In un incontro di fine Maggio 2009, il Ministro degli Esteri notifica al Procuratore generale Americano Holder – responsabile della gestione dei detenuti di Guantanamo – che “il governo italiano “condivide profondamente” i punti di vista del Presidente Obama su Guantanamo e ha trovato nell’Italia uno dei sei Stati membri dell’Unione europea “fermamente a favore” nell’accettare detenuti“. D’altra parte, “in una conferenza stampa del 30 maggio dopo il G8 dei ministri, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha affermato che, a suo avviso, “l’Unione Europea … dovrebbe raggiungere una decisione unanime e accogliere, solo se lo desiderano, i detenuti, e che questi possano essere rimessi in carcere”. Egli ha espresso la preoccupazione che, assente la detenzione in Europa, gli ex internati di Guantanamo sarebbero liberi di muoversi in tutta la zona Schengen, e quindi rappresentano un aumento inaccettabile del rischio terrorismo. Questi i commenti pubblici, che non sono in sintonia con i dibattiti di politica interna dell’UE o con la politica del governo italiano“. Infine Berlusconi: “Nella sua prima conversazione telefonica per congratularsi con il presidente Obama per la sua elezione, il primo ministro italiano Berlusconi ha offerto assistenza a risolvere la questione dei detenuti. Durante il prossimo incontro del Presidente con il Primo Ministro, sarebbe utile ringraziare Berlusconi per gli sforzi fatti finora dal suo governo, ma anche assicurarsi il suo impegno verso l’accettazione dei detenuti“. Fidarsi è bene,…

Reference ID Created Released Classification Origin
09ROME638 2009-06-04 09:09 2011-04-27 11:11 CONFIDENTIAL Embassy Rome

 

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 03 ROME 000638

SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 06/01/2014

TAGS: PGOV PREL PTER IT

SUBJECT: FRATTINI TELLS AG HOLDER ITALY FAVORS ACCEPTING GITMO DETAINEES

Classified By: cda elizabeth l. dibble for reasons 1.4(b) and (d)

C O N F I D E N T I A L SECTION 01 OF 03 ROME 000638

SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 06/01/2014

TAGS: PGOV PREL PTER IT

OGGETTO: Frattini dice al Procuratore Generale Holder i favori dell’Italia nell’accettare i detenuti di Guantanamo

Classified By: cda elizabeth l. dibble for reasons 1.4(b) and (d)

Summary

¶1. (C) Attorney General Eric Holder (AG) discussed resettlement of Guantanamo detainees with Italian Foreign Minister Franco Frattini in Rome May 29 on the margins of the G8 meeting of interior and justice ministers. Frattini said the GOI “”profoundly shares”” the President’s views on Guantanamo and identified Italy as one of six EU member states “”firmly in favor”” of accepting detainees. He shared his positive assessment of the EU’s legal framework to be considered at the EU JHA ministerial meeting June 4, including limitations on movements through the listing of detainee names in the Schengen Information System. Frattini also proposed that the USG seek a TransAtlantic statement of principles on human rights and security in the fall under the Swedish EU presidency as a capstone to the process.

Sommario

¶ 1. (C) Il procuratore generale Eric Holder (AG) ha discusso il reinsediamento dei detenuti di Guantanamo con il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, a Roma il 29 maggio a margine della riunione del G8 dei ministri dell’Interno e della Giustizia. Frattini ha detto che il governo italiano “condivide profondamente” i punti di vista del Presidente (Obama, ndr) su Guantanamo e ha trovato nell’Italia uno dei sei Stati membri dell’Unione europea “fermamente a favore” nell’accettare detenuti. Ha condiviso la sua valutazione positiva del quadro normativo dell’UE affinché sia esaminato durante la riunione ministeriale JHA (Justice and Home Affairs) dell’UE il 4 giugno, comprese le limitazioni sui movimenti attraverso la lista dei nomi dei detenuti nel sistema informativo di Schengen. Frattini ha anche proposto che il governo degli USA cerchi, come una pietra angolare del processo, una dichiarazione transatlantica sui principi in materia di diritti umani e sicurezza sotto la presidenza svedese dell’UE.

