Questo è il file confidenziale inviato dall’ambasciata americana in Italia al governo americano circa le posizioni in merito all’IRAN sostenute dal governo italiano, dall’opposizione e dalle società con interessi nel paese persiano. E’ interessante vedere il modo in cui i nostri politici di destra e sinistra ed i nostri manager industriali parastatali si rapportino con (o meglio “fanno rapporto a…”) gli americani. A mio avviso c’è più di qualche spunto di riflessione, soprattutto a proposito della posizione del PD in merito al nucleare iraniano (“sì al nucleare in cambio di diritti umani”) e agli interessi vincolanti di ENI in Iran fino al 2014.

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10ROME87 2010-01-22 15:03 2010-11-28 18:06 CONFIDENTIAL Embassy Rome

 

SUMMARY——-¶1.  (C)  Staff Director of the House Foreign Affairs Committee (HCFA) Dr. Richard Kessler and HCFA staff members probed senior MFA and energy and gas parastatal Eni officials on Italy’s intentions concerning Iran sanctions and prospects for effective multilateral action to curb Iran’s nuclear program.  Opposition Democratic Party (PD) officials discussed Iran, Italy’s role in Afghanistan, the MEPP, Iraq, and nonproliferation with the Staffdel.  End Summary. SINTESI——-¶ 1. (C) Il Direttore Personale dell’Ambasciata (HCFA) dr. Richard Kessler e i membri dello staff HCFA (hanno) sondato il Ministro degli Esteri (Frattini) e i funzionari parastatali Eni dell’energia e del gas circa le intenzioni dell’Italia in materia di sanzioni l’Iran e le prospettive di un’efficace azione multilaterale per frenare il programma nucleare iraniano. I funzionari del Partito Democratico (PD) di opposizione hanno discusso con la Staffdel (delegazione americana) dell’Iran, del ruolo dell’Italia in Afghanistan, del processo di pace nel Medio oriente, dell’Iraq e della non proliferazione. Fine Sintesi.
IRAN DOMINATES MFA TALKS————————¶2.  (C)  A January 8 roundtable discussion with Dr. Kessler and three HCFA staff members at the Ministry of Foreign Affairs (MFA) included MFA Director General for Multilateral Political Cooperation Stefano Ronca, Ronca’s Deputy Filippo Formica, and  Deputy DG for Economic Cooperation Claudio Spinedi.  Office Directors Massimo Marotti (Political-Military Security and NATO Affairs); Diego Brasioli (G8 Issues and Global Challenges); and Giovanni Pugliese (Arms Control and Nonproliferation) also participated. After the roundtable the Staffdel had a meeting with MFA Deputy SecGen and Political Director Sandro De Bernardin.  Post was represented by the Charge, Pol-Mil Counselor and Poloff (notetaker). IRAN DOMINA I COLLOQUI AMF————————

¶ 2. (C) 8 gennaio: tavola rotonda con il dottor Kessler e tre membri dello staff HCFA presso il Ministero degli Affari Esteri (MAE), presente il Direttore Generale per la Cooperazione politica multilaterale del Ministero degli Esteri Stefano Ronca, il vice Filippo Formica, e il Vice DG per la Cooperazione Economica Claudio Spinedi. Hanno partecipato anche i funzionari del ministero Massimo Marotti (politico-militare di sicurezza e degli affari della NATO), Diego Brasioli (G8 Problemi e sfide globali) e Giovanni Pugliese (controllo degli armamenti e della non proliferazione). Dopo la tavola rotonda la delegazione (americana) ha avuto un incontro con il Vice Segretario Generale del Ministero degli Esteri e direttore politico Sandro De Bernardin. Poi è stato presentato come incaricato del consigliere Politico-Miltare e Poloff (?) (NoteTaker ?).

