirca nel 2004, per cercare di monitorare i circa 110 impianti in manuale (allora presenti), quindi senza alcun controllo informatico di processo. Mi avvalsi di una società esterna di hardware per sviluppare la componente elettronica – da inserire nel quadro elettrico della centrale di betonaggio – e la componente software di comunicazione con il computer dell’impianto per gestire l’invio di un file di dati (contenenti i valori letti sulle bilance ed i pulsanti premuti sul sinottico). La parte “alta” del software, che leggeva ed interpretava i dati grezzi forniti dal sistema esterno, l’avevo invece completamente sviluppata sul gestionale aziendale, in modo che la società esterna non potesse utilizzare il know-how Calcestruzzi per vendere la nostra soluzione a concorrenti.

Ora vi chiedo: se una società come Calcestruzzi avesse voluto frodare qualcuno, creare scorte in nero, occultare informazioni alla magistratura, ebbene, si sarebbe messa in casa un sistema di controllo e registrazione delle bilance come questo, peraltro imponendo a tutti i direttori di zona di installarlo in primis sugli impianti cosiddetti “in manuale” (ossia quelli senza automazione) in modo da avere qualche riferimento attendibile sui dati reali di produzione, altrimenti facilmente occultabili?

Attenzione: qui stiamo parlando di consumi di magazzino, quindi di “quantità” di prodotto fornito. Il sistema di controllo della produzione del tempo non dava alcun indicatore in merito alla “qualità” dello stesso. A colmare questa lacuna si provvide a partire dal 2006 con un report tecnologico particolarmente sofisticato, definito e regolamentato dai referenti tecnologici della sede Calcestruzzi, e in grado di fare valutazioni di merito circa la qualità delle forniture, con integrazioni successive sempre più stringenti, attività che continuò con maggiore spinta sotto l’Amministrazione Giudiziaria di Calcestruzzi. Di certo non erano gli informatici a governare la politica tecnologica aziendale.

A questo controllo integrato Automatico-Tecnologico mancava la componente di verifica sulla parte contrattualistica e commerciale, che avrebbe salvaguardato l’azienda da eventuali inadempimenti riguardanti il rispetto delle disposizioni contrattuali con il cliente; purtroppo non abbiamo fatto in tempo, e anche in questo caso qualcuno ha insinuato che lo avremmo fatto volutamente.

Quindi, mentre i comandanti e gli ufficiali ballavano in coperta, noi informatici coinvolti nell’indagine eravamo impegnati in “sala macchine” giorno e notte a risolvere problemi e grane elettromeccaniche e tecnologiche, con strumenti informatici e tecnologici inadeguati e poco efficienti. E più di una volta la guardia giurata, armata di tutto punto, intimò a noi del CED di sloggiare dallo stabile della Calcestruzzi alle 22.30 nonostante dovessimo chiudere tassativamente per quel giorno i magazzini di fine mese e fare i relativi controlli.

Che fosse un triste presagio di quanto sarebbe accaduto di lì a poco?

 

Nota: la soluzione Autec è stata aggiornata e potenziata, e completata anche della parte software di impianto. La brochure del prodotto è liberamente visionabile all’indirizzo http://www.autec-ra.it/prodotti/AuteCal.php.

 

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