Oggi scrivo in questo blog per rassicurare tutti i miei amici, tutti i parenti di mia moglie, ma soprattutto me stesso, che le voci che stanno girando su una nostra presunta crisi matrimoniale sono (almeno a quanto ci risulta fino ad ora) infondate e fuori luogo.

Oddio: è vero che ultimamente sono un po’ rincoglionito e mi sfuggono certi dettagli, ma c’è anche chi in famiglia si premura di tenermi costantemente aggiornato, specialmente su questi argomenti, a partire da anniversari e compleanni. Figuriomoci per una cosa di questo calibro!

Pensate: abbiamo appreso la notizia da una fonte “sicura ed attendibile” (meno male), dalla quale si capiva anche il motivo della presunta lite: crisi sentimentale per questione di soldi… Mah, a dire il vero di soldi ultimamente ne girano ben pochi, e con un po’ più di fantasia ci si poteva spingere a cause ben più intriganti; non so, tipo esperienze di outing estreme o qualcosa di simile.

Peraltro la notizia bomba, il gossip dell’anno, ci è stata comunicata da una persona di mia conoscenza, assolutamente professionale e seria, che anzi si è dimostrata molto dispiaciuta nell’apprendere la nostra imminente separazione, e per questo mi porgeva tutta la sua solidarietà… Commossi i coniugi ringraziano, anche se molto molto anticipatamente.

Peraltro, non appena ci siamo ripresi dallo stordimento iniziale, ad entrambi è venuto in mente un gioco che si faceva da piccoli e che si chiamava “Passaparola”. Chi non conosce questo gioco ?

E’ semplicissimo: ci si mette tutti seduti in cerchio, il primo decide una parola e la sussurra a quello che gli sta a fianco, questi ripete quello che ha capito al successivo della fila e così via fino all’ultimo, il quale pronuncia ad alta voce la parola che gli è stata comunicata (o che ritiene la più plausibile). E nel novantacinque per cento dei casi la parola iniziale è completamente diversa da quella finale. E giù le risate, specialmente rivolte all’ultimo della fila, come se questi fosse l’unico a non aver capito bene quanto sussurratogli all’orecchio!

Se poi in questo gruppo di mattacchioni è presente l’artista di turno, il mistico dell’assonanza, il poeta della scemenza, è certo che la parola iniziale – anche se fosse una semplice “A” – verrebbe comunque inesorabilmente cambiata in “te possino ceca’”; ma in questo caso dovremmo forse parlare più correttamente di dolo, di premeditazione, di colpo basso.

Allora a questi amanti del “pissi pissi bao bao”, a questi teorici del Social DeadWork propongo di fare lo stesso gioco e di partire dalla parola “Come state?”… Noi lo abbiamo fatto e alla fine – non ci crederete – ci è venuta fuori la frase: “Fatevi i cazzi vostri”. E giù risate!