¶3. (C)  Ronca believes the deteriorating situation in Iran will soon come to a head and that the UNSC should convey to Iran that delay tactics will not work and support this position by readiness to adopt further pressure.  Ronca and Spinedi told the Staffdel Italy is ready to explore, with its EU colleagues, the possibility of further sanctions, which, however, must conform to EU regulations, and not affect the legal rights of European companies.  Ronca suggested that the Iranian financial, oil and gas, and insurance sectors (but not the Central Bank) could be targeted and that the list sensitive products on the export ban list could be expanded. ¶ 3. (C) Ronca ritiene che il deterioramento della situazione in Iran arriverà presto al culmine e che il Consiglio di sicurezza dell’ONU deve trasmettere all’Iran che le tattiche di perdita di tempo non funzioneranno, e che deve sostenere questa posizione con la disponibilità ad adottare ulteriori forme di pressione. Ronca e Spinedi ha detto che la delegazione italiana è pronta ad esplorare, con i suoi colleghi dell’Unione europea, la possibilità di ulteriori sanzioni, che però devono essere conformi alle normative UE, senza pregiudicare i diritti legittimi delle imprese europee. Ronca ha suggerito che potrebbero essere colpiti i settori finanziari, petroliferi, del gas e delle assicurazioni iraniani (ma non la Banca Centrale) e che potrebbe essere ampliata la lista dei  prodotti sensibili al divieto di esportazione.
¶4.  (C)  Spinedi, who (with Formica) attended the October 7 Washington meeting of “Likeminded States on Iran,” started by briefly alluding to Italy’s longstanding complaint of exclusion from P5 1.  Spinedi pointed out we needed to determine what kind of sanctions would be acceptable to China and Russia, adding that even at the beginning of January, China’s UN ambassador said that China “needed more time,” which, Spinedi noted, was not a total rejection of tougher sanctions.  Spinedi advocated strengthening what already exists and deciding where we are willing to exert additional pressure (especially in the oil and gas sector).  It would be important to determine which technologies others (e.g., China and India) are willing to provide and embargo those which they cannot.  Spinedi acknowledged that Italy had not yet imposed legally binding sanctions, but that the GOI had successfully used “moral suasion.” ¶ 4. (C) Spinedi, che (con Formica) ha partecipato alla riunione del 7 ottobre a Washington su “Likeminded States on Iran” (Stati che la pensano allo stesso modo sull’Iran); ha cominciato con una breve allusione alla denuncia italiana di lunga data per l’esclusione dalla P5 1. Spinedi ha sottolineato che avevamo bisogno di sapere quale tipo di sanzioni sarebbero state accettabili da Cina e Russia, aggiungendo che anche all’inizio di Gennaio l’ambasciatore della Cina alle Nazioni Unite ha detto che la Cina “aveva bisogno di più tempo” ma che, come fatto notare da Spinedi, ciò non era un rifiuto totale verso sanzioni più severe. Spinedi ha auspicato di rafforzare ciò che già esiste e di decidere dove siamo disposti a esercitare una pressione supplementare (in particolare nel settore del gas e del petrolio). Sarebbe importante per determinare su quali tecnologie altri stati (ad esempio, Cina e India) sono disposti a porre l’embargo e su quali non possono. Spinedi ha riconosciuto che l’Italia non aveva ancora imposto sanzioni giuridicamente vincolanti, ma che il governo italiano aveva usato con successo la “dissuasione morale”.
¶5.  (C)  Spinedi noted that sanctions proposed by the U.S. at the October 7 Likeminded meeting included targeting the Iranian Revolutionary Guard Command (IRGC), but did not include an embargo of refined oil and gas products.  Spinedi echoed Ronca in saying that in the coming months Italy will need to see how the rest of the Europe will approach new sanctions. ¶ 5. (C) Spinedi ha osservato che le sanzioni proposte dagli Stati Uniti nel corso della riunione “Likeminded” del 7 ottobre includevano di colpire il Comando della Guardia Rivoluzionaria Iraniana (IRGC), ma di non includere un embargo di petrolio raffinato e di prodotti tipo gas. Spinedi ha fatto eco a Ronca nel dire che nei prossimi mesi l’Italia avrà bisogno di vedere come il resto d’Europa si muoverà verso nuove sanzioni.