¶2. (C) At a press conference May 30 following the G8 ministerial, Interior Minister Roberto Maroni said, in his view, “”The European Union … should reach a unanimous decision and welcome, only if they so desire, those inmates that can be put back in jail.”” He expressed concern that, absent detention in Europe, former Guantanamo inmates would be free to move throughout the Schengen zone and thus represent an unacceptable increase in terrorism risk. These public comments, which are not in synch with internal EU discussions or GOI policy, play to Maroni’s political base; he is a leader of the Northern League political party, which is tough on security and anti-immigration. ¶ 2. (C) In una conferenza stampa del 30 maggio dopo il G8 dei ministri, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha affermato che, a suo avviso, “l’Unione Europea … dovrebbe raggiungere una decisione unanime e accogliere, solo se lo desiderano, i detenuti, che possono essere rimessi in carcere”. Egli ha espresso la preoccupazione che, assente la detenzione in Europa, gli ex internati di Guantanamo sarebbero liberi di muoversi in tutta la zona Schengen, e quindi rappresentano un aumento inaccettabile del rischio terrorismo. Questi i commenti pubblici, che non sono in sintonia con i dibattiti di politica interna dell’UE o con la politica del governo italiano, attività alla base politica di Maroni; lui è un leader del partito politico Lega Nord, che è duro in materia di sicurezza e anti-immigrazione.

Review of EU Arrangements

¶3. (C) Frattini opened by saying that the GOI was “”on the same page”” with the United States. He noted that there were still a number of EU members reluctant or hostile on the issue of accepting Guantanamo detainees for resettlement, naming Austria, Germany, Slovenia, the Czech Republic, and the Netherlands. They were “”raising doubts”” in Europe about the whole undertaking, but Frattini assured the AG “”we will persuade them”” ultimately. Frattini said Germany was particularly problematic, with the atmosphere in the Bundestag quite hot ahead of elections. However he underlined that the EU was close to a solution that would accommodate everyone. Frattini said he expected EU Justice and Home Affairs ministers to reach agreement at their June 4 meeting (“”we are 99 percent of the way there””) on a legal framework which would lay out the conditions for individual state solutions and proposals vis–vis the United States.

Ripensamento delle modalità UE

¶ 3. (C), Frattini ha aperto dicendo che il governo italiano è stato “sulla stessa pagina” (in sintonia, ndr) con gli Stati Uniti. Ha messo in evidenza che c’erano ancora un certo numero di Stati membri dell’UE riluttanti o ostili sulla questione di accettare detenuti di Guantanamo per il reinsediamento, citando Austria, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca e Paesi Bassi. Essi stavano “sollevando dubbi” in Europa su tutta l’impresa, ma Frattini ha assicurato l’AG che alla fine “noi li persuaderemo”. Frattini ha detto che la Germania è stata particolarmente problematica, con l’atmosfera del Bundestag abbastanza calda in vista delle elezioni. Tuttavia, egli ha sottolineato che l’UE era vicina ad una soluzione che potrebbe soddisfare tutti. Frattini ha detto di aspettarsi che i ministri di Giustizia e degli Affari dell’UE raggiungano un accordo nel loro incontro del 4 giugno (“noi siamo al 99 per cento del lavoro”) per un quadro giuridico che stabilisca le condizioni per soluzioni dei singoli stati e proposte nei confronti degli Stati Uniti.

