Vi siete mai chiesti qual è il periodo dell’anno in cui si nasce di più ?

Come per la statistica relativa ai morti (vedi http://engicav.altervista.org/blog/ma-novembre-e-il-mese-dei-morti/), ho anche qui ricercato in Internet i dati ufficiali ISTAT più recenti che riportassero la frequenza mensile di natalità delle singole province d’Italia; i dati così raggruppati – risalenti al 2005 – sono stati assemblati ed elaborati per regione e macro-regione ed hanno fornito alcune informazioni interessanti, anche se più variabili e meno costanti rispetto al trend delle mortalità.

Trasponendo poi indietro di 9 mesi l’andamento delle nascite, possiamo permetterci di fare anche qualche considerazione di quale sia il periodo dell’anno più “fertile” e – per estensione statistica – quello dove certe attività sono più frequenti. Pertanto, tutti i dati statistici riporteranno le due testate “concepiti” e “nati”, in modo che poi ognuno di voi guardi quello che più gli interessa e possa fare le opportune considerazioni.

Okay, cominciamo.

Nel 2005 sono nati più di 550.000 bambini, pari allo 0,95% della popolazione presente ad inizio anno in Italia, cioè è come se dal nulla fosse nata una provincia come Cuneo o Reggio Calabria. Come è noto da tempo, si nasce più al Sud e meno al Centro:

Area Abitanti (2005) Nati (2005) %tot
Centro 13.554.040 124.066 0,92%
Isole 6.663.133 64.017 0,96%
Nord 26.469.091 248.433 0,94%
Sud 11.776.111 117.506 1,00%
Totale complessivo 58.462.375 554.022 0,95%

 

Le regioni con la più alta natalità sono sì la Campania e la Sicilia ma, badate bene, svetta sopra tutte il Trentino Alto-Adige (alla faccia dei luoghi comuni):

Regioni Abitanti (2005) Nati (2005) %tot
Abruzzo 1.299.272 11.200 0,86%
Basilicata 596.546 4.908 0,82%
Calabria 2.009.268 18.228 0,91%
Campania 5.788.986 62.599 1,08%
Emilia Rom. 4.151.369 38.518 0,93%
Friuli VG 1.204.718 10.083 0,84%
Lazio 5.269.972 50.833 0,96%
Liguria 1.592.309 11.957 0,75%
Lombardia 9.393.092 92.480 0,98%
Marche 1.518.780 13.440 0,88%
Molise 1.008.809 9.471 0,94%
Piemonte 4.330.172 37.251 0,86%
Puglia 3.381.311 31.771 0,94%
Sardegna 1.650.052 13.226 0,80%
Sicilia 5.013.081 50.791 1,01%
Toscana 3.598.269 31.390 0,87%
Trent.Alto-Ad 974.613 10.719 1,10%
Umbria 858.938 7.732 0,90%
Val d’Aosta 122.868 1.161 0,94%
Veneto 4.699.950 46.264 0,98%
Totale complessivo 58.462.375 554.022 0,95%

 

Fanalino di coda è la Liguria che, unitamente all’ottima (si fa per dire) posizione in classifica per la maggiore mortalità, risulta essere a questo punto “la regione più vecchia” d’Italia.

Interessante è la classifica delle province; tra le prime 10, le città del sud presenti sono sempre state agli ultimi posti della classifica del benessere, mentre le restanti (solo del Nord) sono invece tra quelle tra le più benestanti  d’Italia (i ricchi e i poveri da sempre fanno più figli):