¶6.  (C)  MFA Deputy SecGen Sandro De Bernardin told the Staffdel that Italy was well aware of the danger posed by Iran and supported a “firm line.”  De Bernardin noted Eni’s considerable investments in Iran and characterized Italy’s “moral suasion” efforts to wean Iran away from its nuclear ambitions as a “significant success.”  On sanctions, De Bernardin stated that Italy was prepared to assume its “share of responsibility,” but that sanctions are a means of pressure, not a goal; effective ones must be found. In De Bernardin’s view, U.S.domestic legislation should not negatively affect other countries and the presidential waiver has been useful in the past; he hoped it will still figure in the future. ¶ 6. (C) Il Vice Segretario Generale del Ministero degli Esteri Sandro De Bernardin ha detto alla nostra delegazione che l’Italia è ben consapevole del pericolo rappresentato dall’Iran e ha sostenuto una “linea dura”. De Bernardin ha posto in evidenza i notevoli investimenti di Eni in Iran e gli sforzi di “dissuasione morale” dell’Italia per portare l’Iran lontano dalle sue ambizioni nucleari come “un successo significativo”. Sulle sanzioni, De Bernardin ha dichiarato che l’Italia era preparata ad assumersi la propria “quota di responsabilità”, ma che le sanzioni sono uno strumento di pressione, non un obiettivo; devono essere trovati quelli più efficaci. A parere di De Bernardin, la legislazione americana (sulle sanzioni) non dovrebbe causare ripercussioni negative su altri paesi, e che in passato era stata utile la rinuncia presidenziale; egli sperava che ciò si prefigurasse ancora in futuro.
¶7.  (C)  Kessler encouraged Italy to continue and reinforce their past efforts.  De Bernardin agreed that if Iran gets the bomb, then others will seek to acquire nuclear weapons too and that the Iranian regime must realize there is a heavy price to be paid for persisting in non-compliance. ”  De Bernardin reiterated Italy’s support for openess to dialogue in addition to pressure, or the dual-track approach, and that “putting Iran in a corner” is not the same as “cutting it off” and characterized Italy as a “crucial player,” essential to catalyzing consensus in Europe. He added that, given Iran’s critical domestic situation, the regime was not in a position to decide anything. ¶ 7. (C) Kessler ha incoraggiato l’Italia a proseguire e rafforzare i loro sforzi passati. De Bernardin ha convenuto che se l’Iran ottiene la bomba, poi anche gli altri (stati) cercheranno di acquisire armi nucleari e che il regime iraniano deve capire che c’è un prezzo pesante da pagare nel persistere in non-conformità. “De Bernardin ha ribadito il sostegno dell’Italia per l’apertura al dialogo in aggiunta a forme di pressione – o approccio a doppio binario – e che “mettere l’Iran in un angolo” non è lo stesso che dire “tagliarla fuori”, e ha definito l’Italia come “un giocatore fondamentale”, indispensabile per catalizzare un consenso in Europa. Egli ha aggiunto che, data la critica situazione interna dell’Iran, il regime non era in grado di decidere nulla.
KEY TO SUCCESS IN AFGHANISTAN—————————–¶8.  (C)  With regard to the critical situation in Afghanistan, Ronca acknowledged that we must strengthen the military aspect of the campaign, but that institution building and engaging President Karzai on fighting corruption must not be neglected. On the security side, Ronca said that Italy will increase its force by 1000 men during the first half of 2010 and that its Afghan National Police (ANP) training program is a first priority.  As for civilian engagement, Italy has committed 465 million euros in various civilian sectors, including health, education, and justice.Ronca and Marotti stressed the need for better coordination of civilian and military activities as an issue that should be on the agenda of the January 28 London NATO conference. Ronca noted that reaching out to insurgents was a task that should also be pursued. The Italians stressed the need for a long-term development strategy based on Afghan priorities, but which would also include private sector involvement and the development of good governance. CHIAVE DEL SUCCESSO IN AFGHANISTAN—————————–