¶4. (C) Frattini described the basic elements of the framework as: 1) a data-sharing arrangement among Schengen and non-Schengen states; 2) a voluntary agreement between the receiving states and the detainees setting terms and conditions; and 3) a roadmap to integration of the detainees where they were settled. On the first, once the United States made a specific proposal to transfer a detainee “”cleared for release,”” that state would circulate the name and any related data to the intelligence network of Schengen and non-Schengen states for clearance. Any objections would have to be on the basis of “”public order or national security concerns,”” and would affect only the objecting state, i.e., that state could refuse circulation of the detainee on its territory but could not veto such on behalf of any other state. Flagging the detainee’s name in the Schengen Information System (SIS) would limit the detainee’s rights of movement in Europe, which seemed to be the solution, Frattini said, to meeting everyone’s concerns. ¶ 4. (C), Frattini ha descritto gli elementi fondamentali del quadro: 1) un accordo di condivisione dei dati tra gli Stati Schengen e non-Schengen, 2) un accordo volontario tra gli stati che ricevono i detenuti e che stabilisce termini e condizioni, e 3) una tabella di marcia all’integrazione dei detenuti dove essi sono sistemati. Sul primo punto, dopo che gli Stati Uniti hanno fatto una proposta concreta per trasferire un detenuto “autorizzato al rilascio”, lo stato farebbe circolare il nome e tutti i dati relativi alla rete di intelligence degli Stati Schengen e non-Schengen per l’autorizzazione. Ogni obiezione dovrebbe essere sulla base di “ordine pubblico o sicurezza nazionale”, che interesserebbe solo lo stato in oggetto, cioè, quello stato potrebbe rifiutare la circolazione del detenuto sul suo territorio ma non potrebbe porre il veto a nome di qualsiasi altro Stato. Segnalare il nome del detenuto nel Sistema Informativo Schengen (SIS) limiterebbe i diritti di circolazione del detenuto in Europa, la qual cosa sembrava essere la soluzione, ha detto Frattini, per andare incontro alle questioni di tutti.
¶5. (C) On the voluntary agreement to be signed between the receiving state and the detainee’s lawyers, Frattini said the agreement would reference the detainee’s USG status as well as host country conditions. Frattini noted he would have to set “”preventative conditions,”” such as daily check-in with local police and notification of any intent to travel. Each case would have to be treated differently, with some, perhaps, being forbidden to travel abroad at all. He noted that Italy would not want to risk a detainee traveling to Somalia or the Middle East and re-engaging in terrorist acts, noting the substantial measures the GOI was obliged to put in place to keep four Palestinians (the Bethlehem Church of Nativity case) under surveillance since accepting them in 2002. As for integration of detainees, Frattini noted approvingly of news that several detainees settled by the United States in Albania were now opening legitimate businesses, saying it was critical that any detainees accepted by Italy be permitted to take up employment. He noted that Italy would require as part of the voluntary agreement with the detainees that they agree not to sue the United States in Italian courts. ¶ 5. (C) Sull’accordo volontario da firmarsi fra lo Stato di residenza e gli avvocati del detenuto, Frattini ha detto che l’accordo sarebbe stato farebbe riferimento allo status del governo americano di detenuto così come le condizioni del paese ospitante. Frattini ha rilevato che si sarebbero dovuto impostare “condizioni preventive”, come controllo giornaliero con la polizia locale (obbligo di firma, ndr) e la notifica di ogni intento di viaggiare. Ogni caso dovrebbe essere trattato in modo diverso, con alcuni, forse, a cui sarebbe proibito viaggiare all’estero. Egli ha osservato che l’Italia non vorrebbe rischiare che un detenuto andasse in Somalia o in Medio Oriente e re-impegnarsi in atti di terrorismo, sottolineando le misure sostanziali che il governo italiano è stato costretto a mettere in atto per mantenere quattro palestinesi (il caso della Chiesa della Natività di Betlemme) sotto sorveglianza dalla loro accettazione nel 2002. Per quanto riguarda l’integrazione dei detenuti, Frattini ha osservato con approvazione le notizie che alcuni detenuti costante trasferiti dagli Stati Uniti in Albania stanno oggi aprendo aziende legittime, dicendo che era fondamentale che tutti i detenuti accettati dall’Italia gli fosse permesso di trovare un impiego. Egli ha osservato che l’Italia avrebbe richiesto come parte dell’accordo volontario con i detenuti che sono d’accordo a non citare in giudizio gli Stati Uniti nelle corti italiane.