Province Abitanti (2005) Nati (2005) %tot
Napoli 3.092.859 36.156 1,17%
Bolzano-Bozen 477.067 5.525 1,16%
Caltanissetta 275.221 3.072 1,12%
Caserta 879.342 9.730 1,11%
Reggio Emilia 487.003 5.358 1,10%
Treviso 838.732 9.154 1,09%
Palermo 1.239.272 13.513 1,09%
Catania 1.071.883 11.610 1,08%
Vicenza 831.356 8.970 1,08%
Prato 238.826 2.564 1,07%
Bergamo 1.022.428 10.945 1,07%
Brescia 1.169.259 12.325 1,05%
Crotone 172.970 1.823 1,05%
Trento 497.546 5.194 1,04%
Verona 860.796 8.876 1,03%
Modena 659.925 6.770 1,03%
Foggia 686.856 6.944 1,01%
Roma 3.807.992 38.341 1,01%
Lecco 322.150 3.235 1,00%
Ragusa 306.741 3.058 1,00%
Rimini 286.796 2.848 0,99%
Agrigento 456.612 4.531 0,99%
Bari 1.594.109 15.733 0,99%
Como 560.941 5.536 0,99%
Milano 3.839.216 37.803 0,98%
Vibo Valentia 168.894 1.654 0,98%
Lodi 209.129 2.040 0,98%
Siracusa 398.178 3.833 0,96%
Padova 882.779 8.480 0,96%
Salerno 1.089.770 10.450 0,96%
Reggio Calabria 565.866 5.418 0,96%
Pordenone 297.699 2.837 0,95%
Enna 174.426 1.662 0,95%
Latina 519.850 4.916 0,95%
Aosta 122.868 1.161 0,94%
Trapani 432.963 4.086 0,94%
Varese 843.250 7.945 0,94%
Pesaro e Urbino 365.249 3.437 0,94%
Perugia 632.420 5.948 0,94%
Teramo 296.063 2.784 0,94%
Taranto 580.588 5.372 0,93%
Mantova 390.957 3.615 0,92%
Forli’-Cesena 371.318 3.409 0,92%
Firenze 965.388 8.767 0,91%
Parma 413.198 3.744 0,91%
Cuneo 569.987 5.153 0,90%
Sondrio 179.089 1.619 0,90%
Pescara 307.974 2.769 0,90%
Pistoia 277.028 2.474 0,89%
Ancona 461.345 4.120 0,89%
Bologna 944.297 8.429 0,89%
Torino 2.236.941 19.942 0,89%
Novara 353.743 3.152 0,89%
Macerata 313.225 2.780 0,89%
Lecce 805.397 7.141 0,89%
Pisa 394.101 3.494 0,89%
Cremona 346.168 3.069 0,89%
Brindisi 401.217 3.525 0,88%
Venezia 829.418 7.219 0,87%
Ravenna 365.369 3.168 0,87%
Arezzo 333.385 2.885 0,87%
Matera 204.328 1.767 0,86%
Avellino 437.560 3.772 0,86%
Benevento 289.455 2.491 0,86%
Asti 213.369 1.826 0,86%
Catanzaro 368.923 3.150 0,85%
Sassari 465.624 3.969 0,85%
Pavia 510.505 4.348 0,85%
Nuoro 263.437 2.238 0,85%
Udine 528.246 4.463 0,84%
Siena 260.882 2.202 0,84%
Cosenza 732.615 6.183 0,84%
Lucca 379.117 3.190 0,84%
Frosinone 489.042 4.096 0,84%
Piacenza 273.689 2.289 0,84%
Chieti 391.167 3.234 0,83%
Messina 657.785 5.426 0,82%
Ascoli Piceno 378.961 3.103 0,82%
Belluno 212.244 1.730 0,82%
Potenza 392.218 3.141 0,80%
Livorno 330.739 2.633 0,80%
L’Aquila 304.068 2.413 0,79%
Campobasso 231.867 1.838 0,79%
Gorizia 140.681 1.111 0,79%
Terni 226.518 1.784 0,79%
Imperia 215.591 1.697 0,79%
Biella 188.197 1.466 0,78%
Cagliari 767.062 5.924 0,77%
Viterbo 299.830 2.311 0,77%
Verb-Cus-Ossola 161.575 1.245 0,77%
Savona 281.620 2.166 0,77%
Vercelli 177.280 1.360 0,77%
Grosseto 218.159 1.669 0,77%
Isernia 90.086 689 0,76%
Rieti 153.258 1.169 0,76%
Massa Carrara 200.644 1.512 0,75%
Rovigo 244.625 1.835 0,75%
Genova 875.732 6.553 0,75%
Alessandria 429.080 3.107 0,72%
Ferrara 349.774 2.503 0,72%
Oristano 153.929 1.095 0,71%
La Spezia 219.366 1.541 0,70%
Trieste 238.092 1.672 0,70%

La bassa natalità di Trieste e La Spezia vanno insolitamente a confermare le posizioni di vertice nella classifica della mortalità; anche in questo caso potremmo dire che Trieste è proprio “un paese per vecchi”.

Analizzando invece la distribuzione delle nascite mese per mese si può osservare che lo scostamento tra minimo e massimo è di gran lunga superiore rispetto ai dati sulla mortalità; questo significa che, mentre il “governo” della morte – non di competenza terrena – è più stabile, quello della nascita è lasciato molto di più all’iniziativa umana e alla creatività ormonale e quindi risulta molto più variabile. Ad esempio, tra questi dati spicca una concentrazione del 12% delle nascite a Terni nel solo mese di Agosto, il che significa che le attività “preparatorie” a questi eventi si sono lì concentrate nel mese di Novembre nella misura di 1 concepimento ogni 8:

Concepiti %APR %MAG %GIU %LUG %AGO %SET %OTT %NOV %DIC %GEN %FEB %MAR
Nati %GEN %FEB %MAR %APR %MAG %GIU %LUG %AGO %SET %OTT %NOV %DIC
Min 6,3% 6,1% 6,2% 6,1% 7,1% 6,4% 5,9% 6,7% 7,3% 6,8% 7,3% 6,4%
Ragusa L’Aquila Isernia Matera Grosseto Vercelli Terni Roma Rieti Oristano Lucca Terni
Max 10,0% 9,4% 10,2% 9,6% 10,4% 10,3% 10,0% 12,1% 10,9% 10,7% 10,0% 11,4%
Biella Oristano Verb-Cus-Ossola Isernia L’Aquila Aosta Novara Terni Lodi Caltanissetta Terni Chieti

Viceversa, le attività “propedeutiche” un po’ fiacche a Maggio degli abitanti dell’Aquila e a Luglio degli abitanti di Isernia hanno portato al risultato più basso nei mesi di Febbraio e Aprile.