¶ 8. (C) Per quanto riguarda la situazione critica in Afghanistan, Ronca ha riconosciuto che dobbiamo rafforzare l’aspetto militare della campagna, ma che non deve essere trascurata l’attività di supporto e coinvolgimento del presidente Karzai nella lotta alla corruzione. Sul versante sicurezza Ronca ha detto che l’Italia aumenterà la sua forza di 1000 uomini durante la prima metà del 2010 e che il suo programma di formazione della polizia nazionale afghana (ANP) è una priorità assoluta. Per quanto riguarda l’impegno civile, l’Italia ha stanziato 465.000.000 € in vari settori civili, tra cui sanità, istruzione e giustizia.Ronca e Marotti hanno sottolineato la necessità di un migliore coordinamento delle attività civili e militari come un problema da porre all’ordine del giorno della conferenza NATO di Londra del 28 gennaio. Ronca ha osservato che un compito che dovrebbe essere perseguito è di stendere la mano ai ribelli. Gli italiani hanno sottolineato la necessità di una strategia di sviluppo a lungo termine basata sulle priorità afghane, ma che preveda anche la partecipazione del settore privato e lo sviluppo di un buon governo.

CENTER LEFT PD AIRS FOREIGN POLICY POSITIONS——————————————– ¶9. (C)  Head of the opposition Partito Democratico’s (PD) Foreign Policy Department Piero Fassino told the Staffdel the PD supports President Obama’s initiative  to dialogue and build bridges with the Islamic world, but is very concerned about the blocked MEPP and the “new wave of terror” in Afghanistan.  As for Iran, the PD supports pursuing a negotiated solution, but Fassino questioned whether the current leadership is in a position to negotiate credibly. He suggested it could be useful to change the order of priorities in Iran; that is, be more flexible on the nuclear issue, but harder on human rights.  According to Fassino, the greatest risk with nuclear proliferation is that irresponsible governments like the one in Iran could gain access to nuclear arms, adding that the PD assessed that there was little to fear with nations such as India, Britain, and France having nuclear weapons.  He asked whether a democratic government in Iran might not have a different position on the nuclear program. POSIZIONI DI POLITICA ESTERA DEL CENTROSINISTRA——————————————–¶ 9. (C) Il capo del Dipartimento di Politica Estera del Partito Democratico (PD) di opposizione, Piero Fassino, ha detto alla delegazione americana che il PD sostiene l’iniziativa del presidente Obama di dialogare e costruire ponti con il mondo islamico, ma è molto preoccupato circa il MEPP (Middle East Peace Process – Processo di Pace del Medio Oriente) bloccato e la “nuova ondata di terrorismo” in Afghanistan. Quanto all’Iran, il PD sostiene di perseguire una soluzione negoziata, ma Fassino ha messo in dubbio che l’attuale dirigenza sia in grado di negoziare in modo credibile. Egli ha suggerito che potrebbe essere utile modificare l’ordine delle priorità in Iran, cioè essere più flessibili sul problema del nucleare, ma più duri sui diritti umani. Secondo Fassino, il maggior rischio di proliferazione nucleare è che i governi irresponsabili come quello in Iran possano ottenere l’accesso alle armi nucleari, aggiungendo che il PD ha valutato che c’è stato ben poco da temere da nazioni come India, Gran Bretagna e Francia che hanno armi nucleari. Ha chiesto se un governo democratico in Iran potrebbe avere una posizione non diversa sul programma nucleare.
¶10.  (C)  Fassino said the PD supports the GOI’s increased (military) support for Afghanistan, but stressed that strengthening civil and governmental institutions and economic development are equally important.  On the MEPP, Fassino characterized Netanyahu’s proposed 10-month settlement freeze “a little window of opportunity,” but questioned whether it was enough, given the Israelis’ refusal to discuss (the status of) Jerusalem.  As for Iraq, Fassino said the stabilization process must be supported; there was no alternative. ¶ 10. (C), Fassino ha detto che il PD sostiene l’incrementato supporto (militare) per l’Afghanistan del governo italiano, ma ha sottolineato che il rafforzamento delle istituzioni governative e civili e lo sviluppo economico sono ugualmente importanti. Sul processo di pace del Medio Oriente Fassino ha sottolineato come la proposta di Netanyahu di congelare gli insediamenti per 10 mesi sia “una piccola finestra di opportunità”, ma ha dubitato che questa fosse sufficiente, dato il rifiuto israeliano di discutere dello status di Gerusalemme. Come per l’Iraq, Fassino ha detto che il processo di stabilizzazione doveva essere sostenuto; non c’era alternativa.
ENI JUSTIFIES IRAN ACTIVITIES—————————– ¶11.  ( C ) Energy and gas parastatal Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) officials told the Congressional delegation that it is cooperating to address USG concerns over the company,s Iran activities, but insisted that it will continue to fulfill its contractual obligations there. The company officials said that Eni has understood the USG message to reduce its presence in Iran, and as a result it has already decreased its Iran activities to a minimum level. The Eni officials provided the Staffdel with a copy of the November 16, 2009 CEO Scaroni letter to Ambassador Thorne that states the company,s position (A copy of Eni’s letter was provided to EEB in November). Referencing this letter, the officials pointed out that Eni will not undertake new activities in Iran, including no new activities by its subsidiaries, Saipem and Polimeri Europa. They added that following Scaroni,s September 16 meetings in Washington the company also gave up plans for an MOU with Iran for development of the phase III of the Darquain oil field. The officials stated that while EU law prevents the Eni from responding to official requests for information on its Iran operations, it has been transparent in informing the USG on a voluntary basis. ENI GIUSTIFICA LE ATTIVITA’ IN IRAN—————————–

¶ 11. (C) I dirigenti della società parastatale di Energia e gas Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) hanno detto alla delegazione del Congresso che si sta cooperando per affrontare le preoccupazioni del governo americano sulle attività della società in Iran, ma ha insistito che continuerà ad adempiere là ai propri obblighi contrattuali. I funzionari della società hanno detto che Eni ha capito il messaggio del governo americano di ridurre la sua presenza in Iran, e di conseguenza ha già ridotto la propria attività  in Iran ad un livello minimo. I funzionari Eni hanno fornito alla delegazione americana una copia della lettera del 16 novembre 2009 dell’amministratore delegato Scaroni all’ambasciatore Thorne che fornisce la posizione della società (una copia della lettera di Eni è stata fornita ad EEB (?) in novembre). Facendo riferimento a questa lettera, i funzionari hanno sottolineato che l’Eni non intraprenderà nuove attività in Iran, comprese nuove attività dalle sue controllate, Saipem e Polimeri Europa. Hanno aggiunto che, in seguito all’incontro di Scaroni del 16 settembre a Washington, la società ha anche dato piani per un protocollo d’intesa con l’Iran per lo sviluppo della III fase del giacimento di petrolio di Darquain. I funzionari hanno affermato che, sebbene il diritto comunitario impedisce all’Eni di rispondere alle richieste di informazioni ufficiali sulle sue operazioni in Iran, tuttavia la società è stata trasparente nell’informare volontariamente il governo degli USA.