Italian Political Support and Advice

¶6. (C) AG Holder expressed his deep appreciation for GOI support of U.S. efforts to bring about an orderly closure of Guantanamo. He noted that FM Frattini had sketched out a highly creative approach within the EU to tackle the Schengen movement issue, and applauded Italy’s role in that effort. Frattini underlined that the Italian government’s point of departure was not legal but political – to show solidarity with the Obama administration. He noted that the GOI “”profoundly shares”” the President’s views on Guantanamo. With that in mind, he suggested that the United States consider a political-level TransAtlantic declaration of principles later in the year, to frame the issue. He sketched a three-step process: the legal recommendation by EU JHA ministers on June 4; the EU Foreign Ministers’ embrace of it on June 15; followed by an EU/US Foreign Ministers meeting in October/November in which ministers would issue a declaration of Transatlantic principles on human rights and security, under the Swedish EU presidency. Frattini noted that such a declaration would be a capstone for the efforts now under way to lay the legal groundwork for individual states to work with the United States on transfers. It would provide the political wrapping for all states and would be a good signal to the European public, as well. Frattini offered to raise the issue informally with Swedish FM Bildt, whom he will see on a visit to Stockholm shortly, and asked the AG to float the idea in Washington.

Il sostegno politico e la consulenza italiana

¶ 6. (C) L’AG Holder ha espresso il suo profondo apprezzamento per il sostegno del governo italiano agli sforzi degli Stati Uniti per realizzare una chiusura ordinata di Guantanamo. Egli ha osservato che il ministro degli esteri Frattini aveva abbozzato un approccio altamente creativo all’interno dell’UE nell’affrontare la questione circolazione Schengen, e ha applaudito il ruolo dell’Italia in questo sforzo. Frattini ha sottolineato che il punto di partenza del governo italiano non era legale, ma politica – per mostrare solidarietà con l’amministrazione Obama. Egli ha osservato che il governo italiano “condivide profondamente” le opinioni del Presidente (Obama, ndr) su Guantanamo. Con questo in mente, egli ha suggerito che gli Stati Uniti considerino una dichiarazione politica di principi a livello transatlantico entro l’anno, per inquadrare il problema. Ha abbozzato un processo in tre fasi: la raccomandazione giuridica da parte dei ministri JHA dell’UE il 4 giugno; la condivisione di esso con i ministri degli Esteri dell’UE il 15 giugno, seguita da una riunione dei ministri degli esteri UE-USA nel mese di ottobre/novembre in cui i ministri emanerebbero un dichiarazione transatlantica di principi in materia di diritti umani e sicurezza, sotto la presidenza svedese dell’UE. Frattini ha osservato che una tale dichiarazione sarebbe stata una chiave di volta per gli sforzi in corso nel porre le basi legali per i singoli Stati a collaborare con gli Stati Uniti sui trasferimenti. Si tratta dello spostamento politico per tutti gli stati e sarebbe un buon segnale per i cittadini europei, pure. Frattini si è offerto di sollevare la questione in modo informale con il Ministro degli Esteri svedese Bildt, che vedrà in visita a Stoccolma, a breve, e ha chiesto all’AG di lanciare l’idea a Washington.

¶7. (C) Frattini also said that a number of people, particularly in Germany, were demanding to know why the U.S. could not itself take the small number of detainees thus far identified for transfer (50). Frattini said he told his colleagues regularly that it was critical that Europe showed it could be a co-producer of security, not just a consumer. It was time to share the burden, having criticized the previous administration so harshly over Guantanamo’s existence. ¶ 7. (C), Frattini ha anche detto che un certo numero di persone, in particolare in Germania, stanno chiedendo di sapere perché gli Stati Uniti non potessero tenere per sé il piccolo numero di detenuti finora individuati per il trasferimento (50). Frattini ha detto che ha parlato regolarmente con i suoi colleghi sul fatto che fosse fondamentale che l’Europa dimostrasse di poter essere un co-produttore della sicurezza, non solo un consumatore. Era tempo di ripartire l’onere, dopo aver criticato così duramente la precedente amministrazione sull’esistenza di Guantanamo.
¶8. (C) Frattini told the AG he had established a restricted working group within the GOI (chiefs of staff of the MFA, MOJ and MOI, plus Italian intelligence). In order to facilitate its work and avoid surprises, Frattini asked that the USG informally pass to this group the names of any potential detainees for transfer to Italy ahead of a formal request. He also asked that the USG share any models it had used for voluntary agreements, noting he understood the United States had worked out a draft in transferring some 14 detainees back to the UK. He asked whether the United States had released any detainees into the U.S. and whether the AG had shared any specifics with other European governments. The AG said no to both questions. ¶ 8. (C), Frattini ha detto all’AG che aveva istituito un gruppo di lavoro ristretto all’interno del governo italiano (capi di stato maggiore della Farnesina, Ministero di Giustizia e Ministero degli Interni, più i servizi segreti italiani). Al fine di facilitare il suo lavoro e non avere sorprese, Frattini ha chiesto che il governo degli USA informalmente passasse a questo gruppo i nomi di ogni detenuti potenziali oggetto di trasferimento in Italia prima di una richiesta formale. Egli ha anche chiesto che il governo americano condivida tutti i modelli che aveva usato per gli accordi volontari, facendo notare di aver capito che gli Stati Uniti hanno elaborato un progetto di ri-trasferimento di circa 14 detenuti nel Regno Unito. Egli ha chiesto se gli Stati Uniti avessero rilasciato alcuni detenuti negli Stati Uniti e se l’AG avesse condiviso le specifiche con altri governi europei. L’AG ha risposto no ad entrambe le domande.
¶9. (C) In closing, Frattini underscored that there were six European countries (Italy, France, Spain, Portugal, Ireland, Switzerland) “”firmly in favor”” of taking detainees. He said that they would continue to cooperate closely together and with the United States. These countries “”should set the example”” by expeditiously moving to individual agreements with the United States. once the EU framework was agreed upon. Frattini confirmed that “”we are ready to do so.”” ¶ 9. (C) In conclusione, Frattini ha sottolineato che ci sono stati sei paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Svizzera) “fermamente favorevoli” a prendere detenuti. Egli ha detto che continueranno a collaborare strettamente tra loro e con gli Stati Uniti. Questi paesi “dovrebbero dare l’esempio” di raggiungere rapidamente singoli accordi con gli Stati Uniti. una volta che il quadro comunitario è stato concordato su ciò. Frattini ha confermato che “noi siamo pronti a farlo”.

Separate Treatment of Tunisian Detainees

¶10. (C) In a short aside, Frattini said he and others in the GOI well recognized that the case of the two Tunisian detainees requested by Milan magistrates for trial in Italy and the larger Guantanamo issue were wholly separate, and should be dealt with as such.

Trattamento separato dei detenuti tunisini

¶ 10. (C) In una breve incontro a margine, Frattini ha detto che lui e gli altri nel governo italiano hanno riconosciuto che il caso dei due detenuti tunisini richiesti dai magistrati di Milano per essere processati in Italia e la più grande questione di Guantanamo sono stati del tutto separati, e come tali dovrebbero essere trattati.

Interior Minister Complains Publicly

¶11. (C) Echoing previous objections on security grounds of accepting Guantanamo detainees, Interior Minister Maroni told the press May 30 that he believes the EU must unanimously agree to accept the detainees and that they should “”be put back in jail.”” Maroni argued it would not be acceptable “”for me”” if they are free to move within the Schengen zone. Maroni, speaking on the margins of the G8 meeting of justice and interior ministers, said the United States had not yet made a formal request, no detainees had been identified, and that Italy is considering taking “”not more than two or three.””

Il Ministro dell’Interno si lamenta pubblicamente

¶ 11. (C) Facendo eco a precedenti obiezioni per motivi di sicurezza di accettare detenuti di Guantanamo, il ministro dell’Interno Maroni ha dichiarato alla stampa il 30 maggio che crede che l’UE debba concordare all’unanimità di accettare i detenuti e che dovrebbero “essere rimessi in carcere”. Maroni ha sostenuto che  non sarebbe accettabile “per me” che essi siano liberi di muoversi all’interno della zona Schengen. Maroni, parlando a margine della riunione del G8 dei ministri della giustizia e degli interni, ha detto che gli Stati Uniti non avevano ancora presentato una richiesta formale, nessun detenuto era stato identificato, e che l’Italia sta valutando l’opportunità di prenderne “non più di due o tre”.

Comment

¶12. (C) In his meeting with AG Holder, Frattini was forceful and adamant in expressing GOI desire to work closely and collaboratively with the United States, both in shaping EU opinion and in working out future bilateral arrangements on individual detainee cases. Notwithstanding Frattini’s helpful leadership on this issue within the GOI and at the EU, he faces some political pushback from within the government. The outspoken and powerful Interior Minister Maroni and his Northern League political party have been successfully pushing an anti-immigration line within the government. Maroni has been vocal on several occasions about his skepticism about the wisdom of the EU and Italy taking Guantanamo detainees. In his initial phone conversation congratulating President Obama on his election, Prime Minister Berlusconi offered Italian assistance in resolving the detainee issue. During the President’s upcoming meeting with the Prime Minister, it would be helpful to thank Berlusconi for his government’s efforts thus far but also secure his recommitment to accepting detainees.

Commento

¶ 12. (C) Nella sua riunione con l’AG Holder, Frattini è stato forte ed inflessibile nell’esprimere il desiderio italiano a lavorare a stretto contatto e in modo collaborativo con gli Stati Uniti, sia per formare l’opinione dell’Unione europea sia nell’elaborazione di futuri accordi bilaterali in materia di casi dei singoli detenuti. Nonostante la leadership in aiuto di Frattini su questo tema all’interno del governo italiano e presso l’UE, egli affronta qualche indietreggiamento politico all’interno del governo. Lo schietto e potente Ministro degli Interni Maroni e il suo partito politico della Lega Nord è stato in grado di spingere con successo una linea anti-immigrazione all’interno del governo. Maroni è stato chiaro in diverse occasioni sul suo scetticismo circa la saggezza dell’UE e dell’Italia nel tenere detenuti di Guantanamo. Nella sua prima conversazione telefonica per congratularsi con il presidente Obama per la sua elezione, il primo ministro italiano Berlusconi ha offerto assistenza a risolvere la questione dei detenuti. Durante il prossimo incontro del Presidente con il Primo Ministro, sarebbe utile ringraziare Berlusconi per gli sforzi fatti finora dal suo governo, ma anche assicurarsi il suo impegno verso l’accettazione dei detenuti.

¶13. (C) Frattini also advised AG Holder not to attend the June 4 JHA ministerial because he thought those countries opposed to the United States on this issue would simply use his presence as an opportunity to criticize the United States. ¶ 13. (C), Frattini ha anche consigliato all’AG Holder di non partecipare al ministeriale JHA del 4 Giugno perché pensava che quei paesi che si oppongono agli Stati Uniti su questo punto utilizzerebbero semplicemente la sua presenza come occasione per criticare gli Stati Uniti.
¶14. (U) The Department of Justice has cleared this cable.

DIBBLE

¶ 14. (U) Il Dipartimento di Giustizia ha chiarito questo cavo.

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EnGiCav