Guardando il dato complessivo a livello nazionale se ne deduce che statisticamente il mese dove si nasce di più è Settembre mentre quello dove si nasce di meno è Febbraio; in altri termini, vanno maggiormente a buon fine  le attività di Dicembre, mentre i risultati più scarsi si ottengono a Maggio (complice anche la minor durata di Febbraio). Pertanto la migliore scusa anticoncezionale conosciuta (“Anto’, fa caldo”) deve necessariamente essere modificata in “Anto’, c’è polline”:

Concepiti APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC GEN FEB MAR
Nati GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT NOV DIC
Medie 8,1% 7,6% 8,5% 7,8% 8,8% 8,1% 8,3% 8,6% 9,1% 8,7% 8,1% 8,3%

A livello regionale si vede come ogni parte d’Italia risponde a modo proprio in questa singolare statistica:

 Regioni Conc. APR Conc. MAG Conc. GIU Conc. LUG Conc. AGO Conc. SET Conc. OTT Conc. NOV Conc. DIC Conc. GEN Conc. FEB Conc. MAR
Nati GEN Nati FEB Freq. MAR Nati APR Nati MAG Nati GIU Nati LUG Nati AGO Nati SET Nati OTT Nati NOV Nati DIC
Abruzzo 7,54% 7,38% 8,60% 7,63% 8,98% 7,88% 7,96% 8,77% 9,07% 8,66% 7,92% 9,60%
Basilicata 7,78% 7,36% 7,64% 7,97% 9,31% 7,76% 9,11% 9,25% 9,23% 8,33% 8,39% 7,86%
Calabria 7,86% 7,59% 8,29% 7,33% 8,89% 8,40% 8,84% 9,31% 8,95% 8,50% 7,77% 8,26%
Campania 8,20% 7,60% 8,40% 7,66% 8,71% 8,43% 8,85% 8,66% 8,93% 8,75% 7,68% 8,15%
Emilia Rom. 7,79% 7,50% 8,58% 7,87% 8,45% 8,19% 8,50% 8,75% 8,61% 8,80% 8,28% 8,68%
Friuli VG 7,29% 7,26% 8,79% 8,09% 8,59% 8,26% 8,19% 8,93% 9,14% 8,58% 8,23% 8,65%
Lazio 8,10% 8,35% 8,08% 8,06% 9,75% 7,68% 7,09% 7,47% 10,11% 8,66% 8,27% 8,39%
Liguria 8,78% 7,68% 8,69% 8,07% 8,74% 7,88% 8,18% 8,82% 8,51% 8,26% 8,24% 8,15%
Lombardia 8,06% 7,35% 8,75% 7,87% 8,77% 8,26% 8,43% 8,39% 9,11% 8,60% 8,04% 8,36%
Marche 7,89% 7,66% 8,41% 8,27% 8,69% 8,08% 8,31% 9,10% 8,13% 9,22% 8,29% 7,95%
Molise 7,80% 7,44% 8,32% 7,63% 8,51% 8,24% 8,96% 8,85% 9,38% 8,65% 7,88% 8,34%
Piemonte 8,20% 7,52% 8,54% 7,81% 8,94% 7,77% 8,86% 8,76% 8,59% 8,60% 8,19% 8,23%
Puglia 8,29% 7,43% 8,49% 7,56% 9,01% 8,06% 8,15% 9,01% 8,78% 9,00% 8,02% 8,21%
Sardegna 8,48% 8,05% 8,27% 7,97% 8,40% 7,35% 7,92% 9,16% 8,89% 8,88% 8,32% 8,30%
Sicilia 8,19% 7,86% 8,27% 7,49% 8,07% 8,36% 8,67% 8,38% 9,77% 8,94% 7,89% 8,12%
Toscana 7,84% 7,55% 8,36% 8,02% 8,74% 8,24% 8,23% 8,78% 9,36% 8,87% 7,97% 8,04%
Trent.Alto-Ad 8,08% 7,69% 9,13% 8,39% 8,66% 7,90% 8,23% 8,94% 8,61% 8,15% 8,00% 8,22%
Umbria 8,42% 7,89% 8,47% 8,19% 8,52% 7,90% 6,35% 10,80% 9,23% 8,51% 8,07% 7,64%
Val d’Aosta 8,44% 7,24% 7,49% 9,47% 7,58% 10,34% 8,79% 8,44% 8,87% 8,53% 7,49% 7,32%
Veneto 8,05% 7,68% 8,46% 8,03% 8,62% 8,17% 8,35% 8,68% 8,58% 8,66% 8,44% 8,27%
Totale complessivo 8,07% 7,64% 8,46% 7,84% 8,76% 8,13% 8,34% 8,62% 9,07% 8,71% 8,07% 8,29%

Conclusioni: la creatività umana incide fortemente sulla variabilità dei dati sia a livello nazionale che locale; non esiste un trend comune come invece lo si è trovato nella statistica sulla mortalità. L’unica constatazione è che quando lei dice a lui “Caro, fa freddo” molti ancora ci cascano…

Per maggiori dettagli vedere anche il file Flash Nati-Morti 2005.

EnGiCav