¶12.  ( C ) The Eni officials stated, however, that Eni intends to carry out exploration and development activities in Iran that fall under its contractual obligations there. The officials acknowledged that this is a ”gray area” due to the differences of opinion between the company and the USG over what is ”new” activity and what is “old”. The company officials said that they hope to clarify this issue with Washington during separate meetings in January with senior officials from the State Department and Department of Treasury. Pressed for details over the company’s existing obligations, the officials said that it is under contract to meet certain targets of (oil) production in order to guarantee defined levels of production within a given time frame. They added that Eni must keep a certain threshold of production in order to recover its investments in Iran. They also explained that Eni receives periodic (possibly scheduled) payments by Iran in oil equivalent amounts that correspond to the attained target levels of production. ¶ 12. (C) I funzionari Eni hanno tuttavia precisato che l’Eni intende svolgere in Iran attività di esplorazione e sviluppo come da obblighi contrattuali. I funzionari (ENI) hanno riconosciuto che questa è una “zona grigia” a causa delle differenze di opinione tra l’azienda e il governo USA su ciò che è attività “nuova” e ciò che è “vecchia”. I funzionari della società hanno detto che sperano di chiarire la questione con Washington nel corso di riunioni separate a gennaio con gli alti funzionari del Dipartimento di Stato e del Dipartimento del Tesoro. Pressati per avere maggiori dettagli circa gli obblighi esistenti della società (con l’Iran), i funzionari hanno detto che è sotto contratto ottenere alcuni obiettivi di produzione (di petrolio) al fine di garantire prefissati livelli di produzione entro un determinato periodo di tempo. Hanno aggiunto che Eni deve mantenere una certa soglia di produzione al fine di recuperare i suoi investimenti in Iran. Essi hanno inoltre spiegato che Eni riceve periodici pagamenti (possibilmente pianificati) da parte dell’Iran in quantità equivalenti di petrolio, che corrispondono al raggiungimento dei livelli di produzione attesi.
¶13.  ( C ) The Eni officials admitted the frustrating difficulties of operating in Iran, but stated that Eni’s priority is to recover its investments there while meeting EU laws. The officials estimated Eni’s total Iran investments at around $3 billion dollars, of which they said Eni has already recovered already about 60 percent (or about $1.7 billion according to one Eni representative). The company officials said Eni still needs to recover about $1.4 billion from its Iran operations. They added that “if all goes as planned” Eni will recover this remainder of its investments by the end of 2013 or early in 2014. They further explained that Eni’s Iran contracts provide the possibility of extensions if the company is not able to recover its investments within the stipulated time frame. The Eni officials cautioned that the company may face EU sanctions if it withdraws from Iran due to pressure from USG unilateral sanctions. ¶ 13. (C) I funzionari Eni hanno ammesso frustranti difficoltà nell’operare in Iran, ma hanno dichiarato che la priorità di Eni è di recuperare i propri investimenti, sia pur nel rispetto delle leggi dell’UE. I funzionari Eni stimano che gli investimenti complessivi in Iran siano di circa 3 miliardi di dollari, e di questi hanno detto che Eni ne ha già recuperati circa il 60 per cento (o circa 1,7 miliardi secondo un rappresentante Eni). I funzionari della società hanno detto che l’Eni ha ancora bisogno di recuperare circa 1,4 miliardi dollari dalle sue operazioni in Iran. Hanno aggiunto che “se tutto va come previsto” Eni si riprenderà questo resto dei suoi investimenti entro la fine del 2013 o all’inizio del 2014. Essi hanno inoltre spiegato che I contratti Eni in Iran prevedono la possibilità di proroghe se la società non è in grado di recuperare i propri investimenti entro i termini di tempo previsti. I funzionari Eni hanno messo in guardia sul fatto che la società possa subire sanzioni UE se si ritira dall’Iran, a causa della pressione dovuta a sanzioni unilaterali del governo americano